VIA LIBERA A SUPER-TRIVELLAZIONI, IN CAMBIO UNA
PIOGGIA
DI
MILIONI: ENI, SHELL, TOTAL E POLITICI ESULTANO. GLI STUDENTI VANNO IN
PIAZZA
L’INDAGINE
Gli
affari viaggiano
su
tir con rifiuti tossici
e
scorie radioattive.
Un’inchiesta
dei pm
è
quasi arrivata
alla
fine e c’è chi trema
di
Antonello
Caporale
inviato
a Viggiano (Potenza)
Anche
i lucani nel loro piccolo s’incaz zano. L’Opa delle compagnie
petrolifere
sulla
regione, l’offerta di
comprarsela
in blocco e trivellarla
nel
modo giusto, facendo
zampillare
una selezione tra i
migliori
dei 479 pozzi censiti e
“assaggiati”
(271 in provincia
di
Matera e 208 in provincia di
Potenza)
in cambio di una distesa
di
bigliettoni di euro alle
comunità
coinvolte deve ora
vincere
l’ultimo e più increscioso
degli
accidenti: la paura.
UN
PASSO indietro.
Matteo
Renzi
a maggio decide di trasformare
la
Basilicata nel nuovo
Texas
italiano e avoca al potere
centrale,
nel decreto Sblocca
Italia,
le competenze per l’am -
pliamento
della produzione petrolifera.
Lo
chiedono le tre
grandi
sorelle interessate all’af -
fare:
Eni, Shell e Total. Dei 38
pozzi
attualmente in produzione
con
85mila barili al giorno,
che
diverranno 135 mila appena
i
50 mila marchiati Total saranno
sul
mercato e 154 mila
quando
l’Eni attiverà l’estrazio -
ne
dell’ultimo ceppo concordato
nella
vecchia intesa, si può
succhiare
da altri buchi altro
meraviglioso
oro nero. La cosa
straordinaria
è che la scelta di
Renzi
di evirare ogni autonomia
alla
Lucania ottiene fra gli
evirati
un indiscutibile successo.
Vivissimo
plauso da parte
del
pacchetto di deputati e senatori
che
detengono la Regione.
Per
Marcello Pittella, il governatore,
si
aprirebbero così
“grandi
opportunità” per il territorio.
Marcello
è fratello di
Gianni,
azionista di riferimento
del
Pd e capogruppo dei socialisti
europei
a Bruxelles che nel
silenzio
annuisce.
L’EX
GOVERNATORE Vito
De
Filippo
è sottosegretario alla Sanità
e
figurarsi. L’altro ex con
-
ducator
Filippo
Bubbico, predecessore
di
De Filippo e Pittella, è
viceministro
all’Interno e strafigurarsi.
C’è
da aggiungere che
un
altro potentino, Roberto
Speranza,
è capogruppo alla
Camera
e quindi sonnecchia
con
circospezione. Il sestetto di
mischia
si completa con un vero
fan
del petrolio, il deputato
Salvatore
Margiotta. I potenti e
influenti
politici locali dunque
non
solo applaudono ma rifiutano
di
accogliere la richiesta
popolare
di ricorrere alla Corte
costituzionale
contro l’articolo
38
che centralizza l’affare, spostandolo
a
Roma, lontano dal
cuore.
Resta, quasi solitario, il
voto
di Vincenzo Folino, anch’egli
Pd:
“Combatto contro
questa
posizione anche se so di
perdere”.
Il
contesto sembra far girare il
vento
per il verso giusto. Matera
è
intanto eletta capitale europea
della
cultura, e dunque festeggia
i
suoi Sassi infischiandosene
della
puzza e delle trivelle. Anche
le
parrocchie salutano compatte
all’incipiente
sequela di
perforazioni.
Del resto le tre sorelle
del
petrolio, sempre animate
da
spirito collaborativo,
sostengono
col loro marchio un
decisivo
volume della Cei dal titolo
“Itinerari
religiosi in Basilicata”.
