RETROSCENA
IL
PATTO
DEL
«GAMBERO»
SUL
SERVIZIO
IDRICO
SAREBBE
STATO
REDATTO
NELLE
STANZE
DI
VIA DIAZ
DI
ELISA FIORE
«Ora
chi ripagherà i
cittadini
dei disservizi
e
dei danni ricevuti
e
confermati dai vertici di
Acqualatina
e dal Comune?».
E’l’interrogativo
che il portavoce
del
Comitato Acqua Pubblica
di
Sezze, Paolo Di Capua,
pone
all’indirizzo degli amministratori
di
Sezze, ai quali non
le
manda a dire. «La norma dei
“gamberi”
è stata partorita a
Sezze
- spiega Di Capua - dal
momento
che avendo conferma
ne
corso della recente conferenza
stampa
di Acqualatina e Sindaco,
i
cittadini sono venuti a
conoscenza
dello stato disastroso
in
cui versano gli impianti. Il
Comune
da parte sua contravvenendo
l’ordinanza
e la sen-
tenza
che ne ha confermato la
validità,
ha affidato gli impianti
a
una nuova società, attuando
solo
un passaggio di consegne
tra
Dondi ed Acqualatina» A
questo
punto - ritene Di Capua
-
c’è da sospettare che anche la
delibera
consiliare 42/2011
avesse
lo stesso scopo ed allora:
«Se
tre anni fa ci avessero dato
ascolto
il Comune non sarebbe
scivolato
in un contenzioso perenne,
riconoscendo
di fatto alla
Dondi
l’indennizzo in applicazione
dell’art.43
della Costituzione
(soluzione
attuata da molti
Comuni)
che ha consentito
poi
il ritorno ad una “gestione”
pubblica.»
come l’unica vera
novità
sarebbe stata pertanto la
ri-pubblicizzazione
del servizio,
cosa
che non è avvenuta e
che
non avverrà. Mentre «La
norma
del gambero sembra sia
stata
mutuata dal patto del Nazareno,
ovvero,
la quadra alla
soluzione
tra forze politiche e
soggetti
interessati al ciclo idrico
integrato
di Sezze». Di Capua
inoltre
preannuncia come
dopo
ferragosto il Comitato Acqua
Pubblica
motiverà le argomentazioni
che,
a suo parere,
non
imponevano e non impongono,
alcun
passaggio obbligaq
u
i n d i c o n i l g e s t o r e
dell’Ato4.
Mentre
chiede: «Ora chi pagherà
i
cittadini del danno ricevuto?
Chi
risarcirà in particolare
coloro
che si sono da sempre
impegnati
per una battaglia di
civiltà?
Siamo amareggiati e
delusi
e mai e poi mai avremmo
manifestato
al fianco del
sindaco
se avessimo saputo
dell’esistenza
della norma del
gambero
e della sua applicazione
decisa
nelle segrete stanze
di
via Diaz, alias il Nazareno
setino».
il fatto quotidiano 4 agosto 2014
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