Sono ormai tanti i sindaci che si battono contro le centrali a biogas e biomasse. E spiegano ai loro colleghi ignavi che non hanno il coraggio di opporsi e di difendere i loro cittadini come si può e si deve fare per stoppare le centrali. Non ci sono scuse per i Don Abbondio, coloro che fanno finta di ascoltare i cittadini ma preferiscono poi compiacere gli apparati di provincia e comune e i poteri forti
fonte: http://www.lavoce-nuova.it/badia-lendinara/2013-06-01/%E2%80%9Ccos%C3%AC-ho-fermato-le-centrali-nel-mio-comune%E2%80%9D
Un sindaco: “Così ho fermato le centrali nel mio Comune”
Samantha Martello LENDINARA – Tiberio Businaro, sindaco di Carceri, è riuscito a bloccare l’insediamento di alcuni impianti a biomassa sul territorio del suo Comune, e lo ha raccontato a Lendinara, nell’incontro organizzato dal comitato Lasciateci respirare, nell’aula magna della scuola media. Relatore della serata è stato il primo cittadino del Comune padovano, che ha portato la propria esperienza di amministratore chiamato a dover fare i conti con diverse richieste di insediamento di impianti a biomassa nel territorio di Carceri. Tutto comincia nel 2008, con una richiesta di insediamento di un impianto a pirogassificazione che avrebbe utilizzato la pollina. Si costituisce il Comitato No fly zone, che si schiera da subito contro l’impianto, la cui vicenda arriva anche alla trasmissione televisiva Report. “Eletto sindaco, ho studiato il progetto e insieme all’assessore all’ambiente abbiamo cercato di capire come potevamo muoverci”, ha spiegato Businaro, che ha tirato il freno a mano della pratica in questione, mettendo sul tavolo aspetti come il piano del traffico e gli interventi di perequazione. Appena stoppato questo progetto, arriva però la richiesta per un biodigestore, anche questo fermato così come la richiesta per un altro impianto analogo, ricorrendo in questo caso al rischio idrogeologico legato all’area in cui sarebbe dovuto sorgere. E nel 2011, lo stop ad altri due impianti a biomassa. “Ci sono sempre delle soluzioni, se c’è la volontà di trovarle. A volte però un amministratore si trova la patata bollente e a quel punto deve dimostrare di saper agire con coraggio – ha commentato Businaro -Un sindaco lo è indipendentemente dal numero dei cittadini del suo Comune e gli strumenti normativi sono gli stessi”, ha aggiunto Businaro, informando che altri amministratori si sono rivolti a lui per avere consigli su come muoversi in questo tipo di situazioni. Ancora una volta, nel corso della serata, è stata stigmatizzata l’assenza dell’amministrazione comunale; eccezion fatta per i consiglieri Guglielmo Ferrarese della Lega Nord e Nabeel Bassal di Scelta Democratica. “Questi impianti fanno male alla salute, non portano alcun beneficio al territorio e sono fatti solo per motivi di pura speculazione”, ha ricordato Ferrarese. E dal Comitato Lasciateci respirare: “I nostri amministratori sono stati informati della situazione, anche attraverso la documentazione messa insieme dalla Consulta di Saguedo, Campomarzo e Barbuglio. Non potranno quindi dire, noi non sapevamo”.
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Un sindaco: “Così ho fermato le centrali nel mio Comune”
L’INCONTRO Una battaglia contro gli impianti a biomasse iniziata nel 2008. Amministrazione assente
La testimonianza del sindaco di Carceri, ospite del comitato Lasciateci respirare
Samantha Martello LENDINARA – Tiberio Businaro, sindaco di Carceri, è riuscito a bloccare l’insediamento di alcuni impianti a biomassa sul territorio del suo Comune, e lo ha raccontato a Lendinara, nell’incontro organizzato dal comitato Lasciateci respirare, nell’aula magna della scuola media. Relatore della serata è stato il primo cittadino del Comune padovano, che ha portato la propria esperienza di amministratore chiamato a dover fare i conti con diverse richieste di insediamento di impianti a biomassa nel territorio di Carceri. Tutto comincia nel 2008, con una richiesta di insediamento di un impianto a pirogassificazione che avrebbe utilizzato la pollina. Si costituisce il Comitato No fly zone, che si schiera da subito contro l’impianto, la cui vicenda arriva anche alla trasmissione televisiva Report. “Eletto sindaco, ho studiato il progetto e insieme all’assessore all’ambiente abbiamo cercato di capire come potevamo muoverci”, ha spiegato Businaro, che ha tirato il freno a mano della pratica in questione, mettendo sul tavolo aspetti come il piano del traffico e gli interventi di perequazione. Appena stoppato questo progetto, arriva però la richiesta per un biodigestore, anche questo fermato così come la richiesta per un altro impianto analogo, ricorrendo in questo caso al rischio idrogeologico legato all’area in cui sarebbe dovuto sorgere. E nel 2011, lo stop ad altri due impianti a biomassa. “Ci sono sempre delle soluzioni, se c’è la volontà di trovarle. A volte però un amministratore si trova la patata bollente e a quel punto deve dimostrare di saper agire con coraggio – ha commentato Businaro -Un sindaco lo è indipendentemente dal numero dei cittadini del suo Comune e gli strumenti normativi sono gli stessi”, ha aggiunto Businaro, informando che altri amministratori si sono rivolti a lui per avere consigli su come muoversi in questo tipo di situazioni. Ancora una volta, nel corso della serata, è stata stigmatizzata l’assenza dell’amministrazione comunale; eccezion fatta per i consiglieri Guglielmo Ferrarese della Lega Nord e Nabeel Bassal di Scelta Democratica. “Questi impianti fanno male alla salute, non portano alcun beneficio al territorio e sono fatti solo per motivi di pura speculazione”, ha ricordato Ferrarese. E dal Comitato Lasciateci respirare: “I nostri amministratori sono stati informati della situazione, anche attraverso la documentazione messa insieme dalla Consulta di Saguedo, Campomarzo e Barbuglio. Non potranno quindi dire, noi non sapevamo”.
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