mercoledì 11 febbraio 2015
Terra dei Fuochi, i 9,7 milioni di euro per le bonifiche ambientali dirottati su Expo
di Nello Trocchia
I
l governo con una mano mette e con l’al -
tra toglie. Nel giro di qualche settimana
10 milioni di euro vengono prima destinati
all’emergenza ambientale in Campania e
poi dirottati al controllo dell’Expo. I deputati
del Movimento 5 Stelle hanno sollevato
la questione in commissione Difesa.
Nell’ultima legge di Stabilità è stata prevista
la somma di 10 milioni di euro per “la prosecuzione
– recita la voce dello stanziamento
– del concorso delle forze armate alle
operazioni di sicurezza e di controllo del
territorio finalizzate alla prevenzione dei
delitti di criminalità organizzata e ambientale
nelle province della Regione Campania”.
Successivamente, nel decreto Milleproroghe,
licenziato dal governo, quella cifra
viene sottratta all'iniziale impiego, e destinata
per 9,7 milioni di euro al progetto
strade sicure “anche in relazione – si legge –
alle straordinarie esigenze di sicurezza connesse
alla realizzazione dell’Expo”.
INSOMMA I FONDI per il contrasto alla criminalità
ambientale vengono spalmati e utilizzati
per altre finalità, per la terra dei fuochi
restano solo le briciole. Nulla è ancora deciso,
visto che il decreto legge arriverà in aula
la prossima settimana per l'iter di conversione
con i grillini che annunciano battaglia.
Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera
ed esponente del Movimento 5 Stelle, ha
perso il suo aplomb: “Dite pure a Renzi e
Alfano di venire a fare campagna elettorale
da queste parti. Gli sapremo dare l’acco -
glienza che meritano. Via a calci!”. A stretto
giro è arrivata la replica dei democratici.
L’ex Rifondazione comunista, poi Sel, oggi
Pd, Gennaro Migliore ha risposto
via Facebook: “I calci e pugni
che evoca Luigi Di Maio sono
la fotografia del vuoto etico e
politico di un presuntuosetto
senza arte né parte”. Oltre le
contumelie verbali resta la scelta
del governo di sottrarre fondi
al contrasto delle ecomafie per
destinarli alla sicurezza di Expo 2015. Una
decisione che anche Ermete Realacci (Pd),
presidente della commissione Ambiente
della Camera, bolla come “inaccettabile e da
cambiare”. Un taglio che arriva a un anno
esatto dall'approvazione del decreto Terra
dei fuochi. A dodici mesi di distanza il bilancio
è negativo, le misure adottate dal governo
sono risultate inefficaci. Nel 2014 sono
stati certificati 2500 roghi, di certo in diminuzione
rispetto all’anno precedente, ma
gli arrestati sono appena qualche decina. Il
fallimento è nei numeri. Non solo. Resta ancora
inapplicabile il delitto di disastro ambientale,
una criticità del nostro ordinamento
sollevata più volte anche dalla Direzione
nazionale antimafia e non è stato ancora approvato
il provvedimento che introduce i
delitti ambientali nel codice penale.
“TROPPI I RITARDI accumulati e mancate
bonifiche” denuncia l’associazione Legambiente
nel dossier “Terra dei fuochi, a che
punto siamo?” presentato proprio ieri. La
sottrazione di risorse, il fallimento del piano
anti-roghi del governo, il vuoto normativo si
inseriscono in una situazione ambientale
che resta drammatica. L’ultimo
allarme è stato lanciato durante
un’audizione in commissione
parlamentare sulle ecomafie. Il
procuratore della Repubblica di
Santa Maria Capua Vetere Raffaella
Capasso ha reso noti alcuni
accertamenti effettuati nella
zona di Maddaloni in provincia
di Caserta: “Abbiamo scoperto
che sono state ‘tombate’ 300.000
tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi,
tra gli anni Ottanta e gli
anni Novanta; un riversamento di 30.000
tonnellate di percolato direttamente in falda;
una conseguente contaminazione della
falda acquifera da arsenico, ma anche e soprattutto
da metalli pesanti, in particolare
manganese, 260 volte maggiore del valore
soglia”. E poi rivela un’ipotesi allarmante,
che ha trovato i primi riscontri in merito a
un altro sito di veleni, poco distante, che potrebbe
aver originato una migrazione della contaminazione in altri comuni. Insomma
l’ennesima bomba ambientale in un territorio
che fa i conti con l’inquinamento e con
l’abbandono dello Stato.
twitter: @nellotro ilfatto quotidiano 11 febbraio 2015
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