Attaccano solo
se si sentono
in pericolo. Rischiamo
di più con gabbiani
e cornacchie, che sono
davvero cattivi
Biografia
ANDREA
MARSAN
Nato a Zara
nel 1956,
laureato in
Scienze
biologiche, è
professore a
contratto
presso il
Dipartimento
di Scienze
della terra,
dell’ambiente
e della vita
dell’Università
di Genova.
Coordina un
progetto
sperimentale
per la
riduzione dei
danni e dei
conflitti
dovuti alla
presenza del
cinghiale con
l’utilizzo di
recinzioni
comprensoriali
e il
perfezionamento
delle
recinzioni
individuali già
presenti
ANTONELLO CAPORALE
Genova qualche giorno fa un
cinghiale è riuscito a tuffarsi
a mare e dopo qualche bracciata
ha fatto ritorno tra i
suoi monti. L’animale, finora
coccolato soprattutto dai
cacciatori che lo impallinano
e poi lo gustano a tavola,
non è nuovo a fughe in avanti.
Negli ultimi tempi ha però
fatto irruzione nelle nostre
periferie con insolita frequenza
producendo, come
effetto collaterale, una nuova
nevrosi da ingombro animale.
Daini, lepri, volpi, caprioli,
naturalmente cinghiali,
qualche lupo, anche qualche
cervo. Gli avvistamenti si
susseguono e con loro una
nuova tipologia di stato
d’ansia. Vuoi vedere che?
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