lunedì 13 luglio 2015
le 5 domande de il fatto quotidiano a Matteo Renzi dopo le intercettazioni e le trame per far cadere il governo Letta
Nomine e ricatti:
presidente,
adesso risponda q1. PERCHÈ , nel 2014,
ancora soltanto
segretario del Pd, interviene
per stoppare la conferma del
comandante della Guardia di
Finanza, generale Capolupo,
su richiesta di un suo
sottoposto, generale
Adinolfi, immischiandosi in
una nomina di esclusiva
competenza del governo e
del ministro dell'Economia?
q2. PERCHÈ , sempre
da segretario Pd,
supporta un ufficiale come
Adinolfi legatissimo a
Berlusconi, Gianni Letta e
Galliani, e proprio a lui
comunica l'intenzione di far
cadere il governo di Enrico
Letta con l'aiuto di
B e r l u s co n i ?
q3. ADINOLFI
comandava la Gdf in
Toscana e in Emilia Romagna,
competente a indagare sul
feudo di Bersani, rivale di
Renzi (lambito dalle indagini
della finanza sulla segretaria
dell'allora leader Pd), ma
anche sul feudo di Renzi, cioè
Firenze. Basti pensare che la
Finanza indagò per truffa la
ministra Josefa Idem per
un'assunzione nell'azienda di
famiglia che le fece lievitare
lo stipendio di consigliere
comunale, mentre nulla del
genere accadde per
l'assunzione di Renzi
nell'azienda di famiglia che
gli alzò indennità e contributi
pensionistici di presidente
della Provincia. Renzi ha mai
parlato di queste faccende
con Adinolfi? Non crede che
la sua famigliarità con il
generale possa appannare le
certezze dei cittadini su
un'azione equa della Gdf?
q4. ADINOLFI ,
secondo le
intercettazioni del Noe,
criticò la proroga del
comandante Capolupo e
alluse alle inconfessabili
ragioni di quella scelta (si
parla addirittura di un ricatto
all'allora capo dello Stato):
non crede che ora debba
dimettersi da comandante in
seconda della Gdf?
q5. PERCHÈ Re n z i ,
segretario del Pd, si
faceva dare dello “s t ro n zo”
da un generale che tuba al
telefono con Gianni Letta? tratte da Il Fatto quotidiano
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