Coraggio tra 3 mesi sarà finita, con
il risultato elettorale, qualcuno avrà vinto, i cittadini, comunque
vada, perso insieme alla Politica (quella vera), al buon senso,
all'onestà, alla coerenza, alla memoria, al merito, competenza,
all'impegno.
Oggi tutti ti cercano per incontri,
riunioni, pareri, candidature, voti, consensi, qualcuno promette
nomine, incarichi, impegni e soluzioni mirabolanti.
Dal giorno dopo le elezioni quelli che
hanno vinto e ti cercavano e ti promettevano mirabilie, soluzioni o
incarichi o nomine, grasso che cola che si ricorderanno il tuo volto,
numero di cellulare o indirizzo mail, profilo facebook e ti diranno
“la situazione è difficile, stiamo vedendo, faremo, interverremo”.
Passati i mesi forse faranno finta di
non vederti oppure avranno le solite risposte allo Scajola a loro
insaputa.
Intanto in questi 3 mesi arrivano i
nostri o le nostre con la tutina da super eroe, filosofi e
amministratori impagabili da capacità in grado di oscurare le
stelle, meglio di De Gasperi o di Kennedy.
Se erano o sono stati amministratori
avranno tante scuse già pronte per giustificare i loro insuccessi
precedenti: la colpa è dei poteri forti, la mafia, il partito, la
massoneria, gli ufo e gli alieni.
Oppure della provincia o della regione
o del governo nazionale o di chissà quale ente, sicuramente della
burocrazia, dell'incapacità (degli altri ovvio) o della “macchina
amministrativa”.
Ma adesso ci penso io, ho la soluzione
in tasca.
Ricordo (elezioni regionali 2005) un
candidato di Latina mi diceva, con il mio programma, con i miei punti
eccezionali prenderò almeno 5000 voti... non l'ho più rivisto, non
so nemmeno se è arrivato vivo alle elezioni e cosa faccia dopo aver
scoperto l'amara realtà.
Se questi super eroi da strapazzo erano
amministratori non ricorderanno una sola delle soluzioni o dei meriti
loro o della loro amministrazione, non ti sapranno dire perché non
hanno prodotto nulla in quello che era un obbligo (morale e civile)
del loro incarico di assessore, consigliere, delegato o appartenente
ad una qualsiasi commissione.
Questi esperti del quantaltro che fanno
campagne elettorali sull'ovvio e sul banale, che cercano di serrare
le file minacciando al pericolo degli altri (bianchi o neri, italiani
o stranieri, della pianura o delle colline, nativi o immigrati, del
nord o del centro o del sud o delle isole, di destra, sinistra,
centro o peggio grillini e non parliamo dei verdi, di quelli che
vorrebbero imporre l'abolizione della violenza, della guerra, degli
impianti inutili, inquinanti, devastanti) rappresentano il loro vuoto
morale, professionale, amministrativo e politico.
Costretti in partiti o coalizioni
contro natura, in accordi capestro pur di vincere.
Molti arrivano dalla “società
civile” (che forse si contrappone ai guerrafondai, ai mafiosi o a
chissà quali incivili), dallo sport o dalle imprese come se l'aver
fatto bene (ammesso sia vero) in altri settori debba per forza
significare che sapranno fare bene gli amministratori.
Altri sono “nuovi”, “giovani”,
“donne” come se questo significasse per forza garanzia, capacità.
Pochi diranno: finora ho sbagliato a
credere ai pifferai dell'impianto di ultima generazione, del
salvatore della patria, dell'imprenditore dei miracoli o
semplicemente a stare dentro un partito, una forza politica,
un'associazione, un sindacato contro natura.
Pochi diranno: non fate come me che ho
sempre ceduto ai compromessi perché tengo famiglia, perché ho avuto
paura del merito, della verità, della giustizia, del confronto
libero e aperto, democratico.
Quanti diranno: quella volta ho
sbagliato non mi ero accorto di chi avevo vicino, sostenevo, votavo.
Tra tre mesi avremo la stessa
situazione di oggi. Se si cambia lo si fa con coraggio, con il tempo,
facendo informazione, correggendo la società stanca, malata,
vecchia, inquinata che spesso non crede più in se stessa e che pensa
di avere già perso in partenza. Ma si cambia dicendo come stanno le
cose, chi non ve le dice non vuole cambiare questa situazione che è
difficile. Bisogna cambiare, cambiamo prima noi dicendo noi le cose
come stanno e chiedendo sempre e comunque di cambiare tornando umani.
Quello che non fa bene al genere umano, rifiutiamolo insieme a questi
candidati del quantaltro e dell'ovvio a loro insaputa. Questi che finora sono stati al soldo dei signorotti di Roma o della Pisana o di Fondi o di chissà dove perché, se non fanno pubblica ammenda, perché oggi dovrebbero servire al territorio e al genere umano?
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