lettera di @Greenpeace_ITA a @matteorenzi
per vero confronto su futuro energetico del Paese
http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2016/Lettera_Greenpeace_a_Renzi_22_02_16.pdf …
Onorevole Primo Ministro, abbiamo seguito con attenzione le Sue dichiarazioni pochi minuti dopo la chiusura delle urne del referendum sulla durata delle concessioni per la ricerca offshore di idrocarburi entro le 12 miglia marine. In particolare, ci è sembrato importante il Suo appello a cooperare per la definizione di un futuro energetico migliore per il nostro Paese, per una lotta comune al cambiamento climatico. Dissentiamo, è noto, su numerosi dettagli riguardo alle prospettive e alla rapidità con cui è possibile definire una traiettoria di decarbonizzazione per il nostro Paese. Ma cogliamo con interesse la Sua volontà di discuterne. Per questo, ci permettiamo di sottoporre alla Sua attenzione lo scenario Energy Revolution Italy1 , messo a punto nel 2013 da Greenpeace sulla base dei dati energetici nazionali del 2012. Questo scenario a sua volta deriva dallo scenario globale Energy Revolution che Greenpeace pubblica, aggiornandolo ciclicamente, dal 2005. Lo scenario Energy Revolution di Greenpeace è riconosciuto come quello che meglio ha saputo prevedere le tendenze e gli sviluppi del mercato delle fonti energetiche. Tra l’altro, lo Special Report on Renewables Energy2 (SRREN, 2011) dell’International Panel on Climate Change (IPCC, l’organismo che raccoglie la comunità scientifica che per conto delle Nazioni Unite si occupa degli scenari relativi al cambiamento climatico) lo considera come une dei tre modelli più efficaci. E, aggiungiamo, è l’unico che esclude il ricorso all’energia nucleare. I benefici dello sviluppo delle fonti rinnovabili per l’economia e l’occupazione sono tangibili. Un rapporto3 realizzato da Althesys per Greenpeace ha stimato che nel 2013 le ricadute economiche per l’Italia sono state pari a oltre 6 miliardi di euro. Nel 2013 gli occupati totali nel settore erano oltre 63 mila (di cui circa 50 mila legati all’occupazione diretta). Dai dati emersi dal rapporto risulta chiaro che una politica basata sulla “rivoluzione energetica” in Italia farebbe crescere i posti di lavoro complessivi a 100 mila unità nel 2030. Avremmo voluto discutere di questi scenari con il precedente Ministro per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi, che però non ha mai voluto ascoltarci. Speriamo di avere presto un’altra occasione. Perché continuiamo a credere che efficienza e rinnovabili siano l’unica prospettiva seria per creare sviluppo e occupazione nel nostro Paese, contribuendo alla tutela del clima e delle bellezze del nostro paesaggio. Attendiamo quindi l’occasione per poterne discutere, con la prospettiva di una rapida convocazione di una Conferenza nazionale sull'energia che, coinvolgendo i diversi portatori di interesse, serva a riscrivere le linee strategiche della produzione (e del risparmio) di energia in Italia fino al 2050, con l’obiettivo – che riteniamo irrinunciabile – di pervenire entro quella data alla sostanziale indipendenza dalle fonti fossili. Cordialmente, Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia 1 http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Una-Rivoluzione-energetica/ 2 http://srren.ipcc-wg3.de/ 3 http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Le-ricadute-economiche-delle-energie-rinnovabili-in-Italia/

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