venerdì 17 luglio 2015

Le trame del Palazzo per salvare la centrale dei veleni (partecipata da Sorgenia che finanzia legambiente)

VADO LIGURE Carbone e morti, pressioni sui pm Cambiato il vertice del Noe e capitano “Ultimo”e s a u t o ra t o L’ex Ad di Sorgenia al viceministro: “Uomini nostri... del Pd”
P RO C U R ATO R E G R A N E RO Sono stato soggetto a pedinamenti e ricatti. Se si vanno a toccare de te r m i n a t i interessi , succede questo
»FERRUCCIO SANSA Pm e carabinieri dei Noe. Non è facile la vi- ta per chi ha avuto in mano l’indagine sulla centrale Tirreno Power di Va- do Ligure. Massimiliano Salvi (direttore di Tirreno Power) in un’intercettazione riferisce di un colloquio con il sottose- gretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vin- centi (non indagato): “De Vin- centi ieri mi dice…ma non si può fare un esposto al Csm? Non si può aprire un’indagine al ministero della Giustizia?” Del resto il procuratore di Sa- vona Francantonio Granero lo aveva detto davanti alla Commissione Rifiutidel Par- lamento: “Io sono stato sog- getto a pressioni di tutti i tipi, come ricatti e pedinamenti. Se si vanno a toccare determinati interessi, succede questo”. Ma in ambienti investigati- vi c’è chi sussurra d’altro: il terremoto che starebbe per investire il Noe, fiore all’o c- chiello delle indagini ambien- tali. Prima c’è stata la sostitu- zione al vertice, con Sergio Pascali (apprezzato, si dice, dal ministro Roberta Pinotti)
che prende il posto di Vincen- zo Paticchio. Un normale av- vicendamento, possibile. Ma poi ecco le voci di una riorga- nizzazione. Primo, la delega alla polizia giudiziaria che potrebbe scappare dalle mani del vice-comandante Sergio De Caprio, il capitano Ultimo che arrestò Totò Riina. Poi i rumourssu un “c o m m i s s a r i a- mento”del reparto operativo che ha indagato nei palazzi della politica. Vedremo cosa succederà adesso. Un’altra frase di Granero aiuta a capire il clima: “La vera controparte sono diventati la Regione, i Comuni, la Provincia. Io non mi meraviglio che l’ad di Tir- reno Power ce la metta tutta per dimostrare la sua inno- cenza. Se, invece, questo lo fanno le istituzioni, mi crea un certo imbarazzo”.
GLI INQUIRENTI si sono resi conto a che livelli si muoveva- no gli uomini della centrale: dirigenti della società che ave- vano frequentazioni con mini- stri e governatori. Una telefo-
nata, in particolare. Parlano De Vincenti e Andrea Mango- ni, all’epoca amministratore delegato di Sorgenia (e oggi in Fincantieri): “Ciao Claudio – esordisce con la massima con- fidenza il manager –a noi ci viene da lì, a livello istituzio- nale, ma anche di rappresen- tanza parlamentare, di colle- gi…intendodire nostre…cioè Pd…una richiesta molto forte diunsegnale dapartedelgo- verno…del tipo che si stanno muovendo sulla strada giu- sta”, sì, il manager usa “nostre” perparlare delPartitodemo- cratico. E il braccio destro di Renzi risponde:“Fammi sen- tire Burlando…però devo evi- tare di dare l’impressione di ingerenza…”.
NON BASTA. C’è l’ex guarda- sigilli Paola Severino (legale di Tirreno Power) che incontra il ministro dello Sviluppo Eco- nomico, Federica Guidi, per parlare della questione. E ci sono i colloqui dei dirigenti del ministero dell’Ambiente (già in parteriportati ieridal Fat - to): “Siamo dei farisei”, dicono tra schifato e divertito. “Mi sputerei in faccia da solo”, “C’hai le mani lorde di san- gue”,“Tanto che ce frega, sta - moa fa’alegge”,Un altodiri- gente dice: “È inutile che lui – un manager Tirreno Power, n- dr –dice che non dorme la not- te... ’sti cavoli... rappresenta un’azienda che è stata scorret- ta e opaca”. Fino al colloquio tra Mangoni e un dirigente Mediobanca. Che dice: “Se questa cosa va nella merda... diventa un danno ambientale enorme... su cui c’è una re- sponsabilità vostra... che avete portato via 700 milioni di di- videndo... che sarebbero stati lì perrifare lacentrale d’oro”.
