Non è che i biomassisti/biuomassoni abbiano inventato un nuovo business? La Renovo, come è noto a chi segue le squallide cronache della biomasse (cronache di un paese che peggiore non ci può essere) è una società mantovana molto vicina a Legambiente che ha promozionato il progetto "sostenibile" (come no?) concepito della stessa società: 50 centrali a biomasse in tutta Italia. Un progetto portato in giro per l'Italia spacciandolo per una meraviglia ecologica dal TRENO VERDE dei legambientini.
Una bella raffica di centrali, sperando, con la benedizione del cigno (nero di fuliggine), di tirare il pacco ad almeno una significativa percentuale della malcapitate comunità prese di mira. In conto, ovviamente, i nostri amici ci mettono qualche STOP dai biechi NIMBY. Ne chiedo 50 per portarne a casa 20.
Probabilmente si sono anche detti tra loro che dove i cittadini nonsi bevono la storiella dell'energia pulita e capiscono che di posti di lavoro nisba (mentre benzopirene, micropolveri ecc. tanto) c'è sempre la possibilità di incastrare le amministrazioni riottose, costrette a fare dietrofront sotto la pressione dei Comitati, con la richiesta di danni milionari. Di qui, viste le cause in atto, potrebbe saltar fuori un bel profitto. Tanto palese che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) capirlo anche i TAR.
fonte: http://www.molfettalive.it/news/Cronaca/336137/news.aspx
Una bella raffica di centrali, sperando, con la benedizione del cigno (nero di fuliggine), di tirare il pacco ad almeno una significativa percentuale della malcapitate comunità prese di mira. In conto, ovviamente, i nostri amici ci mettono qualche STOP dai biechi NIMBY. Ne chiedo 50 per portarne a casa 20.
Probabilmente si sono anche detti tra loro che dove i cittadini nonsi bevono la storiella dell'energia pulita e capiscono che di posti di lavoro nisba (mentre benzopirene, micropolveri ecc. tanto) c'è sempre la possibilità di incastrare le amministrazioni riottose, costrette a fare dietrofront sotto la pressione dei Comitati, con la richiesta di danni milionari. Di qui, viste le cause in atto, potrebbe saltar fuori un bel profitto. Tanto palese che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) capirlo anche i TAR.
fonte: http://www.molfettalive.it/news/Cronaca/336137/news.aspx
Centrale biomasse: dopo il no del Comune, la Renovo chiede risarcimento di oltre 6 milioni di euro
Le ragioni del Comune davanti al Tar saranno difese dall'avv. Felice Eugenio Lorusso
Molfetta (Bari) 14.11.14. La Renovo Bioenergy Molfetta Srl, la società a cui è stato negato dalla conferenza di servizi indetta dal Comune il permesso per la costruzione di una centrale termoelettrica a biomasse, ha chiesto al Comune di Molfetta un risarcimento di 6.257.000 euro.
La richiesta di risarcimento è contenuta nel ricorso promosso dalla Renovo Bioenergy al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) di Bari, contro la decisione della conferenza di servizi assunta lo scorso 24 giugno.
Il danno quantificato dalla Renovo è calcolato in 257.000 euro a titolo di danno emergente e in 6.000.000 di euro a titolo di lucro cessante.
Il Comune di Molfetta ha nominato un legale pre resistere in giudizio: si tratta dell'avv. Felice Eugenio Lorusso di Bari.
Nella determina di incarico all'avvocato Lorusso, sono state ribadite le ragioni del no pronunciato a giugno dal Comune, oltre alla ritenuta infondatezza della richiesta risarcitoria. Le riportiamo di seguito:
a) Il piano di approvigionamento dell’impianto non corrisponde ai contenuti minimi previsti dall’allegato 1 al regolamento regionale n. 12/2008, in quanto non definisce compiutamente le modalità di approvigionamento della biomassa, non valuta i costi, i consumi e le emissioni legate al trasporto della biomassa; non contiene copia dei contratti di approvigionamento, coperti da garanzia fideiussoria bancaria;
b) Non risulta documentato l’uso produttivo, per fini civili o industriali, della maggior parte del calore residuo associato alla produzione di energia elettrica, ai sensi dell’art. 4, comma 5 del citato R.R. attraverso convenzioni, contratti o accordi con aziende.
c) Non risulta acquisito il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico, stabilito dagli articoli 95, 97 e 98 del d.lgs. 1 agosto 2003, n. 259 e dal Testo Unico delle leggi sulle acque e impianti elettrici 11 dicembre 1933, n. 1775, per la linea elettrica a servizio dell’impianto.
d) Non risulta fondato né giustificato il richiesto risarcimento di €. 6.257.000,00.
b) Non risulta documentato l’uso produttivo, per fini civili o industriali, della maggior parte del calore residuo associato alla produzione di energia elettrica, ai sensi dell’art. 4, comma 5 del citato R.R. attraverso convenzioni, contratti o accordi con aziende.
c) Non risulta acquisito il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico, stabilito dagli articoli 95, 97 e 98 del d.lgs. 1 agosto 2003, n. 259 e dal Testo Unico delle leggi sulle acque e impianti elettrici 11 dicembre 1933, n. 1775, per la linea elettrica a servizio dell’impianto.
d) Non risulta fondato né giustificato il richiesto risarcimento di €. 6.257.000,00.

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