domenica 8 marzo 2015

Il quadro normativo sui rifiuti




http://www.teaspa.it/attivita/ambiente/servizi_sul_territorio/quadro_normativo/


Negli ultimi anni ti è stato richiesto un impegno sempre maggiore nella riduzione della produzione dei rifiuti e nella raccolta differenziata di qualità.
Queste tendenze che caratterizzano il servizio ambiente del tuo Comune sono il frutto dell’elaborazione delle normative sui rifiuti che, partendo dalle direttive europee e passando attraverso le leggi nazionali, arrivano ad influenzare le Amministrazioni locali.
In Europa, in Italia: i riferimenti normativi

Il quadro normativo generale sui rifiuti è indicato dall’Unione Europea che, attraverso la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento e del Consiglio europeo, punta a creare una società europea del riciclaggio, dove crescita economica e produzione dei rifiuti smettano di andare di pari passo.
Obiettivo della Direttiva 2008/98/CE è proteggere l’ambiente e la salute umana attraverso:
  • la riduzione degli impatti negativi derivanti dalla produzione e dalla gestione dei rifiuti
  • un minore (e più efficace!) utilizzo delle risorse.
In Italia la principale fonte normativa sulla gestione dei rifiuti è la quarta parte del Decreto legislativo 152/2006 “Norme in materia ambientale”,detto anche Testo Unico Ambientale, che attua la direttiva 2008/98/CE e altre direttive comunitarie.
Prevenire è meglio che riciclare

Nella Direttiva 2008/98/CE l’Unione Europea chiede a tutti gli Stati Membri di gestire i propri rifiuti attraverso questa gerarchia di azioni:
  • prevenire la produzione dei rifiuti a monte
  • preparare i rifiuti per il riutilizzo
  • riciclare i rifiuti per ottenere nuovi prodotti
  • recuperare i rifiuti in altro modo utile (ad esempio per produrre energia)
  • smaltire i rifiuti (ad esempio in discarica).
Lo smaltimento dei rifiuti è considerato, quindi, solo l’ultima opzione per la gestione dei rifiuti, da prendere in considerazione solo se, nell’ordine, non si è riusciti a prevenirne la produzione o a trovare un modo efficace per riutilizzarli, riciclarli, recuperarli.
Ecco perché ti viene richiesto di ridurre al minimo la produzione di residuo secco non riciclabile che può essere solo destinato allo smaltimento.
Obiettivo 50% entro il 2020

Agli Stati Membri è richiesto di attivarsi per fare in modo che, entro il 2020, il 50% dei rifiuti domestici o simili (come carta, plastica, vetro, metalli) venga riciclato o riutilizzato per ottenere nuovi prodotti.
Con questa indicazione, l’Unione Europea dimostra di non puntare solo alla quantità dei rifiuti raccolti in modo differenziato ma, soprattutto, alla qualità della raccolta, unica garanzia per fare in modo che dal riutilizzo e dal riciclo dei rifiuti si ottengano nuovi prodotti.
Ecco perché ti viene richiesta la massima attenzione nella raccolta differenziata.

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