domenica 16 marzo 2014
Calabria, comune in rosso si vende il bosco secolare. Il sindaco: ‘Solo alberi malati’
Tagliare un bosco di 1500 ettari per fare cassa. È quanto sta avvenendo a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, dove il Comune ha disposto il taglio di numerosi abeti bianchi tra i quali anche diversi alberi “monumentali” che hanno un diametro superiore a 80 centimetri. Il sindaco Bruno Rosi si difende: “Si tratta di alberi malati. Il taglio rispetterà il piano di utilizzazione del bosco”. Ma c’è chi sostiene: “Il bosco sarà violentato. Il Comune lo vende per evitare il dissesto finanziario”. Il bosco ‘Archiforo’rientra, inoltre, nel Parco naturale regionale delle Serre che dovrebbe garantire la conservazione delle piante rare e dove operazioni massicce di disboscamento non potrebbero essere consentite. Tra l’altro, il Piano di utilizzazione del bosco, redatto dall’Università di Reggio Calabria e approvato dal Comune, lo dice chiaramente: “Gli alberi monumentali di maggiori dimensioni (superiosi a 80 cm), anche di cattiva forma, sono di alto pregio estetico, e per questo devono essere esclusi dal taglio”. “Sono polemiche politiche – ribatte il sindaco -. Il bosco produce solo 300 mila euro all’anno. Questo significa che non è sfruttato a dovere”. Intanto, il 25 marzo ci sarà l’asta nei locali del Comune che così intende sanare i conti. In sostanza saranno abbattuti 2603 piante di cui 1090 esemplari di rarissimo Abete bianco, conosciuto come il “principe dei boschi” di Lucio Musolino http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/03/16/calabria-comune-in-rosso-si-vende-il-bosco-il-sindaco-solo-alberi-malati/270148/
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