giovedì 12 giugno 2014

Emergenza rifiuti, lettera di Indeco: "Le istituzioni non decidono". Attacco al Comune

La società ripercorre le tappe delle polemiche relative alla richiesta di ampliamento e critica l'amministrazione alludendo agli intrecci societari con Ecoambiente

La questione rifiuti continua a tenere banco nel dibattito politico di questi ultimi giorni. La decisione di Indeco di bloccare metà dei conferimenti dei rifiuti alle porte della stagione estiva ha riproposto, con forza, il delicato tema dell'ampliamento delle discariche. Ampliamento chiesto dalla società Indeco la cui proposta giace da anni sul tavolo della Regione e contro la quale si è opposto, con forza, il Comune di Latina che si dice contrario se prima "la questione rifiuti - come ha sottolineato più volte l'assessore all'ambiente Fabrizio Cirilli - non viene valutata tenendo presente l'impatto sull'intera area di Borgo Montello quindi non solo della Indeco ma anche di Ecoambiente e dei problemi di inquinamento delle falde acquifere". La palla passa ora alle società che si occupano del pretrattamento dei rifiuti, che ricevono quindi l'immondizia, la trattano e successivamente la portano in discarica. Un passaggio essenziale che, secondo Cirilli, potrebbe essere la chiave del problema: "Se Indeco chiude - ha affermato l'assessore in più occasioni - vorrà dire che la discarica non continuerà ad essere ampliata, per quanto riguarda i rifiuti, visto che finiscono a Rida o alle altre società di trattamento, sarà loco cura trovare altri siti idonei per lo stoccaggio".
LA REPLICA DI RIDA. Fabio Altissimi, amministratore di Rida Ambiente, ha già fatto sapere al Comune che "se oggi si può parlare di rifiuti ridotti è perché noi abbiamo fatto investimenti seri per consentire che questo accadesse, dalla politica non sono mai arrivare risposte, altrimenti la differenziata avrebbe ben altre percentuali". (Qui la risposta integrale di Rida Ambiente).
INDECO. E oggi, dal fronte di Indeco, arriva una replica che somiglia molto a un atto di accusa contro il Comune di Latina. "In questi giorni - scrivono dalla società - abbiamo assistito ad una serie di interventi dei rappresentanti delle istituzioni locali presso i mezzi di informazione che ci hanno in parte sorpreso ed anche, perché no, lasciato l'amaro in bocca, soprattutto in considerazione degli avvenimenti di questi ultimi anni che, invece, avrebbero consigliato qualche dichiarazione in meno e qualche decisione in più. Se così non è stato - proseguono da Indeco -, probabilmente lo dobbiamo all'ansia di riversare sempre su qualcun altro il peso delle responsabilità che, invece, i ruoli assunti in seno alla pubblica amministrazione, stabliscono appartenere proprio a coloro i quali avanzano solo critiche sino a portare il sistema di smaltimento dei rifiuti al collasso. E' un dato dif atto che le discariche di Borgo Montello, in questi lunghissimi anni, hanno costituito per tutti i comuni della provincia di Latina la soluzione ottimale, contenendo i costi di smaltimento e offrendo un servizio che si è sempre migliorato, grazie alla collaborazione del gestore con gli organismi di controllo che hanno operato a stretto contatto. non è un mistero che l'indicazione sui primi dati anomali dei piezometri realizzati a guardia della prima falda, provengano proprio dalle analisi condotte da Indeco, così come è altrettanto noto che la predetta società è rimasta estranea al procedimento penale che ha visto coinvolti i presunti responsabili dell'inquinamento, per non tacere del fatto che Indeco ha recentemente visto affermare, dal Tar di Latina il principio più volte espresso in ogni conferenza dei servizi, allorquando veniva ripetuto sotto ogni forma che non si poteva parlare del Montello come un sito unico, perché diversa è stata la storia realizzativa degli invasi, diveras la loro gestione e soprattutto, diversi gli esiti sui controlli che hanno accertato le responsabilità sulle contaminazioni in atto. Ora dimenticare tutto ciò e continuare a demonizzare Indeco, che invece è l'unico operatore ad avere agito in perfetta sintonia con l'ambiente e con le istituzioni, appare ineneroso ed anche paradossale. Forse ili fatto che non vi sia alcuna partecipazione del Comune, diretta od indiretta - accusano ancora dalla società -, nella compagine sociale, non aiuta questo sforzo di valutazione che può essere anche autocritica per avere consentito, invece, ad altri di sbagliare e di reiterare le proprie manchevolezze. Contenere le tariffe e lavorare per l'ambiente non è difficile, basta volerlo abbandonando demagogiche affermazioni di un dilagante populismo opportunista che magari incassa il risultato immediato, ma che alla lunga verrà smascherato come accade sempre per ogni condotta che non va nella direzione delle esigenze dei cittadini. Il tempo - conclude la nota della società - è galantuomo ed anche coloro i qualil oggi si ergono a paladini di interessi che dichiarano appartenere a tutti i cittadini, forse dovranno fare i conti con le risultanze effettive non solo delle indagini, ma anche delle scelte politiche, che, seppure legittimamente assunte, mettono tutto il territorio pontino in una emergenza la cui gestione è a portata di mano, dando continuità e fiducia a chi, in tutti questi anni, ha davvero mostrato di meritarla".   http://www.corrieredilatina.it/news/ambiente/7234/Emergenza-rifiuti--lettera-di-Indeco.html

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