Il punto su biodiversità, consumo di suolo e perdite idriche nella Relazione sullo Stato della Green Economy
Italia Paese ricco di biodiversità - 6.700 specie di flora e 58mila di fauna e una superficie forestale che copre il 37% del territorio nazionale - e di ricchezza associata a tale varietà. Nel 2016 è stato redatto il primo Rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia: una prima valutazione dei servizi forniti dagli ecosistemi ha stimato un valore corrispondente monetario di 338 miliardi di euro, circa il 23% del Pil a fronte di una spesa per la protezione della natura e del paesaggio di circa 579 milioni nel 2016, lo 0,03% del Pil. A fare il punto è la terza Relazione sullo Stato della Green Economy in Italia, presentata nella giornata inaugurale degli Stati Generali della Green Economy, oggi a Rimini all'interno di Ecomondo. Critico l'aumento del consumo di suolo - ricostruisce la Relazione - fra novembre 2015 e maggio 2016 sono stati coperti artificialmente 50 km quadrati di territorio, in media 30 ettari al giorno; l'Italia, in questa classifica negativa, è preceduta solo da Germania, Lussemburgo, Belgio e Olanda (che raggiunge il 12,3% di suolo occupato), e ben al di sopra della media europea (4,3%). Le Regioni meno virtuose, considerando gli incrementi percentuali maggiori di consumo di suolo fra la fine del 2015 e la metà del 2016, sono Sicilia, Campania e Lazio.
Una componente del capitale naturale è rappresentata dalle acque. Nel 2015 - si legge ancora nella Relazione - la differenza tra acqua immessa in rete ed erogata nei soli Comuni capoluogo di provincia è stata pari a oltre un miliardo di metri cubi. Nelle città le perdite idriche totali raggiungono in media il 38,2%, con valori che vanno dal 9% di Macerata fino al 75,4% di Frosinone. Roma presenta i più alti livelli di perdite di rete tra le grandi città italiane, con il 44% contro ad esempio il 36% di Napoli, il 28% di Torino e il 17% di Milano. Palermo arriva al 55% e, tra il 2014 e il 2015, nelle città italiane le perdite sono addirittura aumentate passando dal 35,6% nel 2012 al 38,3% nel 2015. Le disfunzioni nella gestione del ciclo delle acque non sono migliorate nonostante 24 mld investiti in 16 anni.
(AdnKronos)http://www.alessandrobratti.it/blog-ambiente/4076-ambiente-in-italia-capitale-naturale-vale-23-del-pil.html
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