Sensibilità Chimica Multipla
Questo affronto, si, perchè lo considero un affronto, una presa in giro, nei confronti dei malati, l'intervento del Prof Magnavita. E la cosa non finisce qua...
Questo affronto, si, perchè lo considero un affronto, una presa in giro, nei confronti dei malati, l'intervento del Prof Magnavita. E la cosa non finisce qua...
Ma con quale coraggio il Prof. Magnavita si esprime ancora sui malati di MCS? Cosa cura lui? Chi cura lui? Quegli stessi malati che si lamentano con me, con le associazioni e confidano di aver rischiato la vita per terapie inadeguate e visite psichiatriche? Quali locali bonificati hanno per accogliere i malati?
Poichè la mia memoria non è corta, vi pubblico la lettera che lui, Nicola Magnavita, ha scritto in risposta alla trasmissione di Rai3, in cui si denunciava pubblicamente la mancanza di adeguata assistenza e di cure. Nel caso specifico era coinvolto il Centro di MCS di Bologna, il Prof. Violante.
Poichè la mia memoria non è corta, vi pubblico la lettera che lui, Nicola Magnavita, ha scritto in risposta alla trasmissione di Rai3, in cui si denunciava pubblicamente la mancanza di adeguata assistenza e di cure. Nel caso specifico era coinvolto il Centro di MCS di Bologna, il Prof. Violante.
Leggete, prendete atto di come ci considera e ci classifica il Prof. Magnavita.
Roma, 8/5/2010
Spett. Mi Manda Rai Tre
mimandaraitre@rai.it
Spett. Mi Manda Rai Tre
mimandaraitre@rai.it
e, p.c.
Spett. Presidenza Commissione Vigilanza Rai
Pres_com_vigilanza_rai@camera.it
zavoli.s@posta.senato.it
Spett. Presidenza Commissione Vigilanza Rai
Pres_com_vigilanza_rai@camera.it
zavoli.s@posta.senato.it
Chiar.mo Prof. Francesco Violante
francesco.violante@unibo.it
francesco.violante@unibo.it
Sono tristemente sorpreso del grave esempio di disinformazione fornito da codesta trasmissione il 7 u.s. a proposito della MCS (multiple chemical sensitivity), e preoccupato per i possibili danni per la salute pubblica che un modo così superficiale di affrontare una patologia ad elevato impatto sociale potrebbe avere.
Il conduttore, talmente digiuno dellargomento da non riuscire neppure a citare correttamente il nome della condizione morbosa, non ha esitato a qualificare come luminare un medico solo perché ben accetto ad una organizzazione di soggetti che si auto-etichettano come malati di MCS, ma al contempo ha consentito laggressione verbale ad uno dei più stimati Docenti di Medicina del Lavoro, colpevole a quanto pare non solo di non aver confermato acriticamente queste auto-diagnosi, ma addirittura di avere determinato in tal modo uno o più suicidi!
Nella trasmissione si è parlato di malattia sconosciuta per una condizione morbosa che è presente da decenni nei manuali di medicina del lavoro, di malattia non riconosciuta e addirittura di abbandono dei malati, lasciando intendere che il nostro Sistema Sanitario sia responsabile di non meglio precisate inadempienze. Si è però omesso di precisare che i malati italiani affetti da tale condizione godono già di tutti i trattamenti sanitari previsti dal nostro Servizio Sanitario Nazionale, e sono dunque privilegiati rispetto ad esempio agli statunitensi, per i quali il rimborso delle spese mediche per MCS è consentito solo a quanti sono coperti da assicurazione. Si è tralasciato di precisare che quello che chiedono le organizzazioni dei pazienti è il diritto al rimborso delle terapie non riconosciute o validate (tutte molto costose) e delle spese accessorie che i malati auto-diagnosticati affrontano, ad esempio per ristrutturare la casa o per raggiungere medici di loro scelta negli USA o in altri paesi stranieri.
Nel Policlinico universitario in cui lavoro, tutti i malati, compresi quelli con MCS, sono assistiti gratuitamente nellambito del SSN. I dati clinici relativi a questa patologia sono stati resi disponibili mediante pubblicazioni scientifiche[1], sin dal 1994.
Linformazione, soprattutto da parte di una Rete pubblica, deve essere completa, documentata ed equilibrata.
Il conduttore, talmente digiuno dellargomento da non riuscire neppure a citare correttamente il nome della condizione morbosa, non ha esitato a qualificare come luminare un medico solo perché ben accetto ad una organizzazione di soggetti che si auto-etichettano come malati di MCS, ma al contempo ha consentito laggressione verbale ad uno dei più stimati Docenti di Medicina del Lavoro, colpevole a quanto pare non solo di non aver confermato acriticamente queste auto-diagnosi, ma addirittura di avere determinato in tal modo uno o più suicidi!
Nella trasmissione si è parlato di malattia sconosciuta per una condizione morbosa che è presente da decenni nei manuali di medicina del lavoro, di malattia non riconosciuta e addirittura di abbandono dei malati, lasciando intendere che il nostro Sistema Sanitario sia responsabile di non meglio precisate inadempienze. Si è però omesso di precisare che i malati italiani affetti da tale condizione godono già di tutti i trattamenti sanitari previsti dal nostro Servizio Sanitario Nazionale, e sono dunque privilegiati rispetto ad esempio agli statunitensi, per i quali il rimborso delle spese mediche per MCS è consentito solo a quanti sono coperti da assicurazione. Si è tralasciato di precisare che quello che chiedono le organizzazioni dei pazienti è il diritto al rimborso delle terapie non riconosciute o validate (tutte molto costose) e delle spese accessorie che i malati auto-diagnosticati affrontano, ad esempio per ristrutturare la casa o per raggiungere medici di loro scelta negli USA o in altri paesi stranieri.
Nel Policlinico universitario in cui lavoro, tutti i malati, compresi quelli con MCS, sono assistiti gratuitamente nellambito del SSN. I dati clinici relativi a questa patologia sono stati resi disponibili mediante pubblicazioni scientifiche[1], sin dal 1994.
Linformazione, soprattutto da parte di una Rete pubblica, deve essere completa, documentata ed equilibrata.
Cordiali saluti
Nicola Magnavita
Nicola Magnavita
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