lunedì 4 agosto 2014

Sezze, il Comitato torna a chiedere la pubblicizzazione del servizio «Non era obbligatorio passare con Acqualatina», gli affari del pd


RETROSCENA
IL PATTO
DEL «GAMBERO»
SUL SERVIZIO
IDRICO SAREBBE
STATO REDATTO
NELLE STANZE
DI VIA DIAZ
DI ELISA FIORE
«Ora chi ripagherà i
cittadini dei disservizi
e dei danni ricevuti
e confermati dai vertici di
Acqualatina e dal Comune?».
E’l’interrogativo che il portavoce
del Comitato Acqua Pubblica
di Sezze, Paolo Di Capua,
pone all’indirizzo degli amministratori
di Sezze, ai quali non
le manda a dire. «La norma dei
gamberi” è stata partorita a
Sezze - spiega Di Capua - dal
momento che avendo conferma
ne corso della recente conferenza
stampa di Acqualatina e Sindaco,
i cittadini sono venuti a
conoscenza dello stato disastroso
in cui versano gli impianti. Il
Comune da parte sua contravvenendo
l’ordinanza e la sen-
tenza che ne ha confermato la
validità, ha affidato gli impianti
a una nuova società, attuando
solo un passaggio di consegne
tra Dondi ed Acqualatina» A
questo punto - ritene Di Capua
- c’è da sospettare che anche la
delibera consiliare 42/2011
avesse lo stesso scopo ed allora:
«Se tre anni fa ci avessero dato
ascolto il Comune non sarebbe
scivolato in un contenzioso perenne,
riconoscendo di fatto alla
Dondi l’indennizzo in applicazione
dell’art.43 della Costituzione
(soluzione attuata da molti
Comuni) che ha consentito
poi il ritorno ad una “gestione”
pubblica.» come l’unica vera
novità sarebbe stata pertanto la
ri-pubblicizzazione del servizio,
cosa che non è avvenuta e
che non avverrà. Mentre «La
norma del gambero sembra sia
stata mutuata dal patto del Nazareno,
ovvero, la quadra alla
soluzione tra forze politiche e
soggetti interessati al ciclo idrico
integrato di Sezze». Di Capua
inoltre preannuncia come
dopo ferragosto il Comitato Acqua
Pubblica motiverà le argomentazioni
che, a suo parere,
non imponevano e non impongono,
alcun passaggio obbligaq
u i n d i c o n i l g e s t o r e
dell’Ato4.
Mentre chiede: «Ora chi pagherà
i cittadini del danno ricevuto?
Chi risarcirà in particolare
coloro che si sono da sempre
impegnati per una battaglia di
civiltà? Siamo amareggiati e
delusi e mai e poi mai avremmo
manifestato al fianco del
sindaco se avessimo saputo
dell’esistenza della norma del
gambero e della sua applicazione
decisa nelle segrete stanze
di via Diaz, alias il Nazareno
setino».

il fatto quotidiano 4 agosto 2014

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