martedì 18 marzo 2014

Decreto beffa, le navi-mostro tornano in Laguna IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO DELLA VENICE TERMINAL:

NON CI SONO VALIDE ALTERNATIVE, LA NORMA È STATA SCRITTA IN MODO TROPPO GENERICO REBUS RENZI Il ministro Galletti e il sottosegretario Borletti Buitoni chiedono “una rapida soluzione” Ma governano loro di Chiara Paolin Il presidente di Venice Terminal Passeggeri spa, società che gestisce il flusso delle grandi navi in laguna, sorride. Il Tar del Veneto ha deciso ieri di sospendere i limiti d’accesso al bacino di San Marco, ed è stato proprio lui, avvocato amministrativista (già deputato di Forza Italia), a fare appello: “Bella soddisfazione - ammette Sandro Trevisanato -. Soprattutto perché s’è dimostrato che Monti e Letta cercavano l’operazione d’immagine, non la soluzione giusta per la città: si lasciavano condizionare da chi vede le foto delle navi addosso ai campielli. Ma qui abbiamo 2500 posti di lavoro da difendere, non si può bloccare tutto in attesa di scavare un canale alternativo”. L’ordinanza della Capitaneria, in esecuzione di una direttiva ministeriale del novembre scorso, aveva stabilito per il 2014 la limitazione a 708 transiti di navi passeggeri di stazza lorda superiore a 40 mila tonnellate e il divieto di passaggio nel 2015 per quelle di stazza superiore a 96.000. Secondo il Tar, anche se le limitazioni intendono dare seguito a quanto previsto dal decreto Passera- Clini, non possono considerarsi operative per l’indisponibilità “di praticabili vie di navigazione alternative a quelle vietate”. Anzi, per i giudici le misure si pongono in contrasto con l’intento di gradualità del decreto: prima il nuovo tracciato, poi lo stop dei giganti nel canale della Giudecca. Inoltre, la corte segnala la mancanza di “un’adeguata attività istruttoria” sui rischi connessi al passaggio delle grandi navi e la vaghezza delle direttive del ministro Lupi per la gestione del periodo transitorio, alle quali vengono imputati i “medesimi difetti di genericità e indeterminatezza” dell’ordinanza della Capitaneria. INSOMMA UN FLOP normativo e decisionale cui il neoministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, risponde così: “La magistratura va sempre rispettata. Ma restiamo convinti che vada trovata una soluzione, la più rapida possibile, per evitare che le grandi navi continuino ad attraversare gli antichi canali di Venezia”. Sulla stessa linea Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali: “Questa decisione è un fatto grave per il presente ma soprattutto per il futuro della città”. Tecnicamente, il Tar ha rinviato l’analisi del merito al 12 giugno, ma l’ampiezza delle motivazioni sembra indicare uno sfavore totale al decreto fin qui applicato. I Verdi e Green Italy denunciano il potere delle lobby turistiche, Terminal spa in primis: “Speriamo che Renzi voglia affrontare la questione in modo serio - chiude il presidente Trevisanato -: per ora non abbiamo segnali”. il fatto quotidiano 18 marzo 2014

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