A novembre alcuni componenti della commissione ambiente europea ce lo avevano detto chiaramente che dalla regione Lazio non si aspettavano che risolvesse il problema delle discariche, degli impianti di Tmb sotto procedura di infrazione. E non c'erano ancora stati arresti, sequestri, indagini pubblicate, analisi nascoste, indagini e accertamenti fatti in modo superficiale e sbagliato e non era ancora stata certificata l'errata bonifica della discarica.
Obiettivo, verso il 2020, raggiungere il 70%
12 giugno, 13:44
Rispetto al 28,4% del 2000, nel 2013 la raccolta differenziata, in Veneto, ha raggiunto il 63%, con ben 455 comuni su 581 che hanno superato i parametri comunitari del 65%. "La soluzione vincente - ha spiegato il capodipartimento regionale dell'ambiente, Alessandro Benassi - è la raccolta porta a porta; i principali problemi si registrano dove ci sono poca densità abitativa, grossi flussi turistici o nelle grandi città". Un sistema che è stato adottato in 476 comuni su 581, pari al 68% della popolazione, garantendo una raccolta differenziata del 71%. "Lo scorso anno - ha sottolineato il direttore generale di Arpav, Carlo Emanuele Pepe - Ispra ha presentato il Veneto come la prima regione d'Italia, per cui il risultato è comprovato". Obiettivo, verso il 2020, è quello di raggiungere il 70%, con un uso veramente residuale della discarica, che garantisca l'equilibrio tra impianti e rifiuti raccolti.
"E' evidente - ha commentato l'assessore veneto all'ambiente, Maurizio Conte - che i risultati dimostrano il lavoro fatto e sono in linea con gli obiettivi del nuovo piano, che la prossima settimana sarà in audizione in settima commissione, che spero arriverà a breve in aula e che guarda alla riduzione dei rifiuti urbani, a favorire prioritariamente il recupero delle materie, a incentivare il recupero energetico e a minimizzare il ricorso alle discariche, molte delle quali sono già state chiuse negli ultimi anni, prevedendo anche un'azione di bonifica dei siti in passato destinati a tal fine.
Inoltre, il piano intende mettere in rete il sistema del rifiuto urbano e quello dei rifiuti speciali".
Conte ha concluso sottolineando alcuni dati del 2013 rispetto al 2010: la riduzione dell'8% dei rifiuti urbani, del ricorso alle discariche del 53% e l'aumento di recupero di materia del 5,3% (con un ulteriore 10% per quanto riguarda il rifiuto secco.
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"E' evidente - ha commentato l'assessore veneto all'ambiente, Maurizio Conte - che i risultati dimostrano il lavoro fatto e sono in linea con gli obiettivi del nuovo piano, che la prossima settimana sarà in audizione in settima commissione, che spero arriverà a breve in aula e che guarda alla riduzione dei rifiuti urbani, a favorire prioritariamente il recupero delle materie, a incentivare il recupero energetico e a minimizzare il ricorso alle discariche, molte delle quali sono già state chiuse negli ultimi anni, prevedendo anche un'azione di bonifica dei siti in passato destinati a tal fine.
Inoltre, il piano intende mettere in rete il sistema del rifiuto urbano e quello dei rifiuti speciali".
Conte ha concluso sottolineando alcuni dati del 2013 rispetto al 2010: la riduzione dell'8% dei rifiuti urbani, del ricorso alle discariche del 53% e l'aumento di recupero di materia del 5,3% (con un ulteriore 10% per quanto riguarda il rifiuto secco.
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