Solidarietà alle lavoratrici licenziate, alle Signore Annamatia Pattaro e Patrizia Giannini, che devono ricorrere, ancora una volta, ad un atto estremo ed eclatante, quindi umiliante, per ottenere l'attenzione che ogni caso di lavoro, quindi umano e lesivo della dignità merita.
Oggi, in teoria, sarebbe la festa delle donne. Secondo me sarebbe più corretta una ricorrenza per sensibilizzare l'opinione pubblica sui diritti delle donne calpestati ogni giorno. Non credo ci sia nulla da festeggiare. Tanto più che mentre la regione Lazio continua ad assumere e a promuovere la casta, i suoi amici, i suoi esponenti (per esempio Bruno Creo e Paolo Torelli) continuano ad esserci vere ingiustizie sindacali. La privazione del posto di lavoro è un attentato, un attacco alla dignità umana. Come la costruzione di impianti inquinanti e devastanti. Sono donne anche quelle che sono costrette a vivere vicino discariche, centrali e depositi nucleari, emissioni cancerogene di centrali a biogas e biomasse. Per loro non c'è festa che tenga. Sono sempre gli inquinatori e i devastatori a fare festa. Anche oggi calpestando i diritti. Se non c'è rispetto delle donne non c'è rispetto della vita, che è sacra.
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