sabato 5 luglio 2014

il presidente dei verdi Angelo Bonelli “Taranto, strage dei bambini Lo Stato è complice dell’Ilva”

MANI
SPORCHE
Presenterò un esposto
per omicidio continuato
La mortalità dei bimbi
è più alta del 21% rispetto
alla media regionale
E il governo alza il limite
degli scarichi tossici
di Beatrice Borromeo
Presenterò un esposto
per omicidio e
disastro ambientale
continuato.
Chiedo alla Procura di Taranto
di aprire un nuovo filone
d’inchiesta, ora che i dati
dell’Istituto Superiore della
sanità hanno dimostrato che
questi reati sono stati reiterati
per anni”. Per il presidente
dei Verdi, Angelo Bonelli,
i responsabili non sono
più, solo, i dirigenti dell’Ilva:
È colpevole anche lo Stato”.
Cosa contesta, Bonelli, allo
Stato?
Di non aver fatto nulla, di essere
stato inadempiente.
Questo immobilismo ha
consentito all’inquinamento
di perdurare. E ora a Taranto
vediamo un incremento della
mortalità infantile per tutte le
cause: il 21 per cento in più
rispetto alla media regionale.
È il dato più alto che si sia mai
registrato. E l’eccesso dell’i ncidenza
dei tumori nella fascia
0-14 anni è addirittura
del 54 per cento. Sono studi
che si riferiscono al 2011,
mentre il processo “ambiente
svenduto” si ferma prima.
Tocca ai magistrati agire.
Eppure erano stati stanziati
119 milioni di euro per le bonifiche.
Ne hanno usati solo 15, per
interventi marginali. Intanto
però il decreto del ministro
Galletti alza il limite degli
scarichi tossici a mare, e la
ministra Guidi vuole ammazzare
le energie rinnovabili.
Il governo di Matteo
Renzi ha ben poco di ambientalista.
Preferisce fare i
regalini alle acciaierie e alle
centrali a carbone. E poi, se la
mortalità infantile di Taranto
è cresciuta in media del 21
per cento, immaginate quanto
è salita nel quartiere Tamburi.
Il sub-commissario Ilva
Edo Ronchi dice che qui
l’aria è più pulita che a Milano?
Sono senza parole.
Ronchi, nell’intervista rilasciata
al Fatto, spiega che in
Lombardia si sfora il limite
delle polveri sottili più che
nel capoluogo pugliese.
Peccato che questo non voglia
dire nulla. L’aria di Roma
o Milano è sicuramente avvelenata
dallo smog, ma le
polveri di Taranto hanno una
composizione chimica che
non si può paragonare ad altre
città: dentro ci sono metalli
pesanti, cromo, benzo(
a)pirene. È altamente tossica.
Questo però, ribatte il
sub-commissario, non è regolato
da alcuna normativa.
È vero: la legge non ne parla.
Ma che quelle polveri siano
pericolose per la salute, pure
in quantità ridotte, lo sa benissimo
anche Ronchi. Persino
quando indagava la procura,
non c’erano particolari
sforamenti di polveri.
Il sub-commissario cita dati
dell’Arpa, che sono ufficiali.
L’Arpa l’ha pure smentito. E
noi abbiamo assistito alla trasformazione
di un ambientalista
in un tecnocrate, che
deve dimostrare a chi l’ha
messo su quella poltrona di
essere affidabile, sulla falsariga
di chi sosteneva che i tumori
dei tarantini sono dovuti
alle sigarette. La diminuzione
della polvere non è
figlia del risanamento: è la diretta
conseguenza della riduzione
della produzione. Non
sono stati applicati i filtri perché
costano 70 milioni di euro.
A Taranto si accumulano
veleni da decenni.
Infatti Ronchi dà la colpa
all’inquinamento storico.
E dice pure che non gli risulta
che dall’Ilva esca piombo, il
che fa rabbrividire. In Italia,
secondo i dati del registro
Ines – che quantifica le emissioni
inquinanti in atmosfera
vengono sparsi nell’aria
quasi 100 mila chili di piombo
ogni anno. L’Ilva Spa, proprio
quella di Taranto, ne
spara circa 75 mila chili. Il
che significa che il coefficiente
d’incidenza dell’Ilva sulla
quantità di piombo che si respira
è quasi del 70 per cento.
Che un sub-commissario
non sappia queste cose fa accapponare
la pelle.
Ronchi sostiene però che il
piombo – ritrovato anche nel
sangue dei bambini di Tamburi
non sia particolarmente
dannoso per la salute.
Uno studio di Oxford ha testato
141 tarantini, metà uomini
e metà donne. Il valore
medio di piombo nel loro
sangue è di 10,8 microgrammi
al litro, mentre la quantità
tollerabile per l’organismo è
tra gli 0,5 e i 3,5 microgrammi
al litro.
Quali sono gli effetti del
piombo sull’organismo umano?
Agisce sul sistema nervoso,
provoca danni renali ed è
molto pericoloso per le donne
incinte, perché causa deficit
neurologici sui nascituri.
Infatti a Taranto l’incidenza
di queste patologie è molto
alta.
Quindi lei sostiene che i dati
Arpa non siano indicativi?
Sì, e non sono solo: anche il
direttore generale di Arpa
Giorgio Assennato, quando
gli hanno fatto notare che
l’aria dentro l’acciaieria risulta
meno contaminata di
quella di Taranto, ha detto
che quei dati non sono attendibili.
Come si spiega
questo fenomeno? Vogliamo
dire che è la città di Taranto
ad avvelenare l’Ilva?

Twitter: @BorromeoBea il fatto quotidiano 5 lulio 2014

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