LE
BUONE PRATICHE
di
Domenico
Finiguerra
I
rifiuti? Non
esistono! È il titolo del
nuovo
libro di Marco Boschini e Ezio
Orzes.
E
non si tratta certo di due pazzi visionari,
perché
Boschini e Orzes sono due assessori
all’ambiente
(Colorno il primo, Ponte nelle
Alpi
il secondo) che da anni praticano e
diffondono
concretamente le migliori esperienze
sostenibili;
raggiungendo risultati
eccezionali
e contaminando attraverso l’A ssociazione
dei
Comuni Virtuosi centinaia
di
“altri” amministratori in tutta Italia.
CON
UN LINGUAGGIO SEMPLICE e
divulgativo
l’infralibro
edito da EMI ci illustra
sostanzialmente
due cose: la prima apparentemente
ovvia,
la seconda decisamente
no.
1.
Più si ricicla, meno si producono rifiuti,
meno
si paga.
2.
Funziona tutto meglio se a gestire il servizio
è
un ente pubblico. Incredibile.
Ma
qual è il segreto? Boschini e Orzes hanno
una
convinzione, suffragata da dati precisi:
se
si ricicla, i rifiuti diminuiscono di numero
e
volume, anzi diventano strumento per altro,
ovvero
possono produrre lavoro e ricchezza.
I
due autori dimostrano che funziona meglio
una
tassa comunale che non prenda in
considerazione
i metri quadrati di una casa
o
di un ufficio, bensì la capacità dei cittadini
di
produrre rifiuti differenziati.
Lo
dicono i numeri reali: il rifiuto indifferenziato
(il
«secco») scende da 320 chilogrammi
procapite
a 40 chilogrammi, e la
differenziata
sale dal 27 all’84 per cento! E
ovviamente
le famiglie sarebbero le prime a
trarne
un grande beneficio: prendendo
l’esempio
trevigiano del consorzio Priula, a
fronte
di 240 euro di tassa su scala nazionale,
con
la differenziata «spinta» le famiglie pagano
160
euro. Un terzo in meno!
Ma
la cosa davvero stupefacente, in questi
giorni
in cui emergono immondizia e rifiuti
tossici
dal sottosuolo, è che «le migliori
esperienze
europee nei servizi di raccolta
differenziata
sono italiane, gestite da società
e
consorzi pubblici».
Le
società pubbliche hanno una raccolta differenziata
del
73,5 per cento a fronte della
media
nazionale del 35. L’emblema di questa
buona
gestione pubblica è proprio Ponte
nelle
Alpi, passato dal 23 all’80 per cento di
differenziata
in un solo mese, fino ad arrivare
al
91,5 per cento di oggi: i cittadini
producono
solo 30 chili di rifiuto secco,
contro
i 350 della media nazionale. Il risparmio
economico?
Ben 430 mila euro
all’anno,
investiti in lavoro, occupazione e
servizi.
Un
miracolo? No, semplici amministratori
devoti
al territorio e alla cosa pubblica e
cittadini
consapevoli, informati e parsimoniosi.
il fatto quotidiano 10 novembre 2014
Nessun commento:
Posta un commento