mercoledì 15 ottobre 2014

discariche e rifiuti del Lazio la comunità europea dichiara inadempiente l'Italia e la regione anche per Borgo Montello

purtroppo come cittadini continuiamo ad avere ragione. Una situazione già rappresentata nella commissione ambiente a Bruxelless a novembre dello scorso anno. Avevamo anticipato alcune situazioni, a Borgo Montello, poi evidenziate dalle indagini che hanno portato agli arresti e ai sequestri. E' evidente che se a gennaio, dopo gli arresti e i sequestri, abbiamo chiesto alle amministrazioni, alle istituzioni, ai politici di sapere se stavano dalla parte della salute, del territorio, dei cittadini, dell'autodeterminazione, della tutela dell'imprenditoria locale oppure dalla parte degli speculatori e degli impianti inquinanti la mancanza di risposte o di prese di posizione verso cittadini e salute è di per sè una risposta.


EUROPA-REGIONI:RIFIUTI LAZIO; CORTE UE, ITALIA INADEMPIENTE
EST INR X019 EUROPA-REGIONI:RIFIUTI LAZIO; CORTE UE, ITALIA INADEMPIENTE Trattamento inadeguato. Situazione riferita ad agosto 2012 (ANSA) - BRUXELLES, 15 OTT - La Corte europea riconosce la validità della documentazione presentata dalla Commissione Ue e dichiara l'Italia inadempiente per le discariche di Roma (Malagrotta, Colle Fagiolara, Cupinoro, Montecelio-Inviolata e Fosso Crepacuore) e delle due discariche del SubAto di Latina ubicate a Borgo Montello. Secondo i giudici, al primo agosto 2012 (scadenza del termine stabilito nella procedura di infrazione della Commissione) il trattamento dei rifiuti in Lazio era inadeguato e chiede che l'Italia si conformi. La Corte riconosce quindi che al primo agosto 2012 la situazione nella Regione Lazio non era conforme alle prescrizioni delle direttive 2008/98 e 1999/31, che si fondano sull'idea che l'interramento, così come qualsiasi altro trattamento di rifiuti, debba essere controllato e gestito in modo da prevenire o ridurre i potenziali effetti negativi su ambiente e salute. In quella data, spiegano infatti i giudici, non erano state adottate «tutte le misure necessarie per un'adeguata selezione delle diverse frazioni e la stabilizzazione della parte organica, e non era stata creata una rete integrata ed adeguata di impianti di gestione dei rifiuti, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili», evidenziando quindi «un deficit di capacità di trattamento meccanico-biologico». La Corte ribadisce perciò che «gli Stati membri devono prendere le misure necessarie affinchè solo i rifiuti già trattati vengano collocati a discarica». Sottolinea che «la nozione di 'trattamentò comprende i processi fisici, termici, chimici o biologici (inclusa la cernita), che modificano le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa, di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero». La mera triturazione o compressione dei rifiuti indifferenziati, senza un'adeguata selezione e una qualche forma di stabilizzazione delle diverse frazioni, non risponde agli obiettivi della direttiva. (ANSA). AN 15-OTT-14 11:55 NNN
FINE DISPACCIO

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