"Il CdA ha dovuto prendere atto della necessità di una riduzione importante delle attività che allo stato attuale generano un potenziale aumento dei costi complessivi del decommissioning". A dirlo è stato il presidente di Sogin Giuseppe Zollino nel corso di una audizione davanti la commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti. Sogin è la società pubblica per lo smantellamento delle centrali nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi. Poco prima Zollino aveva ricordato la riprogrammazione del piano quadriennale, avvenuta due volte nel giro di dieci mesi, che ha portato a 250 milioni di tagli complessivi per le attività svolte da Sogin. Per il Presidente "è chiaro che un ritardo nel completamento del decommissioning fa aumentare i costi di mantenimento in sicurezza dei siti, la cui quantificazione dipende da vari parametri".
Sogin è finanziata con la componente A2 della bolletta. "Se voi mi chiedete se in futuro potranno esserci recuperi o ulteriori ritardi sul piano quadriennale - ha proseguito Zollino - non posso escludere nè gli uni nè gli altri, ma credo che in entrambi i casi saranno di lieve entità. Sono comunque fiducioso che i tecnici di SOGIN sappiano affrontare e risolvere le difficoltà che hanno causato i tagli e penso che con grande tenacia si possa rispettare una pianificazione delle attività che rispetti i tempi che ci siamo dati", ha concluso Zollino
Sogin è finanziata con la componente A2 della bolletta. "Se voi mi chiedete se in futuro potranno esserci recuperi o ulteriori ritardi sul piano quadriennale - ha proseguito Zollino - non posso escludere nè gli uni nè gli altri, ma credo che in entrambi i casi saranno di lieve entità. Sono comunque fiducioso che i tecnici di SOGIN sappiano affrontare e risolvere le difficoltà che hanno causato i tagli e penso che con grande tenacia si possa rispettare una pianificazione delle attività che rispetti i tempi che ci siamo dati", ha concluso Zollino
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