http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2014/03/allarme-delta-del-po-biogas-alla-follia.html
Se c'era bisogno di ulteriori prove per dimostrare che la bramosia biogassista non guarda in faccia ad acun valore ambientale e naturalistico il progetto sciagurato di centrale a biogas nella Sacca di Goro (Parco regionale ed area di tutela dell'avifauna migratoria di interesse internazionale) fornisce la prova del nove.
Con la scusa di "ripulire dalle alghe" la Sacca di Goro (in realtà è già previsto che si utilizzeranno anche altre biomasse, ovvero scarti dell'industria grolaimentare) si sta cercando di far autorizzare una centrale che è uno schiaffo:
1) al Parco regionale del Delta del Po;
2) agli allevamenti e alla pesca dei mitili;
3) al turismo
Il Parco regionale del Delta del Po è stato istituito con legge regionale 2 luglio 1988, n. 27, al fine di garantire e promuovere, in forma unitaria e coordinata, la conservazione, la riqualificazione e la valorizzazione dell’ambiente naturale e storico del territorio e del paesaggio del delta del Po ed in particolare delle zone umide di importanza internazionale, per scopi culturali, scientifici, didattici, economici e sociali. Nel Parco nidifica il Cavaliere d'Italia simbolo della protezione degli uccelli in Italia (ispirato da questo trampoliere Fulco Pratesi ideò nel 1964 il Parco dellla laguna di Orbetello). La centrale sorge esattamente al confine dell'area protetta. Ma questo non significa che non ci sia una incidenza negativa dsu di essa. Gli effetti quali inquinamento delle acque, dell'aria e acustico evidentemente non rispettano il canfine che non è per essi una barriera.
La realizzazione della centrale va nel senso opposto alla valorizzazione naturalistica e turistica del Delta. Il programma rurale integrato provinciale prevede la: "preservazione e valorizzazione dell’area deltizia quale sistema unico e irripetibile, in maniera integrata con un più ampio contesto territoriale, dotato di caratteristiche, peculiarità ed emergenze analoghe, sia a scala regionale, sia a scala sovra-regionale".
La cenrtrale secondo il disegno dei suoi propugnatori dovrebbe sorgere sulle rive della Sacca a breve distanza (meno di 2 km) dal centro turistico di Goro (dotato di marina turistica) e a distanza appena superiore da Gorino (con altro porticciolo).
Gli allevamenti e la pesca dei mitili verrebbero a trovarsi sotto la minaccia di sversamenti e di inquinamento. Mentre nel caso dell'ittiofauna l'effetto tossico acuto in un corpo idrico aperto sarebbe limitato dalla diluizione l'effetto per la mitilicoltura è molto più insidioso dal momento che i mitili filtrano enormi quantità di acqua e possono essere contaminati dalla pressenza di microrganismi patogeni rappresentando un rischio per la salute dei consumatori e comunque danneggiando l'immagine del prodotto locale.
Dal punto di vista economico i danni al turismo e al comparto della pesca e allevamento dei mitili potrebbero superare di gran lunga gli apparenti vantaggi della centrale (reali solo per chi specula sull'investimento ritraendo una rendita dai super incentivi elettrici).
I cittadini, i pescatori e mitilicoltori preoccupati (quelli che non credono al Sindaco e ai proponenti la centrale) si appellano al WWF, alla LIPU, a tutti coloro che hanno a cuore il Delta per impedire questa vergogna.
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