lunedì 19 marzo 2018

Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: consegnata dall’ISPRA la relazione su alcuni aggiornamenti apportati dalla SO.G.I.N. alla proposta di CNAPI elaborata nel 2015

l'importante che non se ne parli a Borgo Sabotino e a Latina, come non si deve parlare dell'inquinamento delle falde da cloruro di vinile?
http://www.isprambiente.gov.it/it/news/deposito-nazionale-dei-rifiuti-radioattivi-consegnata-dall2019ispra-la-relazione
L’ISPRA ha consegnato nei giorni scorsi al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare e al Ministero dello Sviluppo Economico un aggiornamento della relazione prevista dal D.Lgs. n.31/2010 sulla proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) alla localizzazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi predisposta dalla SO.G.I.N. S.p.A.
L’aggiornamento della relazione si è reso necessario a seguito della trasmissione all’Istituto, nello scorso mese di gennaio, da parte della SO.G.I.N., di una comunicazione, con allegata documentazione, riguardante alcune modifiche apportate alla proposta di CNAPI del 2015 in relazione ad alcuni aggiornamenti, intervenuti successivamente al 2015, nei database di riferimento utilizzati per l’elaborazione della proposta.
L’Istituto ha pertanto proceduto alla verifica di conformità delle modifiche proposte con i criteri della Guida Tecnica n.29 ed alla validazione dei relativi risultati cartografici.
La nuova proposta di CNAPI, cosi come aggiornata dalla SO.G.I.N. al termine delle interlocuzioni intercorse durante l’istruttoria condotta, è stata trasmessa dall’ISPRA ai suddetti Ministeri  unitamente alla succitata relazione, senza formulare rilievi.
La relazione dell’ISPRA, considerata la classificazione di riservatezza attribuita dalla SO.G.I.N.  alla proposta di CNAPI, è stata analogamente classificata e sarà tale, conformemente alle vigenti disposizioni di legge, sino alla pubblicazione della stessa proposta di CNAPI da parte della SO.G.I.N. a seguito del nulla osta che sarà rilasciato dai Ministeri.
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quali notizie dalla centrale nucleare di Borgo Sabotino?

