domenica 6 novembre 2016

B a r r i e re Le scosse nella casa di una donna malata di Sla che non poteva scendere per le scale Con una disabile al 3° piano mentre tutto trema

Gli occhi sbarrati di Stefania che chiedevano un aiuto che, in una situazione più impegnativa , non sarei stato in grado di d a rle FRANCESCO VITALE Sono nato in Sicilia e per questo ho una insana abitudine al terremoto.Finda quando avevocinque anni (Belice1968)faccio i conti con questamalefica espressione della Natura e forse per questo nonne homai avuto timore.Nonostante fossi piccolissimo, ricordo benissimo, come se fosse avvenuto ieri,tutte le fasi concitate dell’abbandono della casa di famiglia a Palermoin quella tragica nottetra il14 eil 15 gennaio 1968 in pigiama e smarrito, mano nellamano con mia sorellae mia madre mentre mio padre raccoglieva in fretta e furia poche e disordinate cose che all’alba provocheranno l’ira della mamma.
DA ALLORAsono stato per lavoro sudiversiterremotie sono stato colto, come tanti
colleghi, dellescosse (anche toste) successive a quelle che avevano già devastato tutto. E non ho mai avuto paura. Dolore tanto come (ma è solo uno degli esempi) per la strage dei bambini di San Giuliano di Puglia rimasti uccisi dal crollodella loroscuola di “carta velina”dopo la prima scossa,mapauramai.

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