NELL’OVILE PECORE REDIVIVE. Tutto ebbe inizio oltre un anno fa a Piazza Armerina, comune in provincia di Enna, quando a seguito di controlli per la prevenzione della brucellosi, furono trovati all’interno di un’azienda agricola 400 capi ovini sprovvisti di marca auricolare ma non del bolo endoruminale, capsula in ceramica contenente microchip per l’identificazione elettronica degli animali, che consentì appunto di trarne un profilo inequivocabile. Le relative numerazioni, o codici identificativi come dir si voglia, inseriti nella banca dati nazionale tuttavia provocarono lo stupore degli addetti. Le pecore censite in provincia di Enna, in base alla banca, dati risultavano già macellate nel 2011 presso il mattatoio “Eurocarni 2000 srl”, sito a Mazzocchio nella zona industriale di Pontinia.
L’IPOTESI DI TRUFFA AI DANNI DELL’UE. Il sostituto Paola D’Ambrosio della Procura di Enna, dopo la segnalazione dell’anomalia riscontrata dall’esame della banca dati, a questo punto apre un fascicolo per falso e truffa ai danni dell’Unione europea. Perché è a Bruxelles che vengono stanziati i contributi per gli allevatori e vi sarebbero persone disposte a tutto per mantenere in vita il proprio bestiame per non perdere gli aiuti comunitari. E’ per questa ragione che il titolare dell’azienda agricola in cui furono censite le pecore “vive”… “morte” un anno prima a Pontinia. Nel registro degli indagati la titolare dell’azienda agricola di Piazza Armerina e Roberto Mancini, il veterinario della Asl pontina responsabile delle operazioni di macellazione interne al mattatoio di Mazzocchio.
LA PERQUISIZIONE AL MATTATOIO DI PONTINIA. Poteva finire qui l’inchiesta sulla presunta truffa ai danni dell’Unione europea, ma il pm D’Ambrosio ha lavorato di fino e inviato gli agenti del Nucleo investigativo della forestale di Latina presso il mattatoio della “Eurocarni 2000 srl”. Era agosto 2013 quando i forestali perquisirono la struttura, portando via tutta la documentazione relativa alle macellazioni e ai capi di bestiame transitati da quella parte.
INDAGATI I VERTICI DELLA ASL VETERINARIA DI LATINA. Ora si apprende che sono stati iscritti nel registro degli indagati anche la dottoressa Annarosa Centra, coordinatrice del Servizio veterinario della provincia di Latina (appena nominata assessore del Comune di Sermoneta con delega all’agricoltura, sanità e all’ambiente) e suo marito Ugo Marcocci responsabile di tutti i mattatoi pontini per il mancato controllo delle procedure adottate presso la struttura di Mazzocchio. Secondo i sistemi Audit della sanità pubblica veterinaria sarebbe obbligatorio, dal 2010, l’uso dei controlli del bolo endoruminale con l’utilizzo di un apposito lettore che dalle indagini sarebbe invece risultato mancante presso il mattatoio di Mazzocchio dove invece erano soliti identificare i capi attraverso la sola lettura delle marche auricolari. La Procura di Enna ha ora stralciato le posizioni dei dottori Centra e Marcocci rispetto all’inchiesta per falso e truffa ai danni dell’Ue, per la quale restano indagati il dottor Mancini e la titolare dell’azienda siciliana, inviando il fascicolo a loro carico alla Procura di Latina.
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