giovedì 6 novembre 2014

Alta radioattività nelle renne norvegesi in seguito alle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl

Traduzione di ProgettoHumus da http://www.thelocal.no
Livelli di radioattività più alti del normale sono stati rilevati tra gli animali da pascolo della Norvegia, in particolare nelle popolazioni di renne. Lo ha rilevato uno studio, pubblicato lo scorso lunedì.

Quasi trent’anni dopo l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, quest’anno si è compiuta una nuova misurazione della radioattività negli animali dei pascoli norvegesi, tra l’altro già rilevata nel corso degli anni.

Lavrans Skuterud, scienziato presso l’Autorità norvegese per la Protezione dalle radiazioni (Statens strålevern), ha dichiarato: “Quest’anno i livelli sono estremi”.

Nel mese di settembre, 8200 becquerel di Cesio 137 radioattivo per chilogrammo, sono stati rilevati nelle renne provenienti da Vaga Reinlag AS, a Jotunheimen, nella Norvegia centrale. 
In confronto, i livelli più elevati che erano stati registrati nello stesso luogo, a settembre 2012, erano pari a 1.500 bq

Quest’anno, i ricercatori hanno anche effettuato misurazioni della radioattività nelle pecore norvegesi.
Sia a Valdres, nel sud-ovest del Paese ed a Gudbrandsdalen, nella zona sud-orientale, sono stati rilevati 4500 bq di Cesio, ogni chilogrammo di carne ovina.

600 bq per chilogrammo è il limite consentito di sicurezza per le carni ovine affinchè possano essere destinate al consumo umano.

Lo scienziato è abbastanza sicuro circa la causa della contaminazione.
“Quest’anno c’è stata una grande quantità di funghi. La loro stagione è durata per lungo tempo. I funghi sono cresciuti molto in alta montagna”.
La diffusione del “fungo zingara” (Cortinarius Caperatus) è un problema.

Questo fungo è un buon alimento sia per le persone che per gli animali. Ma ha una brutta caratteristica: può assorbire grandi quantità di radioattività.

Skuterud è ancora sorpreso dagli alti livelli di quest'anno.
“L’incidente di Chernobyl è avvenuto nel 1986, quasi trent’anni fa…”, dice lo scienziato.

Il reattore nucleare di Chernobyl è stato fatto per funzionare a “buon mercato” ma purtroppo era fondamentalmente instabile. 
Il cesio 137, ha un tempo di dimezzamento fisico pari a 30 anni. Ciò significa che solo fra due anni scomparirà la metà del fallout radioattivo sulla Norvegia.

Spiega Skuterud: “Il livello di radioattività nell’ambiente dovrebbe diminuire più velocemente di quello rilevato negli animali. Una parte di questo regredisce nel sottosuolo. Solo una piccola parte di questa finisce nella catena alimentare. Quando invece notiamo i valori negli animali al pascolo in autunno, questi vanno su e giù e sembrano essere eterni. Si dovrebbe verificare comunque una diminuzione dei valori nelle renne nel corso della stagione invernale”. http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=2238

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