di FRANCESCO SALVATORE e MARIAELENA VINCENZI Ci sono i fascicoli giudiziari rubati, le buste che arrivano in Regione, i regali di natale, i contatti con i politici e con i giornalisti. C'è tutto un manuale di rap¬porti che hanno qualcosa di losco nelle migliaia e migliaia di atti depositati dalla procura in allegato al¬la richiesta di misura per il re delle discariche e sei suoi collaboratori. Un vero e proprio decalogo di come mettere le mani in pasta dove vengono prese le decisioni. E poterle influenzare.
Questo era il metodo Cerroni. Un uomo di relazione che aveva contatti con chiunque. Leggendo gli atti dell'inchiesta sembra non ci fosse ufficio dove Cerroni non aveva udienza. Tanto che, come scrivono i carabinieri del Noe nell'informativa del 17 ottobre 2012 consegnata al pubblico ministero Alberto Galanti: "Le indagini hanno consentito stabilire come il gruppo imprenditoriale, nella sua interezza, si avvalga di una fitta rete di contatti che, oltre a costituire un efficiente strumento informativo in merito agli orientamenti assunti, di volta in volta, dagli organismi istituzionali, consente nel contempo, al gruppo medesimo, di praticare una oggettiva ingerenza sugli stessi onde influire sulle loro scelte".
L'INCONTRO ALLO SHERATON
Sedici maggio 2012. I militari ascoltano la telefonata di Cerroni con un uomo, i due fissano un appuntamento. I militari ovviamente li pedinano. E all'appuntamento, due giorni dopo, trovano l'allora assessore ai Rifiuti, Pietro Di Paolo. Scrivono gli investigatori: "Veniva riscontrato l'effettivo incontro tra i due che avveniva nella prima mattinata del 18 maggio 2012, a Roma, presso l'Hotel Sheraton.
Durante l'osservazione veniva registrato uno scambio di documentazione tra i due". Chiosano i militari: "L'episodio testimonia il perdurare e il rinnovarsi dei rapporti già esistenti da anni, come attestato dalle pregresse attività di intercettazione, tra l'imprenditore ed esponenti delle forze politiche regionali e nazionali. L'incontro va valutato tenuto conto del fatto che è avvenuto in un periodo particolare in cui le istituzioni, la Regione Lazio in primis, erano impegnate nella questione della scelta di un nuovo sito di discarica per la città di Roma". E, come spiegano i carabinieri, "in alcune occasioni lo stesso assessore ed il suo stretto collaboratore Mario Marotta sembravano presentarsi in maniera accondiscendente rispetto ad alcuni progetti avanzati da Cerroni in merito alla realizzazione di impianti di gestione dei rifiuti".
I CONTATTI CON I PARLAMENTARI
La Regione Lazio è il centro nevralgico intorno al quale si snoda l'attività di Cerroni. Proprio per questo è alla Pisana che Cerroni e i suoi dedicano le maggiori attenzioni. Ma non mancano, come precisano i carabinieri, contatti anche con politici nazionali. "Le pregresse attività d'indagine, svolte a partire dal 2008, hanno evidenziato il rilevante grado di infiltrazione che Cerroni ha maturato trasversalmente nelle istituzioni a diversi livelli. In passato venivano censiti contatti con Guido Milana e Piero Marrazzo, con Ermete Realacci, con Giuseppe Fioroni e Francesco Rutelli". Contatti che, aveva spiegato il gip Massimo Battistini nell'ordinanza, possono essere considerati come attività di lobbying, ma che comunque ci sono stati.
I REGALI DI NATALE
Lunga è la lista dei consiglieri o dirigenti della Regione ai quali il più stretto collaboratore di Cerroni, Francesco Rando, vuole fare reca¬pitare i regali di Natale. In questo caso sono le segretarie a scambiarsi pareri e indirizzi, Paola Mazzei (segretaria di Luca Fegatelli, diriGente dell'area rifiuti) e Federica Conte (segretaria di Rando). La prima consiglia alla seconda i nomi importanti da omaggiare: "mi dici quali sono importanti?", chiede Conte e snocciola una serie di nomi: "Robilotta? Desideri? Spagnoli? Iacono?". L'altra risponde: "I primi tre si, Iacono è medio".
I CONTATTI CON I GIORNALISTI
Svariati i contatti con i giornalisti di alcuni degli indagati. In particolare, i carabinieri evidenziano quelli con un cronista del Corriere della Sera con Arcangelo Spagnoli, responsabile unico del procedimento del Commissario delegato pr l'Emergenza Ambientale. Rapporti stretti e di confidenza. Il dirigente regionale (deceduto) gli da una serie di notizie per cercare di screditare il vice commissario di Marrazzo, Stefano La Porta. E il giornalista scrive. Tanto che qualche giorno dopo, Spagnoli parlando con un dirigente Acea dice: "Qui c'è un clima veramente ... irrespirabile, allora non voglio aumentare nuove tensioni, insomma, ecco .. e sì perché utilizzano queste cose, gli articoli sui giornali, praticamente io sono uno che controlla il Corriere della Sera, caro Andrea. Sì perché il Corriere scrive quello che dico io".http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/01/15/news/contatti_segreti_regali_politici_amici_il_manuale_del_metodo_cerroni-75962196/
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