venerdì 17 gennaio 2014
armi chimiche a Gioia Tauro Il sindaco Madafferi Non ci hanno detto nulla: io chiudo tutto
il fatto quotidiano 17 gennaio 2014
L’intervista
Gioia Tauro
Mancano le informazioni
ufficiali”, ha affermato
il primo cittadino di Gioia
Tauro, Renato Bellofiore, secondo
cui “sarebbe stato opportuno
che qualcuno mi informasse
di ciò che sta accadendo
nel mio territorio”.
“Abbiamo appreso la notizia
con stupore e contrarietà.
Anche perché i problemi di
salute si ripercuoterebbero
sui cittadini di Gioia Tauro e
dei paesi vicini in caso di un
eventuale incidente. Siamo
contrari all'arrivo di queste
navi e allo stesso tempo chiedo
al ministro Bonino di essere
presente, in modo tale da
lanciare un messaggio forte
alla cittadinanza e per dimostrare
che le operazioni non
sono pericolose. Si poteva
pensare a Gioia Tauro per
smantellare la Concordia in
modo tale da portare nuovi
posti di lavoro. Invece siamo
sempre la sede prediletta per
impianti nocivi. È chiaro che
questa situazione comporterà
grossissimi problemi a tutti.
Non abbiamo neanche un
piano predisposto per un'evacuazione
o per il soccorso.
È un anomalia istituzionale”.
Gli fa eco il sindaco di Rosarno,
Elisabetta Tripodi, che si
definisce “indignata”: “Si sceglie
sulla testa sempre delle
stesse popolazioni. Ci vengono
serviti pacchetti preconfezionati
tutte le volte che c'è da
individuare un sito pericoloso
e inquinante”.
Un pacchetto del quale sembrerebbe
essere stato informato
il governatore della Regione:
“Non abbiamo sentito
– aggiunge il sindaco Tripodi
– un rifiuto da parte di Giuseppe
Scopelliti e non abbiamo
notizie su una sua posizione
specifica”.
Il più arrabbiato è il primo cittadino
di San Ferdinando
Domenico Madafferi, pronto
a emettere un'ordinanza di
chiusura: “Sto valutando la
possibilità di arrivare a un'azione
eclatante. Non siamo
cittadini di serie B. Secondo le
notizie che ho ricevuto la nave
dovrebbe attraccare a 300
metri dalle scuole. Non abbiamo
le strutture sanitarie in
caso di incidente. Ritengo si
debba bloccare con ogni mezzo
l'arrivo di queste navi. Se
mi danno l’1% di possibilità
di rischio, firmo l'ordinanza
di chiusura del porto”.
L.M.
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