Il denaro che mancava per am- modernare l’impianto. Del re- sto a Savona si sapeva da anni: centrosinistra, centrodestra, industriali e sindacati difen- devano la centrale (uniche vo- ci contrarie sinistra, Verdi e M5s che ieri ha presentato un’interrogazione per chiede- re a Matteo Renzi di riferire in Parlamento). Tutti uniti con- tro lacittà: comitatie abitanti che hanno raccolto diecimila firme su 60mila residenti.
LE CARTE tracciano il ritratto dello schieramento pro cen- trale: “A uncerto puntosem- bra che il tentativo delle isti- tuzioni di “dare una mano”a Tirreno Power con una norma ad hoc diventi concreto”, an- notano gli investigatori (il de- creto, va detto, non ha visto an- cora la luce). Non solo: ecco in- tercettazioni che rivelano co- me, secondo i Noe, “Burlando e il suo dirigente Gabriella Mi- nervini si lamentano addirit- tura che i pareri (dei tecnici, n- dr) rinforzano la posizione dei pm”. Dipiù: Minervini“eser - citava una rilevante pressione nei confronti dell’Istituto tu- mori”, già destinatario di fi- nanziamenti della Regione, chiedendo “l’elaborazione di un documento di critica alla consulenza dei pm”. Ne sareb- be scaturita “un’analisi fretto- losa e orientata a minimizza- re”. Minervini e un funziona- riodella Provincia,scrivonoi pm, “concordavano di predi- sporre le bozze delle rispettive giunte… ‘lasciando inbianco i numeri’(come rivelano le in- tercettazioni, ndr) per consen- tire all’azienda di dire l’ultima parola”. Così tra gli 86 indagati troviamo praticamente al completo la passata giunta re- gionale di Burlando (Raffaella
Paitacompresa) equellapro- vinciale di centrodestra. Ma, nonostante siano indagati, Sergio Rossetti (ex assessore di Burlando) eAngelo Vacca- rezza (ex presidente della Pro- vincia) sono diventati vicepre- sidente del consiglio regionale e capogruppo di Forza Italia. E qualcuno ricorda le sponso- rizzazioni di Tirreno Power a- gli eventi culturalidel Comu- ne diSavona (centrosinistra). Già, tanti Comuni si sono spesi per la centrale. Come dicono le intercettazioni: hanno espo- sto “il culo al pubblico ludi- brio”. Non solo la politica, però. Quando si discusse l’amplia - mento della centrale (era il 2010,gli allarmidei medicie- rano già noti), l’allora presi- dente dell’Unione Industriali, FabioAtzori commentò:“Per Savona è come aver vinto al Superenalotto”. Mario Moli- nari, primo cronista a seguire la vicenda, disse: “Atzori è am- ministratore delegato della
Demont che lavora con Tirre- no Power”. Il vicepresidente degli industriali era Giovanni Gosio, manager Tirreno Po- wer (indagato). Altro sponsor dell’operazione era Luciano Pasquale, manager stimato da Claudio Scajola e recordman delle poltrone savonesi: già presidente dell’Unione Indu- striali, della Camera di Com- mercio e di banca Carisa.
IL VECCHIOPOTERE eracon il carbone. Ma anche le nuove leve. Come testimoniò nel 2014 uno scambio di messaggi sulla bacheca F ac eb oo k d ei Giovani democratici. Scrisse Andrea Spartaco Di Tullio, fi- glio, fra l’altro, del vicesindaco di Savona: “È un casino che scoppia perché così un procu- ratore va in pensione senten- dosi fiero di aver fatto un ot- timo lavoro. (…)Da quanti anni è che il Pd se ne preoccupa di- fendendoi lavoratori (…) e a- desso arriva sto scemo”. © RIPRODUZIONE RISERVATA il fatto quotidiano 16 luglio 2015

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