I limiti più stringenti per le emissioni di diossina non entrano in vigore oggi come sostenuto da Peacelink perché "il termine per l'attuazione del piano ambientale, comprensivo dei nuovi limiti per l'impianto di agglomerazione e sinterizzazione e, dunque, del camino E312, è stato rinviato al 30 giugno 2017 (art. 1, comma 7 del Decreto Legislativo 191/2015 convertito il 1/2/2016)". Lo sottolinea l'Ilva replicando alla nota diffusa ieri dal presidente dell'associazione ambientalista Alessandro Marescotti.
"Dunque, il nuovo limite di 0,15 nano-grammi di diossina per metro cubo - spiega l'azienda in amministrazione straordinaria - previsto dalla nuova autorizzazione integrata ambientale (Aia) non è entrato in vigore nella giornata di oggi. Ilva continua pertanto a operare nel pieno rispetto delle norme e prosegue il lavoro adeguamento ambientale e bonifica dello stabilimento di Taranto". Peacelink sosteneva che i limiti di emissione per la diossina si sarebbero dimezzati da oggi e che il Siderurgico non sarebbe stato in grado di rispettarli.
Peacelink ieri aveva annunciato che da oggi "si dimezzano i limiti di emissione per la diossina e Ilva li dovrà rispettare. Ad oggi non è in grado di farlo in modo continuativo. E' una cosa importantissima che Peacelink vuole segnalare all'opinione pubblica e ai decisori politici, in particolare al ministro dell'Ambiente, al presidente della Regione Puglia, al presidente della Provincia e al sindaco di Taranto". "L'Ilva - avevano detto Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti - deve scendere sotto 0,15 ng/m3 di diossina. Un limite che Ilva non riuscirà molto probabilmente a rispettare in quanto non ha applicato al camino E312 i filtri a manica previsti dall'Aia (Autorizzazione integrata ambientale)". Peacelink sollecita "urgentemente controlli al camino per verificare se siano rispettati i nuovi limiti per la diossina, e solleciterà la Commissione europea ad agire in tal senso". L'associazione chiede infine "che venga adottato il campionamento in continuo della diossina per rendere tale controllo permanente, anche perché recentemente le norme europee hanno reso il campionamento continuo una procedura appropriata e valevole anche ai fini normativi".
"Dunque, il nuovo limite di 0,15 nano-grammi di diossina per metro cubo - spiega l'azienda in amministrazione straordinaria - previsto dalla nuova autorizzazione integrata ambientale (Aia) non è entrato in vigore nella giornata di oggi. Ilva continua pertanto a operare nel pieno rispetto delle norme e prosegue il lavoro adeguamento ambientale e bonifica dello stabilimento di Taranto". Peacelink sosteneva che i limiti di emissione per la diossina si sarebbero dimezzati da oggi e che il Siderurgico non sarebbe stato in grado di rispettarli.
Peacelink ieri aveva annunciato che da oggi "si dimezzano i limiti di emissione per la diossina e Ilva li dovrà rispettare. Ad oggi non è in grado di farlo in modo continuativo. E' una cosa importantissima che Peacelink vuole segnalare all'opinione pubblica e ai decisori politici, in particolare al ministro dell'Ambiente, al presidente della Regione Puglia, al presidente della Provincia e al sindaco di Taranto". "L'Ilva - avevano detto Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti - deve scendere sotto 0,15 ng/m3 di diossina. Un limite che Ilva non riuscirà molto probabilmente a rispettare in quanto non ha applicato al camino E312 i filtri a manica previsti dall'Aia (Autorizzazione integrata ambientale)". Peacelink sollecita "urgentemente controlli al camino per verificare se siano rispettati i nuovi limiti per la diossina, e solleciterà la Commissione europea ad agire in tal senso". L'associazione chiede infine "che venga adottato il campionamento in continuo della diossina per rendere tale controllo permanente, anche perché recentemente le norme europee hanno reso il campionamento continuo una procedura appropriata e valevole anche ai fini normativi".
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