http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/01/20/news/l_altra_faccia_della_terra_dei_fuochi-76488439/?ref=nrct-13
Aree previste dal piano di bonifica regionale
La dannazione non è un'invenzione mediatica. Ma il frutto di un intreccio micidiale di sistematico abbrutimento. I camion che si mettevano in fila per rovesciare nella terra rifiuti tossici, raccontano inchieste giudiziarie e pentiti, sbarcavano sotto gli occhi di amministratori, politici, prefetti e forze dell'ordine nello stesso territorio in cui ai bordi delle strade si scaricava immondizia che poi veniva bruciata provocando diossina. E la diossina causava tumori. Questi sono anche i luoghi in cui si accumulavano sette milioni di ecoballe, una montagna di rifiuti urbani che sarebbero dovuti andare negli inceneritori e che invece, pudicamente coperti da teli azzurri di plastica, attendono tuttora di conoscere il loro destino. E quegli stessi luoghi erano il paradiso dell'edilizia incontrollata, delle arterie stradali mai completate e ora assediate dalla vegetazione. Inoltre c'era e c'è la camorra, c'è il clan dei casalesi.
Ma qui, a pochi passi dalle voragini infettate, negli stabilimenti della Cooperativa Sole, dove ora che è inverno si lavorano tonnellate di mele annurche, si ascolta il veemente racconto di Pietro Paolo Ciardiello, agronomo, laurea nella prestigiosa facoltà di Portici (dove insegnava Manlio Rossi-Doria) che della Cooperativa è direttore. Dal 1993 al 2001 Ciardiello è stato sindaco di Parete, alla guida di un centrosinistra che batté il centrodestra guidato dal forzista Cipriano Chianese, il quale secondo le inchieste già allora accumulava milioni dirigendo il traffico dei camion dall'Acna di Cengio alla sua Resit. "Tutto quello che esce dalle nostre aziende è controllato in maniera spietata. E non in base ai parametri di legge. Molto, molto di più. E poi non siamo solo noi a fare le verifiche, o la Asl o i carabinieri dei Nas o l'Istituto superiore di Sanità, che ha giudicato sani i broccoli cresciuti a poche centinaia di metri dalla Resit. Guardi: questa è la documentazione dei controlli fatti dai nostri clienti in Germania, che si fidano di quello che noi gli diciamo, ma non si accontentano e a loro volta indagano. Esaminano i prodotti e poi vengono qui, fanno prelievi e li analizzano. Non ci hanno mai rimandato indietro un ortaggio". E una conferma alle parole di Ciardiello arriva dalla Procura di Napoli che ha dissequestrato le colture prodotte in 15 terreni agricoli di Caivano (grandi 43 etteri) messi sotto sigillo perchè in alcuni pozzi della zona erano state rinvenute sostanze giudicate sopra i limiti di legge. Ma la Asl di Napoli 2, incaricata dai magistrati, ha accertato che "i prodotti ortofrutticoli analizzati non rappresentano un pericolo per la salute pubblica e possono essere destinati all'alimentazione umana".
"Anche i tedeschi comprano prodotti campani"
Quasi tutte le cento e più aziende della Cooperativa operano in questo triangolo di terra casertana in cui sono comprese la Resit e le sue famigerate sorelle discariche. Ma per capire come sia possibile che cavoli e broccoli non vengano contaminati dai rifiuti tossici sversati dalla camorra e dai metalli pesanti bisogna tornare da Massimo Fagnano. "Dai nostri dati non emergono campioni con valori di nichel e selenio superiori alle soglie della legge 152 del 2006. Abbiamo una percentuale molto bassa di campioni che hanno superato i limiti per quanto riguarda cobalto (0,1 per cento), mercurio (0,2), cadmio (0,3), antimonio (0,3), cromo (1,3), arsenico (3,4), con una diffusione del fenomeno decisamente inferiore rispetto al contesto nazionale ed europeo". E per le altre sostanze? "Berillio, vanadio e stagno superano diffusamente le soglie fissate dalla legge, ma queste sostanze sono parte della natura geologica dei nostri suoli. Per cui lo stagno è attribuibile a inquinamento nell'11 per cento dei campioni, il berillio allo 0,7, mentre nessun campione supera il livello di fondo naturale per il vanadio. Il maggior numero dei campioni fuori legge del rame (13 per cento) è concentrato nelle aree flegree, ad Acerra e nei comuni più vicini al Vesuvio. I valori del rame nei suoli, oltre all'origine geologica, vanno attribuiti all'uso del verderame che da oltre un secolo è una tradizionale pratica antiparassitaria". E poi c'è il piombo... "Un discreto numero di campioni di piombo supera i limiti di legge, 5,7 per cento del totale. Sono distribuiti in tutta l'area, ma sono attribuibili all'accumulo delle benzine super ancora usate negli anni scorsi. Ma anche in questo caso l'inquinamento non si discosta dai valori delle aree urbanizzate d'Italia e d'Europa".
