La società ha confermato quanto dichiarato nei giorni scorsi: "Discarica in esaurimento, non c'è spazio per tutti". Cirilli: "Non consentiremo ampliamenti senza un piano di bonifica". La Rida: "In caso di problemi andremo altrove"
Daniele Vicario
10/06/2014 - 11:55
E' iniziata, questa mattina, una nuova guerra dei rifiuti. La Indeco ha lasciato fuori dai cancelli venti camion provenienti da società di trattamento e raccolta rifiuti a causa dell'annunciata fase di chiusura dell'ultimo bacino disponibile per il conferimento. Lo spazio disponibile nell'ultimo bacino di Indeco è, secondo quanto sostiene la società, in fase di esaurimento e per questo dall'azienda hanno deciso di correre ai ripari ridimensionando le tonnellate di rifiuti conferiti da 800 a circa 400 giornaliere. Il problema è la conseguente emergenza che questa decisione comporta visto che, in ogni caso, i Comuni devono scaricare seppure presso le ditte che si occupano di trattamento meccanico e biologico che, a loro volta, conferiscono in discarica. Queste ditte hanno spesso discariche a servizio che servono come siti di stoccaggio momentanei e quindi non possono, per ovvie ragioni, essere utilizzate per lo smaltimento.
LA REGIONE E IL COMUNE. In ballo, come noto, ci sono le due società Indeco e Ecomabiente che chiedono, da tempo, la possibilità di ampliare i bacini e di realizzare propri impianti di trattamento. La Ecoambiente, come noto, è tuttavia impegnata con una inchiesta giudiziaria che si muove su più fronti: il primo riguarda la proprietà e il secondo il problema dell'inquinamento che, secondo delle perizie della Procura, sarebbe da imputare ad alcuni bacini in gestione alla stessa società. Indeco, che si è chiamata fuori proprio a seguito delle inchieste in corso, dalla questione della bonifica, ha chiesto di ampliare un bacino esistente e realizzarne uno nuovo, richiesta che giace nei cassetti della Regione ormai da diversi anni. Se dal fronte di Zingaretti nei giorni scorsi è stata confermata la volontà di chiudere l'iter per l'ampliamento entro breve, dal Comune di Latina arriva l'ennesimo stop: "La questione Indeco - spiega il vice sindaco e assessore all'ambiente Fabrizio Cirilli - va affrontata nel contesto generale delle discariche di Montello. Per questo motivo non saremo d'accordo sul rilascio di autorizzazioni se prima non si parla di bonifiche dei bacini esistenti e di fideiussioni che devono garantire l'impegno delle società in tal senso. Se c'è un problema di emergenza rifiuti la Regione deve farsene carico e, visto che ad oggi non sono arrivate decisioni a tal proposito, parlare di ampliamenti a prescindere è inconcepibile. Come Comune ci faremo promotori di una battaglia che punti a fare chiarezza, una volta per tutte, su questa vicenda. Lo stiamo facendo da tempo e non riusciamo ad avere risposte concrete: si parla solo di ampliamenti senza affrontare il problema a monte e ora, per quanto ci riguarda, la questione passa anche nelle mani delle società di trattamento dove siamo andati, come Comuni, per volontà della Regione che ha imposto anche le tariffe. Da loro, dalla Regione e da Zingaretti, aspettiamo risposte concrete".
LA RIDA. Dal fronte delle società di trattamento sembra non esserci, almeno al momento, grande preoccupazione. Lo spiega Fabio Altissimi della Rida Ambiente: "Se Indeco chiuderà i cancelli ci rivolgeremo ad altri bacini del Lazio, così come previsto anceh dalla normativa regionale. Andremo a Colfelice o nei siti di Roma, non si può fare diversamente e in passato ci sono già state simili esperienze. Per quanto riguarda il discorso in generale posso dire che la Regione e gli enti locali affrontano la questione rifiuti con argomenti vecchi di cinquanta anni, senza tenere in considerazione che oggi dei quattro milioni di tonnellate di rifiuti prodotti nel Lazio potremmo ridurre il conferimento totale a 400mila se solo volessimo. All'estero ci sono impianti ad altissima tecnologia che rispettano l'ambiente e utilizzano i rifiuti come fonte di energia, come concime, noi invece continuiamo a ritenere che le discariche siano l'unica soluzione". Alla domanda se lui, da addetto ai lavori, consentirebbe l'ampliamento delle discariche esistenti, Altissimi non ha dubbi: "Non prima di avere creato una rete seria di impianti di recupero, darei gli ampliamenti necessari ma certamente non consentirei alle società di ampliare le discariche per centinaia di ettari senza avere pianificato prima una seria attività di recupero". http://www.corrieredilatina.it/news/ambiente/7163/Rifiuti--inizia-la-guerra-.html
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