sabato 9 marzo 2019

governo giallo nero Le ambizioni di Guglielmo Picchi: fare carriera con la guerra alle Ong. Ex Forza Italia, salviniano di ferro, attivista anti-migranti: il sottosegretario agli Esteri ha capito che il futuro passa per la svolta a destra

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di Andrea Palladino e Vittorio Malagutti Un camaleonte. Occhi di ghiaccio ai tavoli delle trattative, sorriso toscano con amici e alleati. Atlantista con il giro di Trump, ma pronto a spendersi per il multilateralismo davanti alle luci del Cremlino. Guglielmo Picchi, sottosegretario agli Esteri con le delicate deleghe alla Nato, all’Osce e alle autorizzazioni alle vendite delle armi, non ha dimenticato i fondamentali di quello che era il suo mestiere prima di arrivare alla politica. Funzionario della Barclays Capital, la banca d’affari della City, il cuore di quella élite che oggi i sovranisti salviniani giurano di voler abbattere, sa bene che, in affari come in politica, serve avere buon fiuto. Capire dove tira il vento.
Il momento chiave della sua carriera è arrivato due anni e mezzo fa: «La svolta decisiva è stata qui, aprile 2016 a
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Ex Forza Italia, salviniano di ferro, attivista anti-migranti: il sottosegretario agli Esteri ha capito che il futuro passa per la svolta a destra

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