Il progetto Life si propone di dimostrare che un metallo pesante accumulato nel suolo non è interamente biodisponibile, solo una parte può essere diluita e dunque assorbita dalle piante: "È la frazione realmente pericolosa per l'ambiente e per la salute", insiste Fagnano. "Solo questa può finire nelle falde e potrebbe essere assorbita dalle radici e quindi accumulata nei prodotti vegetali. Il piombo, per esempio, si è depositato nel suolo a causa delle benzine super, ma è rimasto in grandissima parte insolubile. Appena lo 0,88 per cento è solubile, e per questo non lo ritroviamo nelle piante e negli ortaggi. La stessa diossina prodotta dalla combustione di rifiuti è pericolosamente cancerogena se viene inalata, ma entra nella catena alimentare unicamente se un animale, una gallina o una pecora che strappa una piccola zolla insieme all'erba, ingerisce la porzione di terra contaminata. La diossina non è biodisponibile e non intacca le radici".
I dati non rimbalzano nelle stanze sterili di un laboratorio. Dividono, lacerano, accendono discussioni con i comitati di cittadini, con i gruppi che hanno organizzato la manifestazione di Napoli contro il biocidio. I morti per tumore, i bambini uccisi dai linfomi sono probabilmente l'effetto di condotte criminali, di politiche miopi e cieche, di collusioni. Ma gli accertamenti scientifici ed epidemiologici sono ancora in corso. Un gruppo di medici, biologi, tossicologi, geologi ha costituito Pandora, una task-force spontanea che si propone di fornire dati sicuri per fronteggiare l'ondata di panico che si è diffusa: "La situazione sanitaria delle province di Napoli e Caserta è tra le peggiori d'Italia", è scritto in un loro documento, "ma questo purtroppo è un dato storico, che ha tra le proprie cause l'inquinamento delle matrici ambientali di cui lo smaltimento illegale di rifiuti rappresenta una delle possibili sorgenti, ma, con maggiori effetti negativi, soprattutto l'inquinamento atmosferico, sia da traffico veicolare che da roghi ed emissioni tossiche". Questo mentre altre indagini tendono a salvaguardare l'agricoltura, un bene prezioso per le stesse comunità ferite a morte.
Il progetto Life si propone di dimostrare che un metallo pesante accumulato nel suolo non è interamente biodisponibile, solo una parte può essere diluita e dunque assorbita dalle piante: "È la frazione realmente pericolosa per l'ambiente e per la salute", insiste Fagnano. "Solo questa può finire nelle falde e potrebbe essere assorbita dalle radici e quindi accumulata nei prodotti vegetali. Il piombo, per esempio, si è depositato nel suolo a causa delle benzine super, ma è rimasto in grandissima parte insolubile. Appena lo 0,88 per cento è solubile, e per questo non lo ritroviamo nelle piante e negli ortaggi. La stessa diossina prodotta dalla combustione di rifiuti è pericolosamente cancerogena se viene inalata, ma entra nella catena alimentare unicamente se un animale, una gallina o una pecora che strappa una piccola zolla insieme all'erba, ingerisce la porzione di terra contaminata. La diossina non è biodisponibile e non intacca le radici".
I dati non rimbalzano nelle stanze sterili di un laboratorio. Dividono, lacerano, accendono discussioni con i comitati di cittadini, con i gruppi che hanno organizzato la manifestazione di Napoli contro il biocidio. I morti per tumore, i bambini uccisi dai linfomi sono probabilmente l'effetto di condotte criminali, di politiche miopi e cieche, di collusioni. Ma gli accertamenti scientifici ed epidemiologici sono ancora in corso. Un gruppo di medici, biologi, tossicologi, geologi ha costituito Pandora, una task-force spontanea che si propone di fornire dati sicuri per fronteggiare l'ondata di panico che si è diffusa: "La situazione sanitaria delle province di Napoli e Caserta è tra le peggiori d'Italia", è scritto in un loro documento, "ma questo purtroppo è un dato storico, che ha tra le proprie cause l'inquinamento delle matrici ambientali di cui lo smaltimento illegale di rifiuti rappresenta una delle possibili sorgenti, ma, con maggiori effetti negativi, soprattutto l'inquinamento atmosferico, sia da traffico veicolare che da roghi ed emissioni tossiche". Questo mentre altre indagini tendono a salvaguardare l'agricoltura, un bene prezioso per le stesse comunità ferite a morte.
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