Sono da escludere le aree:
CE1. vulcaniche attive o quiescenti
Sono quelle aree che presentano apparati vulcanici attivi o quiescenti, quali:
Etna, Stromboli, Colli Albani, Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio, Lipari,
Vulcano, Panarea, Isola Ferdinandea e Pantelleria.
CE2. contrassegnate da sismicità elevata
Sono quelle aree contrassegnate da un valore previsto di picco di
accelerazione (PGA) al substrato rigido, per un tempo di ritorno di 2475
anni, pari o superiore a 0,25 g, secondo le vigenti Norme Tecniche per le
Costruzioni [Rif. 22,23], in quanto in tali aree le successive analisi sismiche
di sito potrebbero evidenziare condizioni in grado di compromettere la
sicurezza del deposito nelle fasi di caricamento e, dopo la chiusura, per tutto
il periodo di controllo istituzionale.
CE3. interessate da fenomeni di fagliazione
Questi lineamenti tettonici sono evidenziati nel catalogo ITHACA (ITaly
HAzard from CApable faults) e nel database DISS (Database of Individual
Seismogenic Sources).
CE4. caratterizzate da rischio e/o pericolosità geomorfologica e/o idraulica di
qualsiasi grado e le fasce fluviali
Per valutare il rischio di frane e di inondazioni sono da prendere in
considerazione le aree a rischio e/o pericolosità geomorfologica e/o
idraulica di qualsiasi grado (da moderato a molto elevato) e le fasce fluviali
A, B e C indicate nei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI), nonché le aree
catalogate nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI).
CE5. contraddistinte dalla presenza di depositi alluvionali di età olocenica
Queste zone sono caratterizzate dalla presenza di depositi alluvionali messi
in posto dalla dinamica fluviale durante l’Olocene. L’esclusione di tali aree
è un ulteriore elemento precauzionale per la minimizzazione del rischio
idraulico.
CE6. ubicate ad altitudine maggiore di 700 m s.l.m.
Al di sopra di tale fascia altimetrica l'orografia è complessa e articolata, i
versanti sono più acclivi e le precipitazioni meteoriche sono più abbondanti.
I processi morfogenetici di tipo fluvio-denudazionale e gravitativi di versante
sono più intensi con l'aumentare della quota.
CE7. caratterizzate da versanti con pendenza media maggiore del 10%
Tali versanti possono esporre il deposito a fenomeni di erosione superficiale,
trasporto ed accumulo riferiti al dilavamento delle acque di precipitazione
meteorica.5
CE8. sino alla distanza di 5 km dalla linea di costa attuale oppure ubicate a
distanza maggiore ma ad altitudine minore di 20 m s.l.m.
Queste aree possono essere soggette ad ingressioni marine; sono, inoltre,
caratterizzate dalla presenza di falde acquifere superficiali e di cunei salini,
foci e delta fluviali, dune, zone lagunari e palustri. Gli effetti corrosivi del
clima marino possono avere un impatto sulla resistenza alla degradazione
delle strutture del deposito. Le aree in prossimità della costa sono, in
generale, turistiche e densamente abitate.
CE9. interessate dal processo morfogenetico carsico o con presenza di
sprofondamenti catastrofici improvvisi (sinkholes)
Il processo morfogenetico carsico genera un’elevata permeabilità per
fratturazione e una sviluppata circolazione idrica sotterranea. Eventuali
crolli delle volte di cavità carsiche ipogee possono avere risentimenti sino in
superficie.
Le aree con presenza di sprofondamenti catastrofici improvvisi sono
rappresentate nel Database Nazionale dei Sinkholes.
CE10. caratterizzate da livelli piezometrici affioranti o che, comunque, possano
interferire con le strutture di fondazione del deposito
La prossimità di acque del sottosuolo, nelle loro variazioni di livello
stagionali e non stagionali conosciute, può ridurre il grado di isolamento del
deposito e favorire fenomeni di trasferimento di radionuclidi verso la
biosfera. Per lo stesso motivo sono da escludere le aree con presenza di
sorgenti e di opere di presa di acquedotti.
CE11. naturali protette identificate ai sensi della normativa vigente
Sono quelle aree ove sono presenti paesaggi, habitat e specie animali e
vegetali tutelati: parchi nazionali, regionali e interregionali, riserve naturali
statali e regionali, oasi naturali, geoparchi, Siti di Importanza Comunitaria
(SIC), Zone di Protezione Speciale (ZPS) e zone umide identificate in
attuazione della Convenzione di Ramsar [Rif. 11,14,15].
