sabato 10 marzo 2018

L’ACCUSA Finanziano le società belliche. I soldi delle mega-banche per le bombe atomiche



tratto da Il fatto quotidiano dell'8 marzo 2018
LA LEGGE DEI COMPETENTI Palazzo Madama perde un seggio (rubato al M5S) Quote Rosatellum: un senatore in meno e neppure 1/3 di donne.  La giunta delle elezioni dovrà risolvere il “b u c o” nel sistema elettorale. Le pluricandidature, invece, usate dai partiti per ridurre la rappresentanza femminile: alla faccia dell’8 marzo...
Idy Diene, ambulante del S enegal, è morto ammazzato a F i re n z e. Il Comune del Pd non proclama il lutto cittadino:“Non è razzismo”. Che sia ancora vivo?
L’AC C O R D O Con l’avallo del Quirinale confermati Manenti e Pansa Prove di governo: via libera M5S alla proroga dei Servizi. I direttori dell’Aise e del Dis resteranno in carica un altro anno. Sull’inte sa l’unico a protestare è il leader della Lega Matteo Salvini: “Una vergogna”. I Cinque Stelle preferiscono una posizione istituzionale

FAIDA CAPOGRUPPO Renzi al Senato non controlla più il suo partito
IL PD HA PERSO, TUTTI LO CERCANO (MA SENZA RENZI) » ANTONIO PADELLARO P oiché leggo che sul carro dei vincitori non v’è più posto vorrà dire che mi occuperò del Pd.
AIUTATE DI MAIO CONTRO SALVINI
VIA FANI, 40 ANNI FA Il rapimento che ha avvelenato l’Italia Moro e l’Italia in ostaggio delle Br » MIGUEL GOTOR I l 16 marzo 1978, il giorno in cui il Parlamento doveva votare la fiducia al nuovo governo guidato da Giulio Andreotti che, per la prima volta dal 1947, avrebbe avuto il sostegno esterno del Pci, le Brigate rosse rapirono in via Fani Aldo Moro, allora presidente del Consiglio nazionale della Dc, e trucidarono i cinque uomini della sua scorta (Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi). Quel giorno entrarono in azione almeno una decina di brigatisti che sarebbero stati arrestati tutti - l’ultima, Rita Algranati, nel 2004 - tranne Alessio Casimirri, tuttora latitante in Nicaragua.
5STELLE, SUICIDA ANDARE COI DEM
REPORTAGE Poteri, affari e post-Serracchiani Udine assediata dai megastore (e Salvini preme alle porte)
“CALENDA CHI?”È IL NUOVO MATTEO

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