sabato 5 marzo 2016

Arrivano i candidati alle elezioni comunali del quantaltro e “a mia insaputa”

Coraggio tra 3 mesi sarà finita, con il risultato elettorale, qualcuno avrà vinto, i cittadini, comunque vada, perso insieme alla Politica (quella vera), al buon senso, all'onestà, alla coerenza, alla memoria, al merito, competenza, all'impegno.
Oggi tutti ti cercano per incontri, riunioni, pareri, candidature, voti, consensi, qualcuno promette nomine, incarichi, impegni e soluzioni mirabolanti.
Dal giorno dopo le elezioni quelli che hanno vinto e ti cercavano e ti promettevano mirabilie, soluzioni o incarichi o nomine, grasso che cola che si ricorderanno il tuo volto, numero di cellulare o indirizzo mail, profilo facebook e ti diranno “la situazione è difficile, stiamo vedendo, faremo, interverremo”.
Passati i mesi forse faranno finta di non vederti oppure avranno le solite risposte allo Scajola a loro insaputa.
Intanto in questi 3 mesi arrivano i nostri o le nostre con la tutina da super eroe, filosofi e amministratori impagabili da capacità in grado di oscurare le stelle, meglio di De Gasperi o di Kennedy.
Se erano o sono stati amministratori avranno tante scuse già pronte per giustificare i loro insuccessi precedenti: la colpa è dei poteri forti, la mafia, il partito, la massoneria, gli ufo e gli alieni.
Oppure della provincia o della regione o del governo nazionale o di chissà quale ente, sicuramente della burocrazia, dell'incapacità (degli altri ovvio) o della “macchina amministrativa”.
Ma adesso ci penso io, ho la soluzione in tasca.
Ricordo (elezioni regionali 2005) un candidato di Latina mi diceva, con il mio programma, con i miei punti eccezionali prenderò almeno 5000 voti... non l'ho più rivisto, non so nemmeno se è arrivato vivo alle elezioni e cosa faccia dopo aver scoperto l'amara realtà.
Se questi super eroi da strapazzo erano amministratori non ricorderanno una sola delle soluzioni o dei meriti loro o della loro amministrazione, non ti sapranno dire perché non hanno prodotto nulla in quello che era un obbligo (morale e civile) del loro incarico di assessore, consigliere, delegato o appartenente ad una qualsiasi commissione.
Questi esperti del quantaltro che fanno campagne elettorali sull'ovvio e sul banale, che cercano di serrare le file minacciando al pericolo degli altri (bianchi o neri, italiani o stranieri, della pianura o delle colline, nativi o immigrati, del nord o del centro o del sud o delle isole, di destra, sinistra, centro o peggio grillini e non parliamo dei verdi, di quelli che vorrebbero imporre l'abolizione della violenza, della guerra, degli impianti inutili, inquinanti, devastanti) rappresentano il loro vuoto morale, professionale, amministrativo e politico.
Costretti in partiti o coalizioni contro natura, in accordi capestro pur di vincere.
Molti arrivano dalla “società civile” (che forse si contrappone ai guerrafondai, ai mafiosi o a chissà quali incivili), dallo sport o dalle imprese come se l'aver fatto bene (ammesso sia vero) in altri settori debba per forza significare che sapranno fare bene gli amministratori.
Altri sono “nuovi”, “giovani”, “donne” come se questo significasse per forza garanzia, capacità.
Pochi diranno: finora ho sbagliato a credere ai pifferai dell'impianto di ultima generazione, del salvatore della patria, dell'imprenditore dei miracoli o semplicemente a stare dentro un partito, una forza politica, un'associazione, un sindacato contro natura.
Pochi diranno: non fate come me che ho sempre ceduto ai compromessi perché tengo famiglia, perché ho avuto paura del merito, della verità, della giustizia, del confronto libero e aperto, democratico.
Quanti diranno: quella volta ho sbagliato non mi ero accorto di chi avevo vicino, sostenevo, votavo.

Tra tre mesi avremo la stessa situazione di oggi. Se si cambia lo si fa con coraggio, con il tempo, facendo informazione, correggendo la società stanca, malata, vecchia, inquinata che spesso non crede più in se stessa e che pensa di avere già perso in partenza. Ma si cambia dicendo come stanno le cose, chi non ve le dice non vuole cambiare questa situazione che è difficile. Bisogna cambiare, cambiamo prima noi dicendo noi le cose come stanno e chiedendo sempre e comunque di cambiare tornando umani. Quello che non fa bene al genere umano, rifiutiamolo insieme a questi candidati del quantaltro e dell'ovvio a loro insaputa. Questi che finora sono stati al soldo dei signorotti di Roma o della Pisana o di Fondi o di chissà dove perché, se non fanno pubblica ammenda, perché oggi dovrebbero servire al territorio e al genere umano?

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