al contrario
di
quanto dicono i dem
Intanto
i comitati anti
Renzi
uniscono le forze
Mons.
Galantino
“Non
c’è un sì o un no,
ma il
tema è molto
importante
e va
trattato
con cura”
TOMMASO
RODANO
La
scomunica che non ti
aspetti
ha per protagonisti
i
vescovi italiani,
per
oggetto il referendum
sulle
trivelle e per destinatario,
nemmeno
troppo implicito,
il
Partito democratico,
che
ha invitato i suoi elettori
ad
astenersi.
La
Conferenza episcopale
non
prende posizione per il sì
o
per il no, ma chiarisce un
punto:
la gente va coinvolta e
informata
sull’ar go me nt o,
non
può essere sollecitata ad
ignorarlo.
Dopo
l’entrata a gamba tesa
nel
dibattito sulle unioni civili,
dunque,
i vescovi dicono
la
loro anche sul voto del 17 aprile,
quello
che deciderà se
cancellare
o meno la norma
che
consente alle società petrolifere
di
estrarre gas e petrolio
entro
12 miglia dalle coste
italiane
anche oltre la scadenza
delle
licenze, fino all’esaurimento
dei
giacimenti.
La
discesa in campo è stata
annunciata
dal Consiglio Episcopale
Permanente.
I vescovi
fanno
sapere di aver discusso
“sulla
questione ambientale
e,
in particolare, sulla tematica
delle
trivelle” e hanno
sottolineato
“l’importanza
che
essa sia dibattuta nelle comunità,
per
favorirne una soluzione
appropriata
alla luce
dell’Enciclica
Laudato
si’ di
papa
Francesco”.
NEL
TESTO di
Bergoglio, manifesto
dell’ambientalismo
cattolico,
il
Pontefice invita l’umanità
a
“prendere coscienza
della
necessità di cambiamenti
di
stili di vita, di produzione
e
di consumo, per combattere”
il
riscaldamento globale. “Per -
ciò
– scrive il Papa – è diventato
urgente
e impellente lo
sviluppo
di politiche affinché
nei
prossimi anni l’emissione
di
anidride carbonica e di altri
gas
altamente inquinanti si riduca
drasticamente”.
Da qui
riparte
la Cei. La posizione è
stata
ulteriormente specificata
dal
portavoce, il monsignor
Nunzio
Galantino:
“Non c’è
un
sì o un no da parte dei vescovi
al
referendum, ma il tema
è
interessante e che occorre
porvi
molta attenzione. Gli
slogan
non funzionano. Bisogna
piuttosto
coinvolgere la
gente
a interessarsi alla questione.
Il
punto non è esser pro
o
contro, ma creare spazi di
confronto”.
Esattamente il
contrario
di quanto indicato
dalla
maggioranza del Pd, che
punta
a sabotare il referendum
di
aprile invitando gli elettori
a
disertare le urne per

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