Federica
Guidi, il ministro
dello
Sviluppo economico
in
una sua visita quasi lacrima
per
la gioia: non ha mai visto un
popolo
più tenero, disponibile e
responsabile
di quello lucano:
“È
veramente brava gente”.
Poi
però qualcosa s’inceppa.
Iniziano
gli studenti medi,
quelli
dei licei. Programmano le
cinque
giornate, ma non è nulla
di
letterario. Ci saranno cinque
giorni
di proteste in piazza. Banale
ma
efficace la questione
posta.
Emanuele, uno dei leader,
domanda
a Renzi: “Vieni
nella
mia casa e non bussi alla
mia
porta?”. Manifestano il primo
giorno,
e sono migliaia. Pure
il
secondo giorno sono migliaia.
E
così il terzo. “Un modo
per
non andare a scuola”, snobbano
i
pretoriani. Allora le manifestazioni
vengono
spostate
al
pomeriggio: e sono migliaia
comunque.
TURBOLENZE
giovanili? Sì
e
no.
Perché la rabbia dei giovanissimi
si
unisce a quella di chi
non
vive di petrolio ma di turismo
e
agricoltura. I materani,
pur
in festa, iniziano a interrogarsi
sul
fatto che il loro cielo si
sporchi
di nero per colpa dei
potentini,
dei quali non hanno
grande
simpatia (ricambiati,
del
resto). Dunque dopo Potenza
anche
Matera il 23 novembre
scenderà
in piazza. È un contagio
lento
ma che avanza. E dove
non
può la rabbia, ce la fa l’altra
paura.
La paura di vedersi ricco
ma
ammalato. Qui a Viggiano,
capitale
del petrolio, i soldi sono
tanti
ma anche la fifa è blu.
Tanto
che il sindaco Amedeo
Cicala
confessa: “Potessi direi
no
al petrolio. Ma come si fa?
Mi
preoccupa però l’economia
drogata,
ho terrore che la mia
comunità
sia espropriata dal diritto
di
governare la scelta industriale”.
Viggiano,
3200 abitanti,
incassa
11 milioni di euro
di
royalties
all’anno.
Sono ricchi
ma
storditi. Ricchi ma impauriti.
Infatti
il consiglio comunale
voterà
il ricorso alla Corte costituzionale
contro
l’articolo
dello
Sblocca Italia che gli lega
mani
e piedi. La paura è che il
petrolio
produca danni alla salute.
Gli
ultimi dati disponibili
riferiscono
di un evidente,
straordinario
innalzamento
delle
patologie oncologiche. Sono
366
casi di cui 183 con decesso.
Mesotelioma
e carcinoma
polmonare
i principali killer
riconosciuti.
“Quando si alzano
quelle
fiammate lunghe decine
di
metri verso il cielo io tremo. E
tremano
anche quelli che fanno
affari
con il petrolio”, dice il sindaco
di
Viggiano. Le fiamme, i
fumi.
Anche Matera davanti a
sè
ha i gas dell’Ilva che quando
sono
poderosi si scorgono nitidi
all’orizzonte,
e dietro di sè il
fuoco,
o i veleni sotterrati nella
piana
del Basento.
MA
GLI AFFARI,
incrociando le
dita,
vanno a gonfie vele. E qui
però
la terza e ultima novità: sta
per
approdare a riva una inchiesta
della
procura di Potenza,
oramai
avviata da mesi, sul business
connesso
al petrolio. Gli
affari
viaggiano sui tir che trasportano
i
reflui tossici, le scorie
radioattive
e i fanghi. Dove e come
questi
veleni vengono sotterrati?
Quali
le cautele e quali
le
imprudenze? È davvero tutto a norma di legge? Ed esiste o è
un’invenzione di alcuni “croni -
sti
straccioni” l’esistenza di un
circuito
politico che si abbevera ai pozzi? Sui cieli lucani turbolenza
in
arrivo, allacciare le cinture!
il fatto quotidiano 18 novembre 2014
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