lunedì 13 ottobre 2014

l'alluvione a Genova era prevista ma il governo e Renzi hanno ignorato l'allarme delle ditte di 2 mesi fa

Le ditte: “Fateci fare i lavori,
rischio serio”. Era il 5 agosto
LA LETTERA indirizzata al premier Matteo Renzi il 5 agosto
scorso dai legali delle ditte che dovevano occuparsi della messa
in sicurezza del torrente Bisagno, rimasta in un cassetto di Palazza
Chigi senza risposta alcuna, inchioda il governo alle proprie
responsabilità. “Tutti i ricorsi sono stati respinti. Nulla
osta ad un avvio effettivo dell’incarico. Gli ultimi eventi alluvionali
hanno evidenziato le criticità idrogeologiche del territorio
di Genova e della Regione e – con l’avvicinarsi della stagione
autunnale – rimandare e temporeggiare ancora espone la
collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre
2011”. Puntualmente la tragedia, infatti, si è presentata.
Il contenuto della lettera è stato rivelato dal Tgla7 nell’edizione
di sabato sera e pubblicato già sul Fatto Quotidiano di ieri. Come
se niente fosse, però, il premier Renzi ieri è ovviamente intervenuto
sulla tragica alluvione di Genova, senza far minimamente
riferimento alla questione. Silenzio di tomba sul tema.
Vedo i ragazzi che spalano il fango – ha scritto il premier su
Facebook – dalle strade e a loro va il mio grazie. Userò la stessa
determinazione per spazzare via il fango della mala burocrazia,
dei ritardi, dei cavilli”. Insomma, cavilli, burocrazia e ritardi.
Ma ritardi di chi? Incurante del ridicolo Renzi continua: “E assicuro
ai genovesi, che non si sono piegati e che si sono rimboccati
le maniche per spalare via fango e detriti dal loro futuro,
l’impegno economico del Governo fin dalla legge di stabilità
cui stiamo lavorando in queste ore”: promette 2 miliardi
per il dissesto idrogeologico in tutta Italia. Ci mancherebbe pure
non lo facesse. Ma insiste: “C’è bisogno di sbloccare i cantieri,
come abbiamo iniziato a fare con l’unità di missione. Di
superare la logica dei ricorsi e controricorsi che rendono gli appalti
più utili agli avvocati che non ai cittadini”. Ecco, appunto.
g. cal.


il fatto quotidiano 13 ottobre 2014

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