Una volta prelevati dall’area inquinata, i selvatici, intrisi di petrolio e con gravissimi sintomi diintossicazione, vengono portati presso la sede della Sezione genovese dove i volontari li trattano prima con oli vegetali leggeri, per pulire le piume dal petrolio, quindi con detergenti neutri per rimuovere gli agenti contaminanti. “Poi – spiega Massimo Pigoni, responsabile della Protezione Animali e vicepresidente nazionale di Enpa – non resta altro che incrociare le dita, sperando che i livelli diintossicazione non siano letali”.
Questo è quanto accade nel migliore dei casi, perché spesso gli animali arrivano alla sede Enpa privi di vita. Ma a preoccupare i volontari non è soltanto la fase strettamente emergenziale ma anche e soprattutto il ‘dopo’, poiché i danni causati dallo sversamento di petrolio sembrano destinati a produrre conseguenze durature sull’ecosistema e la biodiversità, gravemente colpiti dal disastro. Insomma, i selvatici saranno a rischio anche dopo il superamento dell’attuale fase di crisi. di F. Q. | 20 aprile 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/20/genova-petrolio-sversato-nel-torrente-polcevera-anatre-aironi-e-papere-intossicati-ecosistema-e-biodiversita-a-rischio-foto/2654308/
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