Il governo manderà i soldati a vigilare la Terra dei Fuochi. Ma invece dei fanti, che si limiterebbero a sorvegliare le campagne, esiste un reparto che potrebbe combattere i veleni. Con tempi e costi ridotti rispetto alle aziende private. Riuscirà l'esecutivo a cogliere l'occasione?
Perché mandare i soldati a fare la guardia al bidone (di rifiuti), quando dispongono delle eccellenze per affrontare gli aspetti più gravi della contaminazione? Il piano dell'esecutivo prevede di spedire i fanti a sorvegliare le campagne, per bloccare i camion dell'immondizia e i piromani tossici: altre pedine in aggiunta a poliziotti, carabinieri e finanzieri. Un'operazione di impatto mediatico, ma che potrebbe essere l'ennesimo spreco.
L'Esercito infatti ha uomini e mezzi per aggredire il cuore del problema: la contaminazione dei suoli. C'è un reggimento specializzato per la guerra chimica che svolge proprio missioni come questa: individuare i veleni sul terreno e isolarli. Si tratta del 7mo Cremona, di stanza a Civitavecchia. È l'unità specializzata per la guerra chimica e batteriologica, che ha equipaggiamenti modernissimi: laboratori mobili, apparati portatili, ruspe e personale preparato a muoversi nelle zone inquinate. Sanno svolgere lo stesso lavoro affidato ai laboratori privati, con costi minori e soprattutto senza il timore di condizionamenti della camorra. Squadre già pronte, che possono essere schierate in Campania in tempi brevi, senza bisogno di aspettare gare d'appalto e ricorsi burocratici per assegnare i contratti. E dare così risultati concreti: a questo reparto può essere assegnato il compito di completare il primo censimento delle aree ammalate, la premessa a qualunque opera di bonifica.
Se poi si tratta di vigilare sulle campagne, meglio delle pattuglie possono fare i droni tattici: l'Esercito li impiega tutti i giorni in Afghanistan, con risultati eccezionali. Sono piccoli e silenziosi, non interferiscono con i voli di linea e grazie alle telecamere ad infrarossi riescono a sorvegliare anche di notte: dall'alto, ci sarebbe il modo di scoprire immediatamente i focolai d'incendio, indirizzando sul posto le squadre operative delle forze dell'ordine. I militari infatti non hanno la qualifica di agenti di polizia giudiziaria: se anche il nuovo reato di “combustione di rifiuti” entrasse in vigore, i soldati non potranno effettuare arresti.
Oggi in molte situazioni, le forze armate vengono chiamate a fare da supplenti, tappando le falle nel funzionamento delle istituzioni. L'ultimo caso è l'emergenza profughi nel canale di Sicilia. È da almeno dieci anni che su Lampedusa si riversano i disperati di Africa e Medio Oriente, ma non si è stati in grado di organizzare un'accoglienza degna di un paese civile. I video sul disumano trattamento anti-scabbia a cui venivano sottoposti migranti e rifugiati nel centro di identificazione dell'isola hanno scandalizzato l'Europa. E l'unica cosa che pare funzionare è il dispositivo realizzato dalla Marina, con la flotta da guerra spedita a intercettare i barconi che attraversano il Mediterraneo. Una misura estrema e costosa, perché le portaelicotteri e le fregate richiedono spese altissime, l'unica che però ha impedito nuovi drammatici naufragi.
I soldati poi sono già schierati da cinque anni nel centro storico delle città e in alcune zone delle periferie per l'operazione “Strade sicure” altrettanto cara e dai risultati evanescenti. Lo scopo iniziale era quello di sostituire le polizie nella vigilanza agli obiettivi sensibili e aumentare così il personale disponibile per il contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo. È così diventata abituale la presenza di jeep e camionette a quattro ruote motrici sul pavè di piazza del Duomo a Milano, con fanti in tuta mimetica che controllano l'accesso alla basilica, o davanti alle stazioni ferroviarie. Ma la delinquenza non è diminuita, anzi le statistiche segnalano un aumento di tutti quei reati predatori – scippi, rapine, furti – testimoniando la scarsa incisività di questi provvedimenti.
Invece nella Terra dei Fuochi c'è l'opportunità di usare l'Esercito nel modo migliore, risparmiando tempo e denaro per dare alla cittadinanza le risposte che aspetta da troppi anni. Il governo riuscirà a cogliere questa occasione? http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/01/15/news/esercito-e-rifiuti-uno-spreco-da-evitare-1.148768
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