giovedì 16 gennaio 2014

scandalo rifiuti i primi interrogatori Landi e Cerroni. Ieri in 2 tacciono uno nega

Oggi la fase più delicata I primi interrogatori In due tacciono, uno nega Latina Editoriale Oggi 15 gennaio 2014 DI GRAZIELLA DI MAMBRO Per ora gli avvocati della difesa dei sei arrestati nell’indagi - ne sui rifiuti cercano di prendere tempo per poter esaminare al meglio il superfascicolo dell’accusa composto da 101mila pagine. Ieri ci sono stati i primi interrogatori di garanzia davanti al giudice delle indagini preliminari Massimo Battistini che ha sentito Giuseppe Sicignano, l’uomo addetto alla supervisione delle attività operative condotte presso gli impianti di Cecchina, e Francesco Rando, ammi nistratore unico di una serie di imprese che secondo il gip sono riconducibili a Manlio Cerroni. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Pare si sia trattata di una scelta della difesa legata proprio alla necessità di avere più tempo per analizzare la monumentale quantità di documenti che compone il fascicolo di indagine. Un altro degli indagati sentito all’interrogatorio di garanzia, Piero Giovi, socio di imprese e collaboratore di lungo corso dell’av vo c a t o Cerroni, ha risposto al giudice ma ha negato tutti gli addebiti. Ma sarà comunque oggi la giornata più delicata perché sarà sentita una figura chiave dell’in - chiesta, l’avvocato Bruno Landi, ex presidente della Regione Lazio, ex ad di Latina Ambiente, legale rappresentante di EcoAmbiente, considerato uno storico collaboratore di Cerroni che sarà, a sua volta, sentito subito dopo. Secondo quanto trapelato nel pomeriggio di ieri, Cerroni sarebbe intenzionato a rispondere alle domande sia del giudice che del sostituto procuratore inquirente. Saranno sentiti giovedì i dirigenti della Regione Lazio arrestati nell’ambito della stessa inchiesta, ossia Luca Fega- telli, già dirigente dell'Area Rifiuti della Regione Lazio, assistito dall’avvo - cato Domenico Oropallo del foro di Latina e Raniero De Filippis, responsabile del Dipartimento del territorio della Regione Lazio. Fegatelli avrebbe intenzione di presentare al gip una memoria e chiedere che l’interrogatorio sia spostato a una data successiva, al fine di consentire alla difesa di esaminare, anche qui, il voluminoso fascicolo su cui si basano le pesanti accuse mosse dalla Procura. Tutti e sei gli arrestati rispondono infatti di associazione per delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti, falso e frode in pubbliche forniture. Nella contestata strategia criminale volta a favorire le società della holding di Manlio Cerroni, la Regione Lazio, per il tramite di alcuni suoi dipendenti, ha avuto un ruolo determinante perché ha boicottato illecitamente la concorrenza di un’altra società del settore, la Rida Ambiente srl di Aprilia.

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