TRACCE
DI CLORURO DI VINILE SUPERIORI AL LIVELLO DI GUARDIA NELLE ACQUE DEL
SOTTOSUOLO A SABOTINO
La
falda contaminata
La
sostanza si usa soprattutto nella produzione del Pvc. Caccia alla
«sorgente»
SOGIN
SI SMARCA
L’INQUINAMENTO
NON
PROVIENE
DA
ATTIVITÀ
NUCLEARI
NÉ
DALLE
OPERAZIONI
DI
DECOMMISSIONING
DI
ALESSANDRO PANIGUTTI
Le
tracce di cloruro di
vinile
nella falda idrica
superficiale
di Borgo
Sabotino
sono state trovate per
caso
da Sogin, l’azienda che
provvede
al decommissioning
della
centrale nucleare, e che
per
legge è tenuta ad effettuare
un
monitoraggio ambientale
costante
(radiologico e convenzionale)
e
una campagna
periodica
di caratterizzazione
del
territorio. Nell’autunno
scorso,
durante una delle fasi
della
caratterizzazione dei terreni
nel
perimetro dell’area riservata
del
sito della vecchia
centrale,
i tecnici hanno riscontrato
in
alcuni campioni di
acqua
prelevati da pozzi a livello
superficiale
(tra i 5 e i 10
metri
di profondità) la presenza
di
cloruro di vinile in quantitativi
percentuali
superiori alla
soglia
di contaminazione.
Trattandosi
di una sostanza altamente
cancerogena
(assolutamente
estranea
alle attività di
una
centrale in funzione, tantomeno
alle
attività di decommissioning),
Sogin
ha immediatamente
provveduto
a ripetere
i
campionamenti e ad
affidare
le analisi a due diversi
laboratori
specializzati. Uno di
questi,
ha confermato lo stato
di
pericoloso inquinamento
della
falda superficiale. A quel
punto,
nel gennaio 2014, si è
reso
necessario avvisare gli enti
locali
dell’emergenza in atto.
Comune
di Latina, Provincia,
Regione
e Asl si sono riunite in
conferenza
dei servizi il 26
marzo,
ma non hanno ritenuto
di
allertare la popolazione,
neppure
quella di Borgo Sabotino.
L’unica
decisione assunta
dalla
conferenza dei servizi è
stata
quella di estendere l’in -
dagine
al territorio circostante
la
zona dove è stato riscontrato
l’inquinamento.
Cosa
che Sogin stava già facendo
di
propria iniziativa, sia
a
valle del sito nucleare, verso
il
mare, dove non sono state
rilevate
tracce della presenza
del
cloruro di vinile, sia a
monte,
dove invece le analisi
di
alcuni campionamenti hanno
dato
esito positivo.
«Se
la falda non è interessata
da
usi antropici - spiegano i
tecnici
di Sogin - non c’è ragione
di
allarmare la popolazione
».
Ma davvero i pozzi
che
«pescano» acqua in superficie
non
vengono utilizzati
per
attività domestiche né per
abbeverare
il bestiame? Eppure
nelle
campagne pontine ce
ne
sono a migliaia, peraltro
anche
censiti a suo tempo dalla
Regione
e dalla Provincia,
perché
una legge ne imponeva
la
tassazione.
Comunque
stiano le cose, il
fatto
certo è che lo stato di
inquinamento
esiste, e che per
il
momento il Comune non ha
ritenuto
di dover prendere
eventuali
contromisure, nemmeno
un
avviso pubblico alla
popolazione
della zona. Perlomeno
ufficialmente,
è soltanto
Sogin
che continua ad indagare,
ed
ora l’obiettivo è quello
di
individuare la sorgente
dell’inquinamento,
ovvero la
fonte
da cui proviene il cloruro
di
vinile. Le ipotesi si contano
sulle
dita, e vanno dalla eventuale
presenza
di una discarica
abusiva
di scarti di lavorazione
industriale
connessa all’im -
piego
di solventi, alla contaminazione
del
Canale Acque
Alte
che riceve reflui dalle
zone
industriali di Cisterna. E
dal
momento che negli ultimi
decenni
le campagne circostanti
quel
canale vengono innaffiate
con
le sue acque, ha
preso
corpo anche l’ipotesi
che
l’inquinamento della falda
possa
essere la diretta conseguenza
di
quel sistema irriguo.
Che
fra tutte, è la pista più
insidiosa,
perché starebbe a
significare
che oltre alla falda,
nel
tempo sono stati inquinati
anche
tutti i prodotti di quei
terreni,
sia quelli ad uso zootecnico
che
quelli ad uso alimentare.
Frattanto,
nel silenzio tombale
di
Comune e Asl, la consegna
è
quella di non fare
terrorismo
coi facili allarmismi.
Inquinati
e zitti. il quotidiano di Latina 4 agosto 2014
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