Cirilli
si oppone anche se un anno fa salvò Latina Ambiente proprio con la
previsione del Tmb
Un
impianto, mille amnesie
Il
Pd chiede di rivederne l’ubicazione, ma nel 2009 votò a favore in
Regione
DI
TONJ ORTOLEVA
C’è
il peggio dell’i poc ris ia
della
politica dietro l’im -
pianto
di trattamento dei rifiuti
che,
secondo quanto previsto,
dovrebbe
sorgere a Borgo Montello,
nell’area
di proprietà di Ecoambiente.
Centrodestra
e centrosinistra,
spesso
per ragioni di consenso, hanno
pubblicamente
mostrato il proprio
dissenso
nei confronti di questa
opera,
salvo poi sostenerla nei luoghi
deputati
a decidere. L’impianto
di
trattamento dei rifiuti non deve
essere
autorizzato, perché è già pre-
visto
dal piano regionale dei rifiuti.
La
Regione Lazio, attraverso i propri
uffici,
deve rinnovare l’Aia (autorizzazione
di
impatto ambientale).
Una
volta fatto questo, l’impianto
potrà
essere realizzato. Curiosa, in
questo
senso, la lettera con cui il
Partito
democratico provinciale ha
chiesto
a Nicola Zingaretti un incontro
proprio
per discutere di rifiuti e
per
chiedere, lo ha fatto capire bene
il
segretario provinciale Salvatore
La
Penna, di rivedere le scelte rispetto
all’impiantistica.
Vien da chiedersi
se
il Pd c’è o ci fa. Il piano
regionale
dei rifiuti è in gran parte
quello
votato dal consiglio regionale
quando
presidente era Piero Marrazzo
e
consiglieri pontini alla Pisana
Claudio
Moscardelli e Domenico Di
Resta.
Non risulta che allora i due
fossero
contrari a quegli impianti e
nemmeno
il centrosinistra lo era. Il
piano
è passato indenne alle altre
legislature,
arrivando ad oggi. L’im -
pianto
di Tmb a Montello era previsto
e
dal 2009 al 2015 sono passati
la
bellezza di sei anni senza alcun
cambio
o richiesta in tal senso. Come
minimo,
oggi, siamo fuori tempo
massimo.
Inoltre va ricordato agli
smemorati
che il piano regionale fu
scritto
sì prevedendo gli Ato provinciali,
ma
basando tutte le cifre sul
fabbisogno
regionale. Questo per
evitare
che ogni provincia si dotasse
di
impianti di incenerimento dei rifiuti,
esattamente
come voleva fare a
Latina
l’ex presidente Armando Cusani,
al
fine di chiudere autonomamente
il
ciclo sul territorio. Pensare
che
oggi Nicola Zingaretti possa
rimettere
mano al piano rifiuti e
spostare
l’impianto in zona industriale
come
chiede il Pd pontino,
appare
francamente assurdo. Perché
questo
non fu chiesto nel 2009, ad
esempio?
Ma
nel centrodestra le cose non
sono
certo migliori. Lo stesso ex
vicesindaco
Fabrizio Cirilli che da
qualche
settimana continua a dirsi
contrario
all’impianto, ha fatto parte
dell’amministrazione
che poco
meno
di un anno fa votò a favore
del
salvataggio di Latina Ambiente,
gravata
di un debito pesantissimo,
con
un piano di sviluppo legato
a
doppio filo proprio all’impianto
di
Tmb di Ecoambiente, società di
cui
detiene le quote. L’amministra -
zione
Di Giorgi sul tema mantiene
un
profilo molto basso, ben sapendo
appunto
che proprio attorno al
destino
di Montello si gioca buona
parte
del futuro del servizio rifiuti
nel
capoluogo. Nella riunione di
alcuni
giorni fa nell’ufficio del sindaco
coi
vertici di Latina Ambiente
ed
Ecoambiente e con il neo assessore
Alberto
Pansera, s’è proprio
discusso
di come, in futuro, promuovere
la
bontà dell’impianto di
trattamento,
cercando di far capire
ai
cittadini quali siano i lati positivi,
soprattutto
dal punto di vista economico.
La
prima stima di risparmi
viene
fatta girare attorno ai 2 milioni
di
euro l’anno.
Ad
ogni modo la politica rispetto
al
rinnovo dell’autorizzazione di
impatto
ambientale ha ruolo pressoché
pari
a zero. Si tratta infatti di
una
decisione completamente tecnica,
basata
in parte sull’avvio della
bonifica
della discarica da parte
di
Ecoambiente.
IL
QUOTIDIANO - Lunedì 12 Gennaio 2015
Latina
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