lunedì 4 agosto 2014

Latina inquinati e zitti, centrale nuclare la falda inquinata da cloruro di vinile, la Sogin dichiara che questa volta non c'entra

TRACCE DI CLORURO DI VINILE SUPERIORI AL LIVELLO DI GUARDIA NELLE ACQUE DEL SOTTOSUOLO A SABOTINO
La falda contaminata
La sostanza si usa soprattutto nella produzione del Pvc. Caccia alla «sorgente»
SOGIN SI SMARCA
L’INQUINAMENTO
NON PROVIENE
DA ATTIVITÀ
NUCLEARI
NÉ DALLE
OPERAZIONI DI
DECOMMISSIONING

DI ALESSANDRO PANIGUTTI
Le tracce di cloruro di
vinile nella falda idrica
superficiale di Borgo
Sabotino sono state trovate per
caso da Sogin, l’azienda che
provvede al decommissioning
della centrale nucleare, e che
per legge è tenuta ad effettuare
un monitoraggio ambientale
costante (radiologico e convenzionale)
e una campagna
periodica di caratterizzazione
del territorio. Nell’autunno
scorso, durante una delle fasi
della caratterizzazione dei terreni
nel perimetro dell’area riservata
del sito della vecchia
centrale, i tecnici hanno riscontrato
in alcuni campioni di
acqua prelevati da pozzi a livello
superficiale (tra i 5 e i 10
metri di profondità) la presenza
di cloruro di vinile in quantitativi
percentuali superiori alla
soglia di contaminazione.
Trattandosi di una sostanza altamente
cancerogena (assolutamente
estranea alle attività di
una centrale in funzione, tantomeno
alle attività di decommissioning),
Sogin ha immediatamente
provveduto a ripetere
i campionamenti e ad
affidare le analisi a due diversi
laboratori specializzati. Uno di
questi, ha confermato lo stato
di pericoloso inquinamento
della falda superficiale. A quel
punto, nel gennaio 2014, si è
reso necessario avvisare gli enti
locali dell’emergenza in atto.
Comune di Latina, Provincia,
Regione e Asl si sono riunite in
conferenza dei servizi il 26
marzo, ma non hanno ritenuto
di allertare la popolazione,
neppure quella di Borgo Sabotino.
L’unica decisione assunta
dalla conferenza dei servizi è
stata quella di estendere l’in -
dagine al territorio circostante
la zona dove è stato riscontrato
l’inquinamento.
Cosa che Sogin stava già facendo
di propria iniziativa, sia
a valle del sito nucleare, verso
il mare, dove non sono state
rilevate tracce della presenza
del cloruro di vinile, sia a
monte, dove invece le analisi
di alcuni campionamenti hanno
dato esito positivo.
«Se la falda non è interessata
da usi antropici - spiegano i
tecnici di Sogin - non c’è ragione
di allarmare la popolazione
». Ma davvero i pozzi
che «pescano» acqua in superficie
non vengono utilizzati
per attività domestiche né per
abbeverare il bestiame? Eppure
nelle campagne pontine ce
ne sono a migliaia, peraltro
anche censiti a suo tempo dalla
Regione e dalla Provincia,
perché una legge ne imponeva
la tassazione.
Comunque stiano le cose, il
fatto certo è che lo stato di
inquinamento esiste, e che per
il momento il Comune non ha
ritenuto di dover prendere
eventuali contromisure, nemmeno
un avviso pubblico alla
popolazione della zona. Perlomeno
ufficialmente, è soltanto
Sogin che continua ad indagare,
ed ora l’obiettivo è quello
di individuare la sorgente
dell’inquinamento, ovvero la
fonte da cui proviene il cloruro
di vinile. Le ipotesi si contano
sulle dita, e vanno dalla eventuale
presenza di una discarica
abusiva di scarti di lavorazione
industriale connessa all’im -
piego di solventi, alla contaminazione
del Canale Acque
Alte che riceve reflui dalle
zone industriali di Cisterna. E
dal momento che negli ultimi
decenni le campagne circostanti
quel canale vengono innaffiate
con le sue acque, ha
preso corpo anche l’ipotesi
che l’inquinamento della falda
possa essere la diretta conseguenza
di quel sistema irriguo.
Che fra tutte, è la pista più
insidiosa, perché starebbe a
significare che oltre alla falda,
nel tempo sono stati inquinati
anche tutti i prodotti di quei
terreni, sia quelli ad uso zootecnico
che quelli ad uso alimentare.
Frattanto, nel silenzio tombale
di Comune e Asl, la consegna
è quella di non fare
terrorismo coi facili allarmismi.

Inquinati e zitti. il quotidiano di Latina 4 agosto 2014

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