Sei manager di Green Holding, tra cui il figlio dell'imprenditore lombardo, sono accusati di aver sottratto 34 milioni: "La Lamborghini? Provala, poi vediamo se la prendiamo in Polonia"
di Andrea Tornago | 17 ottobre 2014 I soldi che servivano per la bonifica e la post-gestione della discarica sparivano inLussemburgo. E finivano in auto di lusso, appartamenti e persino un castello da ristrutturare.Dopo gli arresti ordinati giovedì dalla Procura di Latina nei confronti di sei manager del gruppoGreen Holding, colosso lombardo dello smaltimento rifiuti, accusati di peculato per aver sottratto 34 milioni di euro destinati alle bonifiche della discarica Indeco di Borgo Montello, dalle intercettazioni dell’inchiesta della squadra mobile di Latina emergono gli interessi dei “signori dei rifiuti”. I manager di Green Holding – tra cui Andrea Grossi, figlio di Giuseppe, il “re delle bonifiche” lombardo coinvolto nell’affare Montecity-Santa Giulia – parlano di appartamenti, ristrutturazioni al castello di Brignano Gera d’Adda a Bergamo acquistato dalla holding di Segrate, auto sportive da 450mila euro da immatricolare in Polonia e progetti di “impiantini” da realizzare di fronte all’Ilva di Taranto. In esclusiva ecco le intercettazioni dell’indagine “Evergreen” dei pm Nunzia D’Elia e Luigia Spinelli della Procura di Latina.
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