CE12. che non siano ad adeguata distanza dai centri abitati
La distanza dai centri abitati deve essere tale da prevenire possibili
interferenze durante le fasi di esercizio del deposito, chiusura e di controllo
istituzionale e nel periodo ad esse successivo, tenuto conto dell’estensione dei
centri medesimi.
CE13. che siano a distanza inferiore a 1 km da autostrade e strade extraurbane
principali e da linee ferroviarie fondamentali e complementari
La distanza da queste vie di comunicazione7
tiene conto dell'eventuale
impatto sul deposito legato a incidenti che coinvolgono trasporti di merci
pericolose (gas, liquidi infiammabili, esplosivi, ecc.)
CE14. caratterizzate dalla presenza nota di importanti risorse del sottosuolo
Lo sfruttamento di risorse del sottosuolo già individuate negli strumenti di
pianificazione e vincolo territoriale [idriche, energetiche (gas, petrolio o di
tipo geotermico) e minerarie] può essere compromesso dalla costruzione del
deposito e può determinare insediamenti futuri di attività umane,
compromettendo l'isolamento del deposito stesso.
CE15. caratterizzate dalla presenza di attività industriali a rischio di incidente
rilevante8
, dighe e sbarramenti idraulici artificiali, aeroporti o poligoni di tiro
militari operativi
In presenza di dighe e sbarramenti idraulici artificiali devono essere escluse
le aree potenzialmente inondabili in caso di rottura dello sbarramento.
II.2 Criteri di Approfondimento
Nelle fasi di localizzazione devono essere valutati i seguenti aspetti:
CA1. presenza di manifestazioni vulcaniche secondarie
In sede di caratterizzazione di dettaglio devono essere valutati ulteriori
aspetti significativi, come ad esempio la presenza di aree interessate da
manifestazioni vulcaniche secondarie e da presenza di prodotti vulcanici
rimaneggiati da flusso superficiale e/o gravitativo. Ci si riferisce anche a
fenomeni non evidenziati nell’applicazione del criterio CE1.
CA2. presenza di movimenti verticali significativi del suolo in conseguenza di
fenomeni di subsidenza e di sollevamento (tettonico e/o isostatico)
Questi fenomeni sono legati a cause naturali di tipo geologico e/o di natura
antropica.
CA3. assetto geologico-morfostrutturale e presenza di litotipi con eteropia verticale
e laterale
Questi aspetti influenzano la modellazione geologico-tecnica necessaria per
la valutazione dell’interazione della struttura con il terreno. Ci si riferisce
anche a fenomeni non già evidenziati nell’applicazione del criterio CE3.
CA4. presenza di bacini imbriferi di tipo endoreico
Questi bacini chiusi non presentano emissari e costituiscono un punto di
convergenza per il drenaggio del reticolo idrografico superficiale. A seguito
di intense e prolungate precipitazioni i punti più depressi del bacino
endoreico possono essere soggetti a fenomeni di stagnazione delle acque.
Ci si riferisce a fenomeni non già evidenziati nell’applicazione del criterio
CE4.
CA5. presenza di fenomeni di erosione accelerata
In queste zone, in rapida evoluzione morfologica, sono presenti numerosi
solchi di ruscellamento concentrato, linee di cresta affilate, brusche rotture
di pendio con formazioni di scarpate, profonde incisioni vallive ed elevata
densità del drenaggio. Ci si riferisce a fenomeni non già evidenziati
nell’applicazione del criterio CE4.
CA6. condizioni meteo-climatiche
a) regimi pluviometrico, nivometrico e anemometrico;
b) eventi estremi.
CA7. parametri fisico-meccanici dei terreni
Sono caratteristiche che influenzano in particolare la capacità portante e la
suscettibilità a fenomeni di liquefazione.
CA8. parametri idrogeologici
(a) distanza dei livelli piezometrici dal piano di campagna e dalle strutture
di fondazione del deposito e loro fluttuazioni periodiche, stagionali e
non stagionali;
(b) distanza da sorgenti e da altri punti di captazione idrica;
(c) caratteristiche di conducibilità idraulica degli acquiferi, comprendenti
la quota dei tetti e dei letti degli acquiferi e degli acquicludi, la loro
estensione laterale e i loro coefficienti di permeabilità e di
immagazzinamento;
(d) gradiente idraulico medio dell’area e velocità del flusso sotterraneo;
(e) valore dell’infiltrazione efficace;
(f) estensione delle superfici di ricarica degli acquiferi e loro distanza
dall’area in valutazione;
(g) utilizzo delle acque per usi legati all’alimentazione umana diretta o
indiretta;
(h) grado di complessità e possibilità di modellizzazione del sistema
acquifero.
