venerdì 17 gennaio 2014
GIOIA TAURO PATTUMIERA CHIMICA IL PORTO CALABRESE ATTENDE, L’ARRIVO DELLE NAVI CON L’ARSENALE TOSSICO
GIOIA PATTUMIERA CHIMICA
IL PORTO CALABRESE ATTENDE, TRA TIMORI E PROTESTE, L’ARRIVO DELLE NAVI CON L’ARSENALE TOSSICO
IL POSTO MIGLIORE
I rifiuti tossici e il
ministro Lupi: “Tra il
2012 e il 2013 lo scalo ha
trattato prodotti
analoghi movimentando
3000 container”
Il fatto quotidiano 17 gennaio 2014
di Daniele Martini
e Lucio Musolino
Gioia Tauro
Alla fine le armi chimiche
di Assad
transiteranno dal
porto di Gioia Tauro.
Quando arriverà la nave danese
“Arc Futura” si effettuerà il
trasbordo su quella americana
“Cape Ray” (entro metà febbraio).
Operazione necessaria
prima di distruggere il contenuto
dei centinaia di container.
L'annuncio è del ministro degli
Esteri, Emma Bonino, che ha
spiegato come l'Italia “ha offerto
sia un contributo finanziario,
sia il porto di Gioia Tauro”.
“Una vergogna che le armi chimiche
siriane siano stoccate qui
e che l'Italia abbia messo a disposizione
dell'operazione il
proprio territorio, cosa che non
ha fatto nessun altro Paese”. Per
il segretario dell’Italia dei Valori,
Ignazio Messina, arrivato in
serata in Calabria, non ci sono
margini di discussione e attacca
il ministro delle Infrastrutture,
Maurizio Lupi: “La cosa ancora
più grave è che Lupi abbia detto
che in due anni 3 mila container
con sostanze della stessa pericolosità
siano già stati trattati a
Gioia Tauro. Invitiamo il governo
a impedire lo sbarco. L’Italia
fa la parte del commensale
schiavo che pulisce la tavola dopo
il banchetto”.
NEL PIAZZALE antistante l'ingresso
del porto, spunta una
bandiera dell'Idv. Poco più in là
alcuni portuali. Uno di loro lavora
proprio sulle gru che dovrebbero
spostare le armi chimiche:
“Quei container non li
vogliamo lavorare. Se vogliono,
possono chiamare i soldati per
fare il nostro lavoro. Siamo sempre
gli ultimi a sapere le cose. La
sicurezza non ha prezzo”. “Non
abbiamo notizie ufficiali”, aggiunge
il coordinatore dei portuali
del Sul, Domenico Macrì:
“Vorremmo capire perché hanno
scelto proprio questo porto.
Sono certo della professionalità
dei lavoratori, però mi preoccupa
il contesto e vorrei capire
quali misure di sicurezza stanno
adottando”. Carmelo Cozza, se-
gretario del Sul: “Se dalla Capitaneria
e dall'Autorità portuale
ci vengono date tutte le garanzie
sulla sicurezza dell'operazione e
viene allestito un sistema di protezione
e un piano di emergenza
contro tutti i pericoli, compresi
quelli sanitari, allora e solo allora
siamo disponibili a fornire
il nostro lavoro per il trasbordo.
Altrimenti siamo pronti a bloccare
il porto. Il nostro lavoro
comporta ovviamente anche rischi,
per esempio solo a Gioia
Tauro vengono sbarcati e reimbarcati
gli esplosivi desensibilizzati.
Ma tutt'altra cosa sono le
armi chimiche”. Medcenter
Contship è il terminalista prescelto
dal governo per l'operazione.
Ha in concessione 3,4
chilometri di banchine su un totale
di 5. Movimenta 3 milioni e
100mila container ogni anno e
quindi spostare i container con
le armi chimiche sarebbe uno
scherzo se non si trattasse di roba
ad altissimo rischio.
FONTE UFFICIALE Medcenter
spiega che trattandosi di un trasbordo
tra due navi Ro-Ro (la
danese Ark Futura e l'americana
Cape Ray), probabilmente saranno
posizionate affiancate ortogonalmente
alla banchina
Nord (che ricade nel comune limitrofo
di San Ferdinando) e
poi svuotate e riempite con una
sorta di muletti che faranno la
spola da un’imbarcazione all’al -
tra prelevando e deponendo un
container alla volta. Solo in serata
arriva la prima e unica dichiarazione
del governatore
della Regione Scopelliti: “È vero
che la Calabria può offrire un
contributo contro le armi chimiche
e per la pace nel mondo,
ma è anche vero che così facendo
si rischia di portare alla guerra
civile un territorio”. Eppure
sembrerebbe che da Roma, in
via riservata, Scopelliti fosse già
stato informato da una settimana
sull’arrivo delle navi. Un disarmo
che stona con l'articolo 1
della legge 185 del 1990 che traccia
le “nuove norme sul controllo
dell'esportazione, importazione
e transito dei materiali di
armamento”. Al comma 7 recita:
“Sono vietate la fabbricazione,
l'importazione, l'esportazione
e il transito di armi biologiche,
chimiche e nucleari”. Il
transito appunto.
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