martedì 10 febbraio 2015

caos rifiuti e la crisi di Latina Ambiente: Le promessa impossibile A ottobre il sindaco garantì ai soci il voto del Consiglio sull’a c c o rdo

Nei documenti dell’assemblea spunta il clamoroso retroscena rispetto al maxi credito
IN SEDE DI ASSESTAMENTO L’AMMINISTRAZIONE AVREBBE DOVUTO VOTARE L’ACCORDO TRANSATTIVO SUI 14 MILIONI DI EURO
DI TONJ ORTOLEVA Un impegno a nome del Consiglio comunale che adesso potrebbe costare caro, nei rapporti con Latina Ambiente, al sindaco Giovanni Di Giorgi. Lo scorso 15 ottobre 2014, nel corso dell’assemblea dei soci della spa, il primo cittadino prende la parola e dà ai presenti ampie rassicurazioni in merito alla questione del tavolo tecnico sull’extramontante, ossia sui crediti Tia pari a 14 milioni i euro vantati da Latina Ambiente. Nel documento dell’assemblea si lege, a pagina 6, che «il sindaco propone di distribuire gli utili di esercizio solo quando verrà perfezionata la stipula dell’ac - cordo transattivo, che recepirà le risultanze del tavolo tecnico». Il socio privato chiede quali siano tempi e Giovanni Di Giorgi replica che «l’accordo transattivo sarà ratificato nei termini previsti per l’assestamento di bilancio o al più entro la fine dell’anno si potrà giungere alla sottoscrizione dell’atto che, già predisposto, che dopo aver ottenuto il parere del Mef dovrà passare all’appro - vazione del Consiglio comunale». Cose, queste, ancora non avvenute. E dunque siamo ad oggi con Latina Ambiente che chiede il pagamento di quelle somme e il Comune che si trova nuovamente con le spalle al muro e di fronte al concreto rischio di vedere la società che gestisce il servizio rifiuti finire in liquidazione. Dunque il quella data il sindaco Di Giorgi prese l’impe - gno con la società di arrivare entro breve al voto del Consiglio comunale. Voto che, come si legge nella relazione sul bilancio 2013 della spa (presentata a settembre 2014), avrebbe garantito di definire la questione dell’extramontante Tia così da non avere effetti negativi sul bilancio 2014 e di ottenere il riconoscimento formale del credito Tia della società verso il Comune pari a 14 milioni di euro «che lo stesso ente - si legge nel documento - si occuperà di accertare, riscuotere e riversare nelle casse sociali». Il concetto sull’impor - tanza del voto in Consiglio lo aveva ribadito anche il collegio sindacale della società, sottolineando come fosse determinante per il futuro stesso dell’azienda. Adesso, dunque, il Comune ha un bel problema da risolvere. Intanto l’opposizione continua a avanzare dubbi sull’ipotesi di far proseguire Latina Ambiente sotto forma di municipalizzata. «Sarebbe una scelta sconcertante - spiega il consigliere del Pd Giorgio De Marchis - Dopo diciassette anni serve una svolta vera che può essere praticata – dice il consigliere democratico - soltanto con il superamento dell’attuale situazione e con l’af - fidamento del servizio mediante procedura ad evidenza pubblica, pensando a un capitolato d’ap - palto innovativo che possa garantire un servizio efficiente, moderno, a costi contenuti realizzabili attraverso le economie di scala. È stata chiesta ieri – dice De Marchis - la convocazione della commissione Ambiente con l’audi - zione dell’assessore Pansera. Alla seduta seguirà una raccolta di firme per la richiesta di convocazione del consiglio comunale nel quale verrà presentata la risoluzione per chiedere il superamento della Latina Ambiente e l’indi - zione di una gara europea per la scelta dell’azienda cui affidare il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani nel comune capoluogo». IL QUOTIDIANO - Martedì 10 Febbraio 2015 6 Latina

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