mercoledì 15 gennaio 2014
Che Gioia le armi chimiche DOVREBBE ARRIVARE DOMANI IN CALABRIA IL CARICO BELLICO SIRIANO
CHE SARÀ SMAN T E L L ATO
di Daniele Martini il fatto quotidiano 15 gennaio 2016
Gioia Tauro in Calabria, Cagliari in Sardegna, Augusta
in Sicilia e Brindisi in Puglia. Le autorità
portuali di queste città sono state segretamente contattate
per saggiare la disponibilità ad ospitare sulle
banchine l'operazione marittima più delicata del momento:
il trasbordo dei container contenenti i veleni
dell'arsenale chimico siriano del dittatore Assad da due
navi commerciali a un’unità della marina militare americana,
la Cap Ray. La telefonata è arrivata ai dirigenti
dei porti italiani da rappresentanti dell'Opac, l'organizzazione
per il divieto delle armi chimiche che sta gestendo tutta l'operazione
in base all’accordo firmato a settembre tra Usa e Russia.
LA SCELTA DEL PORTO italiano verrà comunicata ufficialmente
domani dal ministro degli Esteri, Emma Bonino, ai parlamentari
italiani nel corso di un'audizione alla quale saranno presenti anche
i rappresentanti Opac. I 4 scali, anche se molto diversi tra loro (per
esempio Gioia Tauro è enorme, Augusta assai più piccolo) sono
tutti in condizione di poter ospitare le manovre di trasbordo sulla
nave americana che poi salperà alla volta dell'Atlantico dove dovrebbero
essere materialmente effettuate le operazioni di distruzione
dell'arsenale.
Le armi sono state stoccate dentro container,
ma non ci sarà bisogno di utilizzare
banchine particolarmente attrezzate per la
movimentazione perché le navi-madre, le
danesi Taiko ed Ark Futura, molto simili
tra loro, con un pescaggio rispettivamente
di 9 e 7,5 metri, sono imbarcazioni da trasporto
relativamente piccole.
La Ark Futura, in particolare, è una cosiddetta
Ro-Ro con 2.200 metri di carico utile,
in grado di essere riempita e svuotata con
dei semplici camion. Per tutta l'estate ha continuato a imbarcare
auto e turisti a Vado Ligure per Cagliari e viceversa. Fino al 14
dicembre era in uso alla compagnia genovese Grendi dell'armatore
Bruno Musso e in quella data la compagnia danese che ne era
proprietaria l'ha ritirata e a quel che risulta l'ha a sua volta noleggiata
alla marina militare danese. Da alcuni giorni la Ark Futura
e la Taiko non appaiono più sugli schermi del sistema Gps su cui
vengono indicati i movimenti di tutte le navi. L'ultima rilevazione
le segnala nel porto siriano di Latakia. La segretezza che circonda
l'operazione è dettata sia da ovvie esigenze di prevenzione contro
eventuali attacchi terroristici, sia dal fatto che i porti finora individuati
per il trasbordo hanno negato la loro disponibilità. È
successo in Francia, Danimarca e Albania
di Tomaso Montanari
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