lunedì 6 gennaio 2014
Maenza Priverno per gli incendi delle aziende agricole LEGAMBIENTE parla di agromafie La politica deve mettere in moto un sistema di prevenzione
LA PRESA DI POSIZIONE DEL CIRCOLO PROVINCIALE DI LEGAMBIENTE E si parla di agromafie
La politica deve mettere in moto un sistema di prevenzione
DI MINA PICONE
Agromafie, una parola
forse mai sentita nella
valle dell’Ama seno,
dove l’agricoltura è sempre
stata fiore all’occhiello di
un’economia povera, ma dignitosa.
Il termine può essere
cerchiato in rosso e isolato –
per un’approfondita meditazione
– all’interno del lungo e
complesso comunicato che
Legambiente provinciale ha
emesso a commento dei roghi
incendiari che hanno devastato
alcune aziende agricole e
zootecniche locali e di altri
episodi criminosi. Le agromafie
si sarebbero radicate in
virtù di «un sistema di colletti
bianchi, e, a volte, di politici
collusi, di indifferenza e ignavia
istituzionale che ne rafforza
la capacità di penetrazione
». Dietro ai continui attentati
incendiari che colpiscono
aziende agricole in tutta la
provincia, come accaduto recentemente
nel Comune di
Priverno, è evidente – fa n n o
notare gli ambientalisti - una
metodologia criminale capace
di replicare modalità di
azione tipicamente mafiose.
Resta necessario attendere i
risultati delle indagini in corso,
ma senza alcun dubbio è
possibile affermare che questo
genere di azioni rispecchia
l’agire tipico delle mafie
e merita di essere denunciato
senza tentennamenti né strumentalizzazioni.
Che cosa
non si fa? Mancano atti e
impegni concreti da parte della
classe dirigente. Manca
una strategia di contrasto
all’illegalità, e in particolare
alla criminalità organizzata,
fondata sulla prevenzione,
controllo, repressione e educazione.
La politica, pur con
le necessarie eccezioni, dovrebbe
dare dei segnali netti e
inequivocabili di controtendenza
e impegno reale, a partire
dalla sua ritrovata credibilità,
presupposto per qualificare
le proprie politiche di
contrasto alle mafie. Legambiente
chiede misure urgenti e
interventi mirati a partire dall'apertura
degli uffici della
Dda (Direzione Distrettuale
Antimafia) a Latina, il monitoraggio
e controllo sugli appalti
pubblici, sui capitali in
entrata, sul credito sospetto,
una lotta senza quartiere alle
ecomafie e al racket, investimenti
in favore di uomini e
mezzi della Procura e delle
forze dell’ordine, azioni investigative,
soprattutto di carattere
patrimoniale, bonifiche
di tutte le aree contaminate
d al l’interramento criminale
dei rifiuti tossici e investimenti
in favore di seri progetti
di educazione ambientale e
alla legalità. Latina Editoriale Oggi 6 gennaio 2014
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