lunedì 10 novembre 2014

Riciclare il 91 per cento e far risparmiare la gente

LE BUONE PRATICHE
di Domenico
Finiguerra
I rifiuti? Non esistono! È il titolo del
nuovo libro di Marco Boschini e Ezio
Orzes.
E non si tratta certo di due pazzi visionari,
perché Boschini e Orzes sono due assessori
all’ambiente (Colorno il primo, Ponte nelle
Alpi il secondo) che da anni praticano e
diffondono concretamente le migliori esperienze
sostenibili; raggiungendo risultati
eccezionali e contaminando attraverso l’A ssociazione
dei Comuni Virtuosi centinaia
di “altri” amministratori in tutta Italia.
CON UN LINGUAGGIO SEMPLICE e divulgativo
l’infralibro edito da EMI ci illustra
sostanzialmente due cose: la prima apparentemente
ovvia, la seconda decisamente
no.
1. Più si ricicla, meno si producono rifiuti,
meno si paga.
2. Funziona tutto meglio se a gestire il servizio
è un ente pubblico. Incredibile.
Ma qual è il segreto? Boschini e Orzes hanno
una convinzione, suffragata da dati precisi:
se si ricicla, i rifiuti diminuiscono di numero
e volume, anzi diventano strumento per altro,
ovvero possono produrre lavoro e ricchezza.
I due autori dimostrano che funziona meglio
una tassa comunale che non prenda in
considerazione i metri quadrati di una casa
o di un ufficio, bensì la capacità dei cittadini
di produrre rifiuti differenziati.
Lo dicono i numeri reali: il rifiuto indifferenziato
(il «secco») scende da 320 chilogrammi
procapite a 40 chilogrammi, e la
differenziata sale dal 27 all’84 per cento! E
ovviamente le famiglie sarebbero le prime a
trarne un grande beneficio: prendendo
l’esempio trevigiano del consorzio Priula, a
fronte di 240 euro di tassa su scala nazionale,
con la differenziata «spinta» le famiglie pagano
160 euro. Un terzo in meno!
Ma la cosa davvero stupefacente, in questi
giorni in cui emergono immondizia e rifiuti
tossici dal sottosuolo, è che «le migliori
esperienze europee nei servizi di raccolta
differenziata sono italiane, gestite da società
e consorzi pubblici».
Le società pubbliche hanno una raccolta differenziata
del 73,5 per cento a fronte della
media nazionale del 35. L’emblema di questa
buona gestione pubblica è proprio Ponte
nelle Alpi, passato dal 23 all’80 per cento di
differenziata in un solo mese, fino ad arrivare
al 91,5 per cento di oggi: i cittadini
producono solo 30 chili di rifiuto secco,
contro i 350 della media nazionale. Il risparmio
economico? Ben 430 mila euro
all’anno, investiti in lavoro, occupazione e
servizi.
Un miracolo? No, semplici amministratori
devoti al territorio e alla cosa pubblica e
cittadini consapevoli, informati e parsimoniosi.

il fatto quotidiano 10 novembre 2014

Nessun commento: