sabato 5 luglio 2014

Ilva, la mortalità infantile è choc

Veleni. I dati di un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità riguardano la fascia pediatrica tra gli 0 e i 14 anni
La  mor­ta­lità infan­tile nella fascia pedia­trica tra gli zero e i 14 anni è aumen­tata a Taranto del 21% rispetto alla media regio­nale pugliese insieme al tasso di ospe­da­liz­za­zione per le malat­tie respi­ra­to­rie acute. Per tutti i tumori è stato regi­strato un eccesso di inci­denza più che dop­pio: +54%. Nel corso del primo anno di vita vi è un eccesso di mor­ta­lità per tutte le cause (+20%) ascri­vi­bile all’eccesso di mor­ta­lità per alcune con­di­zioni mor­bose di ori­gine peri­na­tale (+45%): per que­sta stessa causa si osserva un eccesso di ospe­da­liz­za­zione (+17%).
Sono gli ultimi dati choc dell’Istituto Supe­riore di Sanità (Iss) all’interno del pro­getto «Sen­tieri», pub­bli­cato aggior­nato lo scorso mag­gio e basato su dati del 2008. La scorsa pri­ma­vera, sono stati resi noti i dati che con­fer­ma­vano come la mor­ta­lità per tutte le cause, tutti i tumori, l’apparato cir­co­la­to­rio, respi­ra­to­rio e dige­rente rivela, in entrambi i generi, pre­sen­tasse eccessi rispetto al rife­ri­mento regionale.
Con­si­de­rate le pole­mi­che, ieri l’Iss è inter­ve­nuta con una nota uffi­ciale. Il pro­getto «Sen­tieri» è uno stu­dio di tipo eco­lo­gico e «non prende in con­si­de­ra­zione le espo­si­zioni dei sin­goli indi­vi­dui a par­ti­co­lari inqui­nanti, ma esa­mina la situa­zione sani­ta­ria delle popo­la­zioni che risie­dono in luo­ghi in cui sono pre­senti sor­genti di inqui­na­mento». Lo stu­dio, in linea gene­rale, non per­mette la valu­ta­zione di nessi cau­sali, ma può indi­vi­duare situa­zioni di pos­si­bile rile­vanza sani­ta­ria da appro­fon­dire con studi mirati. «Lo stu­dio con­ferma le cri­ti­cità del pro­filo sani­ta­rio della popo­la­zione di Taranto emerse in pre­ce­denti inda­gini – con­ti­nua la nota – Le ana­lisi effet­tuate usando tre indi­ca­tori sani­tari segna­lano eccessi di rischio per le pato­lo­gie per le quali è vero­si­mile pre­sup­porre un con­tri­buto ezio­lo­gico delle con­ta­mi­na­zioni ambien­tali che carat­te­riz­zano l’area in esame, come causa o con­causa, qua­liù: tumore del pol­mone, meso­te­lioma della pleura, malat­tie dell’apparato respi­ra­to­rio nel loro com­plesso, malat­tie respi­ra­to­rie acute, malat­tie respi­ra­to­rie croniche».
IIl sin­daco di Taranto, Ippa­zio Ste­fàno ha scritto al Mini­stro della Salute Bea­trice Loren­zin sol­le­ci­tando la nomina di una «com­mis­sione che possa valu­tare tutte le azioni che sono state poste in essere fino ad oggi». «Voglio capire — ha scritto Ste­fàno — se quanto è stato fatto va nella dire­zione della pre­ven­zione, del con­trollo e della tera­pia». Per Edo Ron­chi, sub­com­mis­sa­rio all’Ilva il cui man­dato è sca­duto il 4 giu­gno scorso, «gli effetti dell’inquinamento sto­rico dure­ranno a Taranto per anni, anche se oggi la qua­lità dell’aria è migliore». Ron­chi insi­ste sul fatto che «i dati da me resi pub­blici, quelli dell’Arpa Puglia, hanno evi­den­ziato chia­ra­mente i miglio­ra­menti della qua­lità dell’aria inter­ve­nuti nel 2013» e che quelli resi pub­blici dallo stu­dio dell’Iss riflette gli effetti dell’inquinamento sto­rico degli anni pas­sati: effetti che si mani­fe­ste­ranno ancora pur­troppo per diversi anni anche se le emis­sioni indu­striali fos­sero azzerate».
Nella Terra dei Fuo­chi l’Istituto Supe­riore di Sanità ha riscon­trato eccessi di mor­ta­lità e di rischio per gli adulti e un eccesso di ospe­da­liz­za­zione per i bam­bini — affer­mano Ales­san­dro Mare­scotti, pre­si­dente di Pea­ce­link, e Ful­via Gra­vame, respon­sa­bile nodo Pea­ce­Link Taranto — A Taranto si regi­strano gravi cri­ti­cità per gli adulti a cui si somma anche, cosa ancor più grave, un eccesso di mor­ta­lità per bam­bini. Quindi i bam­bini di Taranto sono un’emergenza nazio­nale che non ha eguali in Italia».
Clima di tensione 
Per pro­vare ad arre­stare l’irreversibile crisi finan­zia­ria dell’Ilva, il governo è pronto ad inter­ve­nire con un nuovo decreto che il Con­si­glio dei Mini­stri pare inten­zio­nato a varare entro l’11 luglio. Andrà ad imple­men­tare quanto pre­vi­sto dalla legge n. 6 appro­vata lo scorso feb­braio. L’esecutivo ha con­vinto le ban­che, Intesa San Paolo, Uni­cre­dit e Banco Popo­lare, a con­ce­dere alla società un pre­stito ponte, attra­verso il mec­ca­ni­smo della pre­de­du­zione. La con­ferma è arri­vata dal mini­stro dello Svi­luppo eco­no­mico Fede­rica Guidi, dopo l’incontro avuto nella serata di gio­vedì a Roma con i sin­da­cati metal­mec­ca­nici. Il pre­stito, non meno di 3–400 milioni di euro, si è reso neces­sa­rio per evi­tare il fal­li­mento dell’Ilva. Gli sti­pendi di giu­gno saranno rego­lar­mente retri­buiti, anche se mon­chi del pre­mio di pro­du­zione che per gli ope­rai è una sorta di quat­tor­di­ce­sima. Le risorse ser­vi­ranno all’Ilva per tor­nare a pagare le ditte dell’indotto e dell’appalto del side­rur­gico taran­tino, che van­tano cre­diti per oltre 46 milioni di euro.Ciò con­sen­tirà all’azienda di restare in vita sino a dicembre.
Il clima all’Ilva resta molto teso. A Taranto sono in corso da giorni le assem­blee di fab­brica dove si sono vis­suti momenti di scon­tri accesi tra ope­rai e sin­da­cati. A Genova i lavo­ra­tori sono scesi in piazza per due giorni con­se­cu­tivi, bloc­cando la sta­zione e arri­vando allo scon­tro con le forze dell’ordine all’esterno della Prefettura.http://ilmanifesto.info/ilva-la-mortalita-infantile-e-choc/

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