https://pontiniaecologia.blogspot.it/2018/03/quali-notizie-dalla-centrale-nucleare.html
Nessuno conosce le decisioni sulla scelta del sito unico del deposito delle scorie nucleari, ammesso che sia questa la scelta e non la stabilizzazione dei depositi provvisori esistenti o in corso di costruzione, che comunque, per i tempi richiesti della realizzazione dell’eventuale deposito unico, dureranno almeno 40 anni, secondo le dichiarazioni Sogin, dalla data di approvazione del progetto.
Il comune di Latina era stato escluso dal ristoro in favore dei comuni che ospitano le centrali nucleari l sindaco Damiano Coletta ha inviato il 17.10.16 e al Presidente del Consiglio, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Cipe un atto di invito, diffida e messa in mora in riferimento al cosiddetto ristoro nucleare.
Inquinamento da cloruro di vinile il 17 marzo 2016 nella conferenza unificata al comune di Latina  l'Arpalazio ha chiesto: Alla Asl di collaborare per le varie analisi e ricerche. Alla Sogin di presentare nei tempi tecnici, un progetto di intervento che, per il carattere dell'emergenza, non deve essere approvato ma condiviso con i vari enti. Di aumentare i piezometri, nella zona dove è stato accertato l'inquinamento, di aumentare la cadenza dei controlli (oggi annuale) almeno ogni 3 mesi, di effettuare attività di contenimento dell'inquinamento.
Presenza di discariche abusive all’interno del sito Sogin, segnalate durante la conferenza del 17 marzo.
Azioni da intraprendere:
deposito scorie: il sito unico nazionale, se mai si farà, ha solo 2 su 15 fattori escludenti per Borgo Sabotino, tutti gli altri invece sembrerebbero indicare una zona analoga.  Quali sono gli effetti nel sottosuolo delle esplorazioni petrolifere nell’area? Sarà fondamentale emettere una delibera di contrarietà all’individuazione del sito di Borgo Sabotino.
In merito al deposito “provvisorio delle scorie nucleari”, si ritiene opportuno conoscere lo stato dell’arte, con report periodici insieme al successivo quantitativo presente nel sito e alla verifica delle condizioni ambientali nella zona. Si chiede di pubblicare, sul sito ufficiale del comune di Latina, i dati aggiornati almeno a cadenza trimestrale.
Ristoro nucleare, in seguito alla diffida del 17 ottobre quale risposta si è ottenuto? Nel caso la risposta non sia arrivata, è stato inviato sollecito? Si sono intraprese ulteriori azioni legali? E se la risposta arrivata fosse stata negativa? Nel caso di risposta positiva si impegna il consiglio comunale a deliberare per l’utilizzo dei fondi nell’area con riqualificazione ambientale, indagine epidemiologica e altre attività.
Inquinamento da cloruro di vinile , qual è lo stato dell’arte? Dal 17 marzo quali analisi sono state effettuate da ArpaLazio e Asl? Quali esiti hanno dato? Quale l’informazione alla popolazione? La Sogin ha adempiuto alle prescrizioni dell’Arpalazio del 17 marzo? Qual è l’andamento della falda? In ogni caso si chiede vengano resi pubblici, sul sito del comune di Latina, tutti i dati sull’inquinamento, sulla falda, sulla bonifica.
due anni di silenzio sull'inquinamento delle falde da cloruro di vinile fuori e dentro la centrale nucleare di Borgo Sabotino. https://pontiniaecologia.blogspot.it/2018/03/due-anni-di-silenzio-sullinquinamento.html Il 17 marzo 2016 l'ultima conferenza pubblica cui hanno partecipato i cittadini. Erano stati fissati obblighi, analisi, contenimento, qual è la situazione attuale? cosa è emerso dal monitoraggio? è stato presentato da Sogin un piano? è stato approvato da Arpa e Asl? sono state effettuate e verifiche all'esterno della centrale? nei consorzi? è ancora la valida l'ordinanza di divieto di utilizzo delle acque dai pozzi? Perchè i cittadini non vengono informati?
Questo il testo di 2 anni fa, da Il Giornale di Latina: in via Romagnoli, dove si trova la sede dell’assessorato all’ambiente, i funzionari comunali hanno ospitato una affollata conferenza di servizi con un solo punto all’ordine del giorno: lo stato dell’arte delle falde acquifere di Borgo Sabotino nelle quali la Sogin (società deputata alla dismissione della centrale nucleare di Latina) ha riscontrato nell’autunno del 2013 per la prima volta la presenza di una sostanza plastica disciolta nell’acqua chiamata cloruro di vinile, più comunemente nota nella sua forma solida nelle attrezzature civili come “Pvc”. Oltre ad una folta delegazione della stessa Sogin erano presenti Dino Chiarucci, dirigente dell’Arpa di Latina, alcuni funzionari dell’ente Provincia, il dottor Monaco, tecnico della Regione Lazio, il dottor Ruta dell’Asl di Latina e alcuni dirigenti del Comune di Latina. Tra i presenti anche l’attivista ambientalista Giorgio Libralato, che presiede diversi comitati civici di tutela ambientale e che è stato invitato ad assistere. Fin dal primo momento la Sogin ha espresso in tutti i modi la propria disponibilità ad eseguire qualsiasi tipo di analisi ed ha accolto le richieste dell’Arpa per giungere rapidamente ad una caratterizzazione (o mappatura) delle falde acquifere. E’ importante infatti comprendere come la falda si sposta nel sottosuolo per comprendere da dove, queste sostanze inquinanti possano aver infiltrato nelle acque profonde e superficiali. Questo perché, nonostante la Sogin abbia assicurato che gli inquinanti non sarebbero derivanti dai suoi processi di lavorazione per il decomissioning della centrale, non si può ancora escludere a priori che l’inquinamento venga proprio dalla centrale nucleare. Secondo indiscrezioni, infatti, la Sogin avrebbe parlato di tre diversi progetti di smaltimento rifiuti industriali tra i quali, potrebbero esserci materiali plastici di scarto delle vecchie linee di lavorazione dell’Enel ai tempi dell’utilizzazione dell’impianto come centrale elettrica. Ma tali materiali, dovrebbero essere stati conservati presumibilmente in contenitori o in vasche sotterranee coperte. Non si esclude, inoltre, che l’inquinamento si comunque derivato da fattori esterni alla centrale. Un altro punto fisso che si sarebbe stabilito è che l’Arpa Lazio, non avrebbe studi approfonditi sull’area nella sua situazione ante 2013, mentre, solo il 12 di questo mese, si sarebbero effettuati numerosi campionamenti intensivi che sono stati consegnati a tempo di record. Un vero scatto in confronto alla sonnolenza dimostrata in passato che però non può che far sorgere una domanda nei confronti dell’ente di controllo indipendente: se ci voleva così poco tempo per effettuare questi campionamenti (e L’Arpa si sarebbe riproposta di intensificare gli studi in accordo con l’Asl ogni 90 giorni) non si potevano fare prima? Perché resta il fatto che dal primo segnale di inquinamenti (che al tempo era davvero allarmante) sono passati quasi tre anni. Tre anni in cui hanno taciuto tutte gli enti e le amministrazioni preposte al controllo. Oggi però, i dati che sarebbero stati rilevati non dimostrano dati preoccupanti per la salute, sebbene ci sia ancora molto riserbo intorno a questo dettaglio. Solo uno dei tre pozzi nei consorzi vicini alla centrale avrebbero fatto riscontrare percentuali per giunta non significative di Pvc e sembra (ma sono solo indiscrezioni perché c’è ancora molta prudenza) l’ordinanza del commissario straordinario Barbato che inibiva l’utilizzo di quei pozzi potrebbe essere, nei prossimi giorni revocata, previo parere dell’Asl comunque. La Regione, avrebbe incentrato la sua attenzione proprio sulla presenza di pozzi nel territorio, che potrebbero essere abusivi, e in questo caso andrebbero interdetti e demoliti. Giorgio Libralato ha dichiarato, dopo la riunione: “Ho visto finalmente molta attenzione, efficienza e rapidità da parte delle istituzione e fa molto piacere. La Sogin si è dichiarata disponibile e apertissima dicendo che avrebbero fatto tutto quanto fosse stato richiesto per bonificare l’area”. Chi lo conosce sa che queste parole potrebbero non essere prive di ironia, poiché tre anni di ritardo dal momento dell’accertamento del danno alle prime, timide contromosse, sono davvero troppe.

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