venerdì 17 gennaio 2014
armi chimiche a Gioia Tauro La “pistola fumante”2 e la balla sul raid di Assad USA SVERGOGNATI
il fatto quotidiano 17 gennaio 2014
diRoberta Zunini
Sono già passate più di 72 ore
dalla pubblicazione dello
studio intitolato “Possibili conseguenze
delle errate interpretazioni
tecniche dei servizi segreti
statunitensi sull’attaco con
gas nervino del 21 agosto a Damasco”,
ma le istituzioni e i media
americani e internazionali
non sembrano essersene accorti.
Eppure proviene da una fonte
indiscutibile, anzi dalla fonte
per eccellenza in ambito tecnologico:
il fisico Theodore A. Postol,
il massimo esperto di balistica
al mondo nonché scienziato
e professore di Tecnologia
e sicurezza nazionale al Mit di
Boston, il più accreditato istituto
di tecnologia del mondo. Ma
è probabile che questa distrazione
sia causata proprio dall’esperienza
incontrovertibile degli
autori della ricerca - con Postol
ha lavorato anche Richard
Lloyd, ex ispettore Onu - e dunque
dall’impossibilità di mettere
in discussione gli “scomodi”
risultati a cui sono arrivati.
LA STRAGE di oltre mille civili
avvenuta con uso di gas sarin il
21 agosto scorso alla periferia di
Damasco, a Ghouta, una delle
zone controllate dai ribelli, non
è stata perpetrata dal regime
bensì dagli oppositori di Assad,
molto probabilmente le brigate
islamiste di Al Nusra e Isis. Le
più spietate ed equipaggiate che
non esitano a giustiziare nemmeno
i colleghi laici. Secondo il
rapporto, che ha esaminato le
stesse prove raccolte dagli ispettori
dell’Onu, risulta che i razzi
armati di gas sarin erano a cortissimo
raggio e quindi erano
stati lanciati da una distanza
massima di 2 chilometri, fatto
che esclude la zona ancora controllata
dall’esercito di Assad,
Mezzeh, ben più distante.
L’esperto di armi e direttore della
Rivista Italiana Difesa, Pietro
Batacchi si dice “d’accordo con
quanto affermato perché anche
noi abbiamo chiesto ai nostri
esperti di analizzare le fotografie
e le considerazioni scritte nel
rapporto Onu e riteniamo che i
rottami dei razzi dimostrino che
si trattava per l’appunto di assemblati
artigianali a brevissimo
raggio di fabbricazione russa,
facilmente reperibili nel fiorentissimo
mercato nero delle
armi”. Batacchi sostiene che i
pezzi di motore recuperati dagli
ispettori sono inequivocabili e
dimostrano che queste armi
erano di fabbricazione artigianale
proprio come quelle usate
dai ribelli.
“È ANCHE ACCLARATO che è
nelle loro mani un quantitativo
ingente di gas sarin, e che avevano
già condotto prima del 21
agosto altri attacchi, seppur su
scala inferiore”. La prima a dichiararlo
fu Carla Del Ponte,
membro della Commissione
Onu sulle violazioni dei diritti
umani. Anche il premio Pulitzer
Seymour Hersh scrisse un articolo
in cui attribuiva la responsabilità
del massacro estivo ai ribelli.
Ma il New York Times non
volle pubblicare l’articolo.
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