il biogas del'Agripower perde al Tar.
QUINGENTOLE. Il primo round sembra premiare gli sforzi dei cittadini residenti vicino all’impianto biogas Agripower il cui ricorso al Tar ha avuto dopo 5 anni d’attesa un parziale esito positivo. Ma la partita potrebbe non essere finita, perché già si preannuncia una probabile impugnazione al Consiglio di Stato. Per ora la centrale funziona, ma non è detto che non debba spegnere le caldaie se lo imporrà la sentenza. Aspetto che resta al m...
Altro...QUINGENTOLE. Il primo round sembra premiare gli sforzi dei cittadini residenti vicino all’impianto biogas Agripower il cui ricorso al Tar ha avuto dopo 5 anni d’attesa un parziale esito positivo. Ma la partita potrebbe non essere finita, perché già si preannuncia una probabile impugnazione al Consiglio di Stato. Per ora la centrale funziona, ma non è detto che non debba spegnere le caldaie se lo imporrà la sentenza. Aspetto che resta al m...
Tutto ha inizio nel 2012, quando il Comitato per la tutela della salute di Quingentole si oppone, con un ricorso al Tar, alla costruzione della centrale a biogas proposta allora dalla Sugar Energia. Le contestazioni preparate dall’avvocato Matteo Binelli riempiono circa 120 pagine e vertono sulle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia all’esercizio dell’impianto da un lato, e dall’altro dal Comune ad utilizzare la via Belguardare. Una stretta arteria, che consente il passaggio di un solo veicolo per volta e che passa su un piccolo ponticello (per il quale pende una vertenza penale).
Sia il Comune che la Provincia, modificano strada facendo le loro autorizzazioni cambiando parzialmente l’obiettivo del ricorso. Ma il Comitato non si dà per vinto e a fronte di questo cambio dello scenario, presenta ricorsi “aggiuntivi”.
Il Tar di Brescia, al quale è stato indirizzato il ricorso, il 7 marzo si è riunito in camera di consiglio ed ha emesso la sentenza. Con la quale dà torto al Comitato sui punti che riguardano le prime versioni dell'autorizzazione, essendo nel frattempo cambiate, ma dà poi ragione ai rilievi effettuati nei confronti delle nuove autorizzazioni. In particolare, i giudici del Tribunale amministrativo ritengono che per il particolare tipo di materiale che viene utilizzato (matrici vegetali come mais e cereali, ma anche reflui dell’attività zootecnica) sia necessario verificare, prima dell’accensione, se serve o meno la Valutazione d’impatto ambientale. Uno screening che non era stato eseguito e che invece ora i giudici chiedono. «Di fatto - spiega l’avvocato Binelli - i giudici hanno annullato l’autorizzazione, quindi l’impianto dovrà ripartire con l’iter autorizzativo e nel frattempo spegnere». Di parere diverso il legale dell’Agripower, nel frattempo divenuta proprietaria dell’impianto: «L’effetto concreto della sentenza, che è molto complessa - spiega l’avvocato Ezio Zani - è ancora da verificare. In ogni caso non è esclusa l’impugnazione».

Nessun commento:
Posta un commento