Ci si riferisce anche a fenomeni e parametri non già valutati
nell’applicazione del criterio CE10.
CA9. parametri chimici del terreno e delle acque di falda
Alcune caratteristiche, ad esempio capacità di scambio cationico, presenza di
sostanza organica, presenza di ossidi/idrossidi di Fe, Mn e Al, ecc. offrono
indicazioni sull’efficacia del terreno nel limitare il trasferimento dei
radionuclidi nelle acque di falda. Altre caratteristiche potrebbero, al
contrario, determinare fenomeni di degrado delle strutture del deposito.
CA10. presenza di habitat e specie animali e vegetali di rilievo conservazionistico,
nonché di geositi
Si deve tenere conto, esternamente alle aree naturali protette di cui al
criterio CE11, degli Allegati delle Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CEE per
habitat e specie animali e vegetali e della banca dati ISPRA per i Geositi. In
fase di caratterizzazione si deve inoltre tener conto della eventuale presenza
di specie a rischio segnalate nelle Liste Rosse della Flora e della Fauna
Italiane (International Union of Conservation of Nature - IUCN).
CA11. produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e luoghi di interesse
archeologico e storico
CA12. disponibilità di vie di comunicazione primarie e infrastrutture di trasporto
(h) grado di complessità e possibilità di modellizzazione del sistema
acquifero.
Ci si riferisce anche a fenomeni e parametri non già valutati
nell’applicazione del criterio CE10.
CA9. parametri chimici del terreno e delle acque di falda
Alcune caratteristiche, ad esempio capacità di scambio cationico, presenza di
sostanza organica, presenza di ossidi/idrossidi di Fe, Mn e Al, ecc. offrono
indicazioni sull’efficacia del terreno nel limitare il trasferimento dei
radionuclidi nelle acque di falda. Altre caratteristiche potrebbero, al
contrario, determinare fenomeni di degrado delle strutture del deposito.
CA10. presenza di habitat e specie animali e vegetali di rilievo conservazionistico,
nonché di geositi
Si deve tenere conto, esternamente alle aree naturali protette di cui al
criterio CE11, degli Allegati delle Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CEE per
habitat e specie animali e vegetali e della banca dati ISPRA per i Geositi. In
fase di caratterizzazione si deve inoltre tener conto della eventuale presenza
di specie a rischio segnalate nelle Liste Rosse della Flora e della Fauna
Italiane (International Union of Conservation of Nature - IUCN).
CA11. produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e luoghi di interesse
archeologico e storico
CA12. disponibilità di vie di comunicazione primarie e infrastrutture di trasporto
(h) grado di complessità e possibilità di modellizzazione del sistema
acquifero.
Ci si riferisce anche a fenomeni e parametri non già valutati
nell’applicazione del criterio CE10.
CA9. parametri chimici del terreno e delle acque di falda
Alcune caratteristiche, ad esempio capacità di scambio cationico, presenza di
sostanza organica, presenza di ossidi/idrossidi di Fe, Mn e Al, ecc. offrono
indicazioni sull’efficacia del terreno nel limitare il trasferimento dei
radionuclidi nelle acque di falda. Altre caratteristiche potrebbero, al
contrario, determinare fenomeni di degrado delle strutture del deposito.
CA10. presenza di habitat e specie animali e vegetali di rilievo conservazionistico,
nonché di geositi
Si deve tenere conto, esternamente alle aree naturali protette di cui al
criterio CE11, degli Allegati delle Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CEE per
habitat e specie animali e vegetali e della banca dati ISPRA per i Geositi. In
fase di caratterizzazione si deve inoltre tener conto della eventuale presenza
di specie a rischio segnalate nelle Liste Rosse della Flora e della Fauna
Italiane (International Union of Conservation of Nature - IUCN).
CA11. produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e luoghi di interesse
archeologico e storico
CA12. disponibilità di vie di comunicazione primarie e infrastrutture di trasporto
La presenza di infrastrutture (quali ad es. autostrade, strade extra urbane
principali e ferrovie fondamentali e complementari, ecc.) consente di
raggiungere più agevolmente il deposito, minimizzando i rischi connessi ad
eventuali incidenti durante il trasporto dei rifiuti radioattivi.
CA13. presenza di infrastrutture critiche rilevanti o strategiche
Deve essere valutato il possibile impatto reciproco derivante dalla vicinanza
di infrastrutture critiche o strategiche (quali ad es. i sistemi di produzione,
stoccaggio e distribuzione di energia elettrica, gas naturale e olio
combustibile e gli insediamenti strategici militari operativi).
tratto da http://www.isprambiente.gov.it/files/nucleare/GuidaTecnica29